Ancora problemi per Coinbase
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Ancora problemi per Coinbase

By George Michael Belardinelli - 18 Ago 2022

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Non è certamente un buon momento per la più importante piattaforma di scambio crypto americana e mondiale, Coinbase. La società californiana che conta circa 98 milioni di utenti in più di 100 paesi in tutto il pianeta e che è quotata al Nasdaq dal 2021 è alle prese con perdite dichiarate di più di un miliardo di dollari.

Coinbase: continuano i problemi nelle perdite

La trimestrale da aprile a giugno non ha portato gioia nè negli investitori nè tra gli analisti poichè ha mostrato una perdita complessiva di 1,09 miliardi di dollari in soli tre mesi che contrasta fortemente con l’1,61 miliardi di dollari registrati nello stesso periodo del 2021.

I numeri negativi però non riguardano solo la partita doppia ma anche i volumi di scambio che non portano buone nuove, questi infatti sono notevolmente rallentati complice un bear market e con una recessione alle porte, si è passati dai 462 miliardi di dollari ottenuti nel periodo precedente agli attuali 217 miliardi di dollari.

Questo quadro ha portato inevitabilmente a scelte difficili e proprio a seguito di una contrattura generale dell’economia e nello specifico dell’asset delle criptovalute la società ha optato per un taglio di circa 1100 posti di lavoro che è uno tra i licenziamenti di massa più importanti degli ultimi periodi tra l’altro in opposizione al dato generale recentemente rilasciato dalla Casa Bianca sullo stato di salute del mondo del lavoro in America.

Coinbase: Taglio nei posti di lavoro

Il taglio di 1100 lavoratori è pari a un quinto dell’intera forza lavoro dell’exchange americano.

Come se non bastasse lunedì, George Kattula ha depositato presso lo stato della Georgia una citazione in giudizio per Coinbase Wallet rea di aver trasferito fondi senza il permesso dell’utente a seguito di una frode avvenuta mezzo e-mail da qualche malfattore o hacker che chiedeva un cambio password spacciandosi per la stessa società.

Kattula ha dichiarato di aver perso una cifra pari a 6.000 dollari americani in criptovalute per il proprio account a seguito di un tentato di cambio della password non bloccata dal sistema di difesa di Coinbase.

Secondo l’utente che dichiara di essere stato frodato e derubato di 6000 dollari in crypto Coinbase non ha fatto abbastanza ne è stata tempestiva a rispondere alle richieste di aiuto del cliente che si è visto così depredare dei suoi averi senza poter far nulla.

“Coinbase impedisce in modo improprio e irragionevole ai propri consumatori di accedere ai propri conti e fondi, per lunghi periodi di tempo o in modo permanente. A causa dell’estrema volatilità del valore delle cryptovalute con cadute libere del 40% entro 24 ore non inaudite, l’impossibilità di accedere a un account per vendere, acquistare o scambiare cryptovalute porta a gravi perdite finanziarie per i titolari di conti”.

Le beghe giudiziarie nel mondo crypto sono all’ordine del giorno e sembrano essere il terreno di scontro preferito della SEC ultimamente, è così che l’IRS (Internal REvenue Service) americana ha ottenuto il lasciapassare per esaminare chiunque abbia effettuato transazioni crypto per un valore di almeno 20.000 dollari americani dal 2016 fino alla fine del 2021 per i clienti di SFOX Inc. (società di brokeraggio di criptovalute), allo stesso tempo la Securities and Exchange Commission (SEC) si è opposta all’ordine del giudice di divulgare le bozze di un discorso di un ex funzionario nella causa intentata con Ripple (XRP).

“I contribuenti che effettuano transazioni con criptovaluta dovrebbero capire che il reddito e i guadagni derivanti dalle transazioni di criptovaluta sono tassabili. Le informazioni richieste dalla citazione approvata oggi contribuiranno a garantire che i proprietari di cryptovalute rispettino le leggi fiscali”

Questo quanto dichiarato dal Procuratore generale David Hubbert della divisione fiscale del Dipartimento di giustizia.

Quanto a Ripple (XRP) la SEC degli Stati Uniti si è opposta all’ordine esecutivo che le imponeva di rivelare le bozze di un discorso del 2018 fatto dall’ex direttore della SEC William Hinman affermando che non hanno importanza e che se anche lo fossero sono protetti dal processo deliberativo.

Il contendere tra Ripple (XRP) e SEC è il tentativo del CEO Brad Garlinghouse e del co-fondatore Christian Larsen di trarre profitto per circa 600 milioni di dollari in maniera impropria dalla società , almeno questo è quanto suppone l’ente.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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