SEC: Gary Gensler ritiene che Bitcoin sia una commodity
SEC: Gary Gensler ritiene che Bitcoin sia una commodity
Sicurezza

SEC: Gary Gensler ritiene che Bitcoin sia una commodity

By George Michael Belardinelli - 28 Giu 2022

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Durante un’intervista della CNBC allo Squawk Box, il Presidente della US SEC, Gary Gensler, ha fatto dichiarazioni importanti su Bitcoin, accomunabile a delle commodity, e sulle crypto che sarebbero come delle security.

Queste definizioni sono importanti, specialmente se pensiamo che SEC e CFTC vogliono regolare le criptovalute e probabilmente per farlo si partirà da leggi esistenti che si estenderanno anche agli asset crittografici.

Le crypto come security?

Secondo il Presidente, le criptovalute sono degli asset altamente speculativi, non solo per le recenti performance, ma per tutti i dati accumulati da CFTC e SEC che da tempo stanno monitorando gli andamenti di alcune valute digitali:

“Il pubblico spera in un ritorno, proprio come quando investe in altri asset finanziari che chiamiamo security. Molti degli asset crypto-finanziari hanno gli attributi chiave di un titolo”.

Queste le parole del Presidente, che quindi ritiene che alcune crypto sarebbero accomunabili a delle security. Bitcoin per Gensler sarebbe, invece, una commodity e non una security, come da tempo altri funzionari americani sostengono.

La regolamentazione delle stablecoin

Il momento è molto caldo per una discussione sulle crypto, sia per la preoccupazione destata dai mercati che sembrano influenzare sempre più questo asset che per il fallimento dell’ecosistema Terra – Luna. 

Le stablecoin sembrano essere un campo minato e l’America vorrebbe aprirsi a qualsiasi nuovo strumento, comprese le crypto, ma per il Paese è importante regolamentare e che queste monete rispettino quanto stabilito dalle autorità competenti. 

In un rapporto redatto a novembre da SEC, Working Group of Financial Markets (PWG) e l’Ufficio di controllo delle Crypto americano, è emerso come:

“Le stablecoin, o alcune parti di accordi di stablecoin, possono essere titoli, materie prime e/o derivati”.

Queste contano circa 150 miliardi nel mercato delle crypto e il trend è in crescita al punto da attirare sempre più l’attenzione degli agenti regolatori e della SEC. 

Anche se rappresentano solo una percentuale minima degli asset crypto, le stablecoin hanno avuto un’impennata negli scambi lo scorso inverno tale per cui non possono più essere ignorate. 

La preoccupazione principale è che possano fornire un valido sostegno a bypassare una serie di obiettivi di politica pubblica legati al mondo bancario e finanziario tradizionale come l’antiriciclaggio, gli adempimenti fiscali, le sanzioni e le altre tutele contro attività illecite.

Gensler ha dichiarato:

“C’è molto rischio nelle criptovalute, c’è anche un rischio nei titoli classici. Negli Stati Uniti abbiamo le autorità di regolamentazione del mercato CFTC e SEC, per aiutare a proteggere il pubblico da frodi e manipolazioni nel mercato”.

Gensler come Clayton

Già l’anno scorso l’Aspen Security Forum aveva interrogato la SEC sul mondo crypto sollecitando una regolamentazione e questa ha spiegato come le singole criptovalute vadano considerate alla stregua di azioni. 

Il Security and Exchange Commission si rifece ad una dichiarazione dell’ex Presidente della SEC, Jay Clayton, del 2018 in cui affermava:

“Nella misura in cui le risorse digitali come (offerte iniziali di monete o ICO) sono titoli e credo che ogni ICO che ho visto sia una sicurezza, abbiamo giurisdizione e si applicano le nostre leggi federali sui titoli”. 

In poche parole vanno regolamentate e non possono essere lasciate libere di alterare il sistema proprio perché la priorità è la stabilità dei mercati, la riuscita delle politiche finanziarie del Paese e la tutela degli investitori. 

Bitcoin una commodity ma niente ETF?

Anche per il nuovo Presidente Gensler, Bitcoin è l’unica crypto che si possa considerare una commodity, ma questo oltre ad avere conseguenze sui mercati ha anche scatenato la discussione sul web. 

Su Twitter, Bitcoin Archive ironizza su come sia singolare e scateni una facile ipocrisia considerare BTC una commodity, ma non trattarla come tale alludendo alla mancata approvazione degli ETF.

L’ETF spot legato al Bitcoin era uno strumento molto atteso dagli investitori, uno strumento che avrebbe ampliato l’offerta di strumenti e sarebbe andato in un’ottica di normalizzazione dell’asset. 

Questo ha scaturito la mobilitazione del web che con oltre 11.400 lettere di sostegno al nuovo strumento ideato da Grayscale, che ha portato alla luce una sete di ETF crypto e di nuovi strumenti da parte degli investitori. 

Ben vengano le regole chiare quindi, ma purché si arrivi al pieno utilizzo di tutti gli strumenti con i volumi che il mercato naturalmente vorrà confluire negli asset crittografici, che recentemente si sono avvicinati nuovamente al triliardo in termini di capitalizzazione. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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