Estrema volatilità sulle azioni delle società di mining
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Estrema volatilità sulle azioni delle società di mining

By Marco Cavicchioli - 20 Set 2022

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Il bear market sta colpendo duramente anche le azioni in Borsa delle società che si occupano di mining di criptovalute. 

Le azioni delle società di mining risentono del “crypto winter”

Le due principali sono Marathon Digital Holdings e Riot Blockchain, uniche due a superare il miliardo di dollari di capitalizzazione di mercato. 

Le performance di Marathon (MARA)

Marathon è quotata al Nasdaq con il ticker MARA, e le sue performance sono in forte calo fin da novembre. Il loro trend ricorda molto da vicino quello del prezzo di Bitcoin, anche se negli ultimi mesi ha fatto segnare un rimbalzo interessante. 

Dopo la bolla speculativa formatasi nel 2021, con il prezzo schizzato dai 2,4$ di novembre 2020 agli 83,5$ di novembre 2021, il titolo è entrato in un lungo periodo di calo terminato ad inizio luglio con il minimo annuale di 5,2$. 

Quindi, sebbene il minimo del 2021 sia stato più del doppio del livello di prezzo a cui ha iniziato a formarsi la bolla, le perdite nel corso del 2022 sono state superiori al 90%. 

Dopo un crollo come questo, avvenuto in poco più di sei mesi e mezzo, il prezzo è rimbalzato in modo degno di nota, dato che quasi triplicato prima di tornare a circa 10$. 

È curioso come la volatilità di MARA sia superiore persino a quella di BTC, ma va tenuto conto che quest’anno sul valore di mercato delle azioni Marathon abbia certamente influito anche il netto innalzamento dei costi dell’energia. In questo modo si spiega perché MARA ha perso più del 90%, mentre BTC meno dell’80%. 

Inoltre, anche il +200% fatto registrare tra inizio luglio e metà agosto potrebbe essere legato in qualche modo al fatto che la crescita dell’inflazione in USA ha rallentato parecchio negli ultimi mesi. 

Il prezzo attuale risulta comunque dell’87% inferiore ai massimi di novembre, ovvero molto più basso rispetto al -72% di BTC. 

È difficile dire se ciò sia dovuto a quello che è accaduto nel 2022, oppure a ciò che accadde l’anno scorso. D’altronde nel corso della bullrun del 2021 il prezzo di BTC aumentò del 245%, mentre quello delle azioni MARA aumentò del 3.300%, quindi semplicemente è possibile che su questo titolo si sia formata una bolla speculativa superiore anche a quella che si è formata sul prezzo di Bitcoin. 

Performance di Riot Blockchain (RIOT)

Anche Riot Blockchain è quotata al Nasdaq, con il ticker RIOT, ed il suo percorso è stato per certi versi simile. 

La differenza più importante però è che il massimo non lo ha toccato a novembre, ma a febbraio 2021, quando sfiorò gli 80$. 

A novembre 2020, prima dell’inizio della bullrun, il suo valore di mercato era di 3,5$, quindi in meno di tre mesi il suo prezzo è aumentato di oltre il 2.000%. Quindi se in percentuale la crescita di RIOT è stata inferiore a quella di MANA, è stata però molto più veloce. 

A novembre 2021 il prezzo era di circa 45$, ovvero il 1.200% in più rispetto ad un anno prima, ma da allora ha iniziato a scendere. 

Il picco minimo annuale del 2022 è stato toccato sempre ad inizio luglio, a circa 4$, ovvero un prezzo di poco superiore a quello di partenza di novembre 2020, e da allora è prima risalito a 10$ e poi risceso a circa 6,5$. 

Quindi i trend di lungo periodo sono simili, ma con variazioni anche significative sul breve e medio periodo, soprattutto per quanto riguarda la volatilità. 

Se si prendono come riferimento i prezzi precedenti alla bullrun del 2021, il titolo MARA ora è a +340%, il titolo RIOT a +91%, e BTC a +73%. 

In altre parole grazie alla bullrun del 2021 MARA e RIOT hanno performato meglio di BTC, con Marathon Digital che ha più che triplicato Riot Blockchain. 

Prendendo, invece, come riferimento i minimi del 2022 toccati ad inizio luglio, MARA ora è a +102%, RIOT a +59%, mentre BTC è solo a +4%. 

Non è detto che la differenza stia solo in un differente grado di volatilità, dovuto ad un maggior rigonfiamento della bolla speculativa del 2021, ed è anzi possibile che sul prezzo delle azioni delle aziende che fanno mining incidano pesantemente anche le preoccupazioni sull’aumento dei costi dell’energia. 

Le aziende di mining farm nel mondo

Estendendo il quadro anche alla moltitudine di altri titoli che hanno a che fare con il mining di criptovalute, si nota che le difficoltà degli ultimi giorni sono diffuse. Tuttavia, vi sono delle eccezioni, anche significative, con ad esempio BIT Mining, Argo Blockchain UK, SAI.TECH e Bit Digital che ieri hanno fatto segnare aumenti superiori al 5%. 

Il panorama, infatti, è più variegato di quanto comunemente non si creda, pur essendo dominato dai due colossi di cui sopra. Va detto che sebbene gli USA siano attualmente il singolo Paese al mondo in cui si mina di più, vi sono anche altri Paesi con importanti società di mining, in primis il Canada. 

Quindi se i top player di questo mercato si muovono in modo simile, influenzati direttamente dall’andamento dei mercati crypto, vi sono anche operatori apparentemente minori che riescono a muoversi in controtendenza. 

Il trend generale, nel suo complesso, è sostanzialmente quello di MANA e RIOT, ma ci sono delle eccezioni, spesso legate a contesti locali o a singole iniziative che in qualche modo riescono a distinguersi. 

Inoltre, le varie notizie che riguardano le singole società possono avere impatto sul valore delle loro azioni, pertanto il quadro che ne emerge è ancora più volatile di quanto già non sembrasse prima. 

D’altronde visto lo stretto legame di questa attività con i mercati crypto, è assolutamente impossibile che sui prezzi delle azioni delle società di mining crypto non ci sia elevata volatilità. In un quadro complesso, nervoso ed in divenire come quello attuale, non stupisce nemmeno più di tanto che la volatilità dei prezzi di queste azioni alla fine risulti maggiore persino rispetto a quella che c’è sul prezzo di Bitcoin. 

È comunque necessario ricordare che maggiore volatilità significa anche necessariamente maggiori rischi per gli investitori e gli speculatori, dato che il panorama è così complesso che risulta impossibile seguire tutte le notizie e gli andamenti di tutte le società quotate che hanno a che fare con il mining. Pertanto, le opportunità sembrano essere decisamente interessanti, ma l’operatività effettiva risulta essere molto difficile e rischiosa, adatta probabilmente soprattutto a professionisti del trading, piuttosto che ai classici investitori retail. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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