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Twitter fa causa a Elon Musk
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Twitter fa causa a Elon Musk

By Vincenzo Cacioppoli - 13 Lug 2022

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Il CdA di Twitter ha deciso di fare causa a Elon Musk per il suo mancato acquisto del social network.

Elon Musk rischia una causa con Twitter

La notizia era nell’aria da giorni, ma ora è diventata ufficiale. Twitter ha deciso di portare in tribunale Elon Musk, a causa del mancato acquisto del social per 44 miliardi di dollari, sfumato all’ultimo momento per la marcia indietro del fondatore di Tesla.

Secondo i legali di Twitter, la giustificazione che Musk avrebbe avanzato per il suo ritiro dell’offerta di acquisto è assolutamente illegittima ed infondata. Come è noto, Musk aveva dichiarato che a suo avviso non si aveva contezza di quanti fossero gli account falsi del social, o meglio dei bot mascherati da utenti. E non avendo ricevuto chiarimenti sulla vicenda, poco dopo ha deciso di ritirare definitivamente la sua offerta.

Secondo gli stessi legali, ma anche secondo molti osservatori neutrali, si tratterebbe solo di una scusa, a cui Musk, resosi conto di avere fatto una mossa forse azzardata, si è aggrappato per far saltare la trattativa. Ma Twitter sembra intenzionata ad andare fino in fondo e due giorni fa ha presentato davanti ad una corte federale del Delaware una causa, lunga ben 62 pagine, contro Musk, per costringerlo a rispettare i patti presi con il consiglio di amministrazione della società.

In una nota, Twitter ha affermato che Musk, dopo aver stipulato un accordo di fusione vincolante, ora:

“Si rifiuta di onorare i suoi obblighi nei confronti di Twitter e dei suoi azionisti perché l’accordo che ha firmato non serve più i suoi interessi personali”.

Le argomentazioni di Twitter a favore della causa

Nella causa si sostiene come Twitter abbia fornito tutti i dati richiesti da Musk, avendo fornito ai suoi legali ben 49 tebibyte di dati in risposta alle sue richieste di informazioni. Si tratta di un mole di dati effettivamente enorme e nel quale si potevano, a detta di Twitter, ricavare tutte le informazioni di cui aveva bisogno.

Nel testo della causa presentato dai legali, si legge:

“Dopo aver organizzato uno spettacolo pubblico per mettere in gioco Twitter, e dopo aver proposto e poi firmato un accordo di fusione favorevole al venditore, Musk crede che lui, a differenza di ogni altra parte soggetta al diritto contrattuale del Delaware, sia libero di cambiare idea, buttare via il società, interrompere le sue operazioni, distruggere il valore per gli azionisti e andarsene”.

Sempre secondo i legali di Twitter le richieste di ulteriori approfondimenti sui bot, sarebbero giunte solo dopo il calo consistente del titolo Tesla in Borsa, che ha consigliato evidentemente a Musk di non lanciarsi in un’avventura che già alla vigilia sembrava perdente dal punto di vista dei benefici economici. 

La causa di Twitter afferma che:

“Con il calo del mercato (e del prezzo delle azioni di Tesla), i consulenti di Musk hanno iniziato a richiedere informazioni dettagliate sui metodi di Twitter per calcolare l’mDAU e stimare la prevalenza di account falsi o spam”.

Il titolo Twitter sulla scia di queste notizie ha guadagnato oltre il 4%, dopo avere perso circa il 15% da quando Musk ha deciso di ritirare la sua offerta di acquisto.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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