Resiste il fork di Ethereum basato su PoW
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Resiste il fork di Ethereum basato su PoW

By Marco Cavicchioli - 26 Set 2022

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Con il Merge del 25 settembre la rete Ethereum è passata a Proof-of-Stake (PoS) come meccanismo di consenso. 

È andato tutto liscio, ma ovviamente l’abbandono di Proof-of-Work (PoW) ha costretto i miner a smettere di minare ETH. 

Un gruppo di miner, scontento di questa decisione, ha deciso di non supportare gli aggiornamenti che hanno portato Ethereum a passare a PoS, ed ha continuato a minare con il vecchio protocollo basato su PoW. 

In questo modo si è creato un fork, ovvero una biforcazione del codice che ha generato due protocolli differenti. 

Ora pertanto esiste il nuovo Ethereum, basato su PoS, ed il vecchio protocollo basato ancora su PoW chiamato “Ethereum PoW”. Questo secondo protocollo ha una sua criptovaluta chiamata ETHW. 

Il futuro del fork PoW di Ethereum

Si è ipotizzato fin dal principio che qualche miner nostalgico di Ethereum avrebbe potuto non aggiornare il proprio nodo a PoS, in modo da tenere in vita il vecchio protocollo PoW e poter continuare a minare, ma non era certo nè che lo avrebbero poi effettivamente fatto, né soprattutto che questo fork sarebbe sopravvissuto. E invece, ad una decina di giorni di distanza dal Merge, si può affermare che per ora sia sopravvissuto. 

Il fatto è che esisteva già un altro fork di Ethereum basato su PoW e che è rimasto a PoW. Si tratta di Ethereum Classic, con la sua criptovaluta ETC, che in realtà è il protocollo originale di Ethereum da cui nacque il nuovo protocollo Ethereum (quello di ETH) nel 2016 a seguito di un hack. 

Quindi, ad oggi vi sono tre criptovalute che hanno “Ethereum” nel nome. Sebbene in teoria ETC sia l’originale, è ETH quella che ha assunto il semplice nome di Ethereum, perchè le altre due hanno assunto nomi leggermente differenti: Ethereum Classic per ETC ed Ethereum PoW per ETHW. 

È molto interessante osservare dove gli ormai ex-miner di ETH abbiano spostato il loro hashrate.

Prima del Merge che ha di fatto azzerato il mining e l’hashrate di Ethereum, quest’ultimo era di circa 900 Th/s, o poco più. Ora, per l’appunto, è zero, perchè con PoS ETH non si può più minare. 

In questo momento il nuovo ETHW, ovvero Ethereum PoW, ha un hashrate di poco inferiore ai 50 Th/s, quindi sembra che si sia spostato su ETHW solamente il 5,5% di tutto l’hashrate che c’era su ETH. 

Anzi, il giorno successivo al Merge, l’hashrate di ETHW era schizzato a 80 Th/s, probabilmente perché alcuni ex-miner di ETH avevano provato a spostare il loro hashrate su questa nuova criptovaluta. Poi però, a causa del bassissimo valore di ETHW, alcuni di questi miner hanno spento le macchine o le hanno spostate su altre attività, tanto che l’hashrate di ETHW era poi crollato sotto i 30 Th/s. 

A partire però dal 24 settembre, grazie ad un aumento di valore di ETHW, il mining su questa criptovaluta è diventato più profittevole, anche grazie alla riduzione dell’hashrate nei giorni precedenti, quindi alcuni miner hanno rimesso un po’ di hashrate su ETHW facendolo risalire a 50 Th/s. 

Questa dinamica è strettamente legata al valore di mercato della criptovaluta, perchè più questo è alto più risulta profittevole il suo mining. 

Il prezzo di Ethereum PoW (ETHW)

Il giorno del Merge, quando ci fu il picco di hashrate, il prezzo di ETHW schizzò oltre i 51$. Tuttavia, non appena sono stati distribuiti i nuovi token in molti li hanno immediatamente venduti per monetizzare l’airdrop, tanto che il valore di mercato è rapidamente sceso il giorno successivo a 9$. In altre parole, ETHW ha perso l’82% del suo valore di mercato nel primo giorno di esistenza dal massimo toccato nel giorno d’esordio. 

Nei giorni successivi il prezzo si era ulteriormente dimezzato, fino a toccare un minimo poco sopra i 4$ il 19 settembre. 

È possibile, tuttavia, che questa discesa sia stata troppo ampia e veloce, infatti il giorno successivo al minimo era già risalito a 6$, e nei giorni seguenti è risalito anche fino a quota 13$. In altre parole dopo aver toccato il minimo, ha fatto registrare un +225% in cinque giorni. 

Occorre ricordare che le percentuali dei cali e quelle degli aumenti non sono comparabili, ovvero per poter ritornare ai valori precedenti dopo un -82% non solo non basta affatto un eventuale +82%, ma occorre addirittura un +455%. Pertanto il +225% dai minimi non è nemmeno lontanamente sufficiente per tornare sui massimi. 

Inoltre, dopo aver stazionato per un paio di giorni sopra i 12 euro, il prezzo di ETHW è poi tornato sotto i 10$. Quindi attualmente il suo prezzo è ancora dell’80% inferiore al massimo del 15 settembre. 

Si tratta di una criptovaluta molto giovane, ancora estremamente volatile e dal futuro incerto, e questo si ripercuote inevitabilmente anche sul suo hashrate. 

In questo momento ETHW ha una capitalizzazione di mercato di poco superiore al miliardo di dollari, contro i 157 miliardi di ETH ed i 3,8 miliardi di ETC. 

Hashrate e prezzo di Ethereum Classic (ETC)

È estremamente interessante anche la parabola dell’hashrate di ETC, ovvero Ethereum Classic. Infatti, se prima del Merge era inferiore ai 30 Th/S, il 16 settembre è schizzato ad oltre 230 Th/s. Questo dimostra che sono stati molti di più gli ex-miner di ETH che hanno rivolto la loro attenzione ad ETC, piuttosto che quelli che hanno puntato su ETHW. In altre parole, più del 22% dell’hashrate di ETH si è spostato su ETC il giorno dopo il Merge, facendone, però, precipitare la profittabilità. 

Infatti, nei giorni seguenti l’hashrate di ETC è sceso molto, ma rimanendo molto più alto dei livelli pre-Merge. Ora ad esempio è ancora sopra i 160 Th/s, anche se in calo. 

Il fatto è che il valore di mercato di ETC dopo il Merge è sceso. 

Era salito molto da luglio, passando da 15$ a quasi 40$, ma a partire dal 16 settembre è iniziato un calo che lo ha riportato a 28$. Si tratta di un livello ancora quasi doppio rispetto a quello di luglio, ma nettamente inferiore a quello del 15 settembre. 

Queste dinamiche dimostrano sì che il fork PoW di Ethereum sta a tutti gli effetti sopravvivendo, ma dimostrano anche che è stato soprattutto Ethereum Classic a giovarsi dell’abbandono di PoW da parte di Ethereum. 

Gli scenari incerti di ETHW e ETC

A questo punto viene da domandarsi quali reali possibilità abbia ETHW di sopravvivere sul lungo periodo, dato che è stato ETC ad attrarre la maggior parte dei delusi del passaggio a PoS di Ethereum. Tuttavia va sottolineato che il numero di transazioni medie giornaliere registrate sulla blockchain di Ethereum Classic non è affatto aumentato dopo il Merge. Anzi è rimasto sostanzialmente stabile. 

Quindi ETC ha attratto quasi esclusivamente l’attenzione dei miner e degli speculatori o investitori, ma non degli utenti di Ethereum. D’altronde il passaggio a PoS favorisce proprio questi ultimi, rendendo piuttosto ovvio il fatto che non abbiano deciso di spostarsi su altre blockchain. 

Infine, va fatto notare che con il passaggio a PoS Ethereum risolve definitivamente il problema dell’elevato consumo di energia elettrica, che invece permane sia su ETC che su ETHW. Questo potrebbe anche significare che il futuro per queste due criptovalute alternative ad ETH potrebbe non essere particolarmente promettente, come sembra indicare anche la loro capitalizzazione di mercato estremamente bassa rispetto a quella di ETH. 

Ethereum Classic comunque sopravvive dal 2016, pertanto sembra improbabile che possa sparire a breve. Per Ethereum PoW, invece, il futuro è decisamente più incerto. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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