Carlo III favorevole alla blockchain
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Carlo III favorevole alla blockchain

By Marco Cavicchioli - 12 Set 2022

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Il nuovo Re del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, Carlo III, sembra essere favorevole alla blockchain. 

Carlo III potrebbe dare nuovi sviluppi alla Blockchain

Nonostante non sembra si sia mai pronunciato a tal riguardo durante un discorso ufficiale, l’allora Principe di Galles ed erede al trono nel 2019 definì la blockchain pubblicamente “uno sviluppo interessante”

Era a Berlino e stava incontrando una piccola folla per strada. 

Uno dei presenti gli chiese cosa ne pensava di Bitcoin, e poi cosa ne pensava della blockchain. 

Alla parola Bitcoin il principe non reagì, mostrando probabilmente di non conoscere la principale delle criptovalute, ma alla parola blockchain ha reagito dichiarando di ritenere uno sviluppo interessante. 

È anche stato girato un video dell’accaduto, poi pubblicato su YouTube: 

Non si sa di preciso cosa ne pensi ora che è diventato Re, ma Carlo ha sempre dimostrato interesse nei confronti delle novità, in particolare per quanto concerne le soluzioni alternative a quelle mainstream. 

Infatti ad esempio è sempre stato un paladino della medicina alternativa, a costo di rischiare che le sue posizioni venissero considerate controverse.

Va tuttavia detto che nel corso dei decenni sembra aver ridotto un po’ le sue posizioni considerate più estreme, ed ora che è diventato Re è difficile che possa portare avanti posizioni nettamente distanti dal mainstream. 

Visto che il Re in Gran Bretagna non governa, e quindi può incidere solo molto marginalmente sulle politiche del Paese, potrebbe anche continuare a coltivare idee alternative in privato, senza incidere in alcun modo su eventuali politiche mainstream. Le sue posizioni pubbliche però hanno un peso, soprattutto a livello di consenso, quindi non sarà facile per lui mantenere quelle più estreme, se non eventualmente in privato. 

Anche perché nel corso degli ultimi decenni la monarchia britannica ha subito diversi contraccolpi, tanto che a ondate riappare la discussione in merito alla sua sopravvivenza. 

Il rischio nel mantenere in pubblico posizioni non mainstream potrebbe essere quello di inimicarsi il grosso della popolazione, e rischiare pertanto di perdere così tanti consensi da mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza della monarchia, finché è Re. 

Alla luce di ciò è difficile immaginare che possa esporsi nuovamente su temi considerati ancora scottanti come le criptovalute, mentre è più probabile che le sue dichiarazioni si facciano sempre più istituzionali e filo-governative. 

Per ora la strategia politica dello UK riguardo criptovalute e blockchain è aperta ma non particolarmente permissiva. 

Ovvero il Paese vorrebbe giocare un ruolo importante in Europa nell’industria crypto, in particolare sfruttando la posizione dominante nel continente della sua borsa valori rispetto alle altre. È quindi sicuramente interessato ai mercati crypto, ma d’altro canto le autorità britanniche hanno più volte sollevato dubbi in merito ai rischi generati da un’eccessiva apertura di questi mercati agli investitori ed agli speculatori retail dilettanti che rischiano di perdere denaro per mera incompetenza. 

C’è stato un periodo, fino a pochissimi anni fa, in cui Londra era una delle capitali crypto d’Europa, ma nel corso del tempo la Svizzera ha sottratto molta attrattiva allo UK proprio perchè un po’ più permissiva e meno concentrata sulla protezione degli investitori dilettanti. 

Inoltre in giro per il mondo sono nati altri hub crypto, tra cui Dubai, quindi il ruolo di Londra nel settore crypto nel corso degli ultimi anni si è ridotto un po’. 

La Blockchain in UK prende sempre più piede

Il Paese sembra essere però più interessato agli sviluppi tecnologici, ovvero la blockchain, come dimostrerebbe anche la risposta del Principe Carlo nel 2019. Tuttavia senza le criptovalute la blockchain potrebbe non avere un grande futuro, quindi per poter ritagliarsi un ruolo di rilievo nel settore blockchain bisogna giocoforza giocare un ruolo importante anche sui mercati crypto. 

Occorre nuovamente sottolineare che il reale potere politico del Re dello UK è minimo, quindi è altamente improbabile che un eventuale suo sostegno allo sviluppo della blockchain possa avere impatti significativi a livello politico nel paese. Tuttavia nel caso in cui invece dovesse riuscire ad incrementare il consenso del suo popolo riguardo queste tecnologie, un minimo impatto potrebbe averlo. Resta però improbabile che possa realmente farlo, ora che è diventato Re. 

Ma in Gran Bretagna c’è un’altra importante novità a livello politico. Pochissimi giorni prima di andarsene, la precedente Regina Elisabetta II aveva nominato un nuovo Premier, Liz Truss. 

Quattro anni fa Truss scrisse esplicitamente sul proprio profilo Twitter ufficiale che lo UK avrebbe dovuto accogliere le criptovalute in un modo da non limitare il loro potenziale. 

Va detto però che il 2018 era ancora quando Londra aveva un ruolo speciale in Europa nel settore crypto, mentre da allora le cose sono cambiate. 

Non si sa cosa ne pensi Truss ora che è diventata Premier, ma visti i suoi trascorsi liberali e liberisti sarebbe lecito attendersi che non abbia cambiato idea a riguardo. 

Insomma, il nuovo corso politico britannico potrebbe essere favorevole per il mondo crypto, a patto che non si mettano di mezzo le autorità governative che fino ad oggi sono state scettiche a riguardo. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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