La Fed sceglie un rialzo dei tassi da 75 punti base
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La Fed sceglie un rialzo dei tassi da 75 punti base

By George Michael Belardinelli - 16 Giu 2022

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Nella serata di ieri la Banca Centrale americana ha optato per un aumento dei tassi record, pari a 75 punti base.

Altro aumento dei tassi da parte della Fed, questa volta più significativo

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Il crollo del mercato crypto è stato in parte influenzato da questo aumento dei tassi

I timori di alcuni analisti come quelli posti da JP Morgan su un ulteriore inasprimento della politica monetaria erano fondati. 

Mercoledì 15 giugno, Jerome Powell dopo una giornata di consultazioni ha optato per un aumento dei tassi molto incisivo. 

Per risalire a un altro aumento di questa portata bisogna andare indietro fino al 1994,a quando il presidente della Fed dell’epoca, Alan Greenspan, optò appunto per 75 punti base. 

La misura, ha detto Powell, è figlia di lunghe consultazioni che hanno portato a comprendere quanto sia grave il problema dell’inflazione e di conseguenza quanto sia determinante arginarla. 

La lotta al CPI aveva un piano ben definito, ma a quanto pare si è dovuto accelerare. Il piano prevedeva interventi ad ogni riunione della Banca Centrale americana con il Federal Open Market Committee (FOMC) che avrebbe generato aumenti dei tassi tra lo 0,25% e lo 0,50% spalmati in tre anni fino al raggiungimento della soglia ritenuta accettabile del 3%.

Quest’anno sarebbe stato caratterizzato da 7 interventi: il 2023 da ⅘, mente il 2024 da interventi mirati a seconda del dato sull’inflazione che negli obiettivi della Fed sarebbe dovuta rientrare quasi del tutto. 

Ieri mattina serpeggiava il timore che un aumento da 50 punti base non sarebbe stato sufficiente e che avrebbero optato per un ulteriore giro di vite con 75 punti base. 

Più passavano le ore e più la teoria caldeggiata anche da JP Morgan prendeva campo con tutti i timori che portava con sé.

L’impatto sull’economia di un aumento così “prepotente”

Secondo alcuni analisti un aumento così incisivo e inaspettato non avrebbe giovato ai mercati, che sarebbero colati a picco, ma questo non è avvenuto nella misura paventata. Almeno per ora si può tirare un sospiro di sollievo. 

È opinione comune che l’anno chiuderà con un tasso di riferimento del 3,4% se la Fed dovesse aumentare i tassi dell’1,5% nei prossimi mesi come da “dot plot”. 

Il FOMC dichiara che: 

“Sembra che l’attività economica complessiva sia ripresa dopo essere scesa nel primo trimestre. Negli ultimi mesi gli aumenti di posti di lavoro sono stati robusti e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. L’inflazione rimane elevata, riflettendo gli squilibri dell’offerta e della domanda legati alla pandemia, l’aumento dei prezzi dell’energia e le pressioni sui prezzi più ampie”

Le conseguenze hanno portato a un ulteriore aumento del prezzo dell’oro dell’1,22% e dell’argento del 2,84%, mentre il comparto delle crypto non sembra aver subito grossi scossoni poiché l’asset si aspettava questo giro di vite e aveva già scontato l’aumento. Bitcoin, si ferma intorno ai 21.000 dollari. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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