Elon Musk conferma la proposta di acquisto per Twitter
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Elon Musk conferma la proposta di acquisto per Twitter

By Vincenzo Cacioppoli - 5 Ott 2022

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Nuovo colpo di scena nella controversa questione legata all’offerta di acquisto di Twitter presentata ad aprile da Elon Musk.

Novità su Elon Musk e la sua acquisizione di Twitter

Con l’ennesimo colpo ad effetto a cui ormai il personaggio ci ha abituato, Elon Musk sembra intenzionato a fare nuovamente marcia indietro ed a rinnovare la proposta di acquisto per rilevare Twitter per 44 miliardi di dollari. 

Questo almeno sarebbe quello che ha annunciato la stessa società affermando di avere ricevuto una lettera in tal senso dai legali di Musk, che avrebbero dovuto difenderlo proprio nella causa intentata da Twitter per l’annullamento dell’offerta di acquisto da parte del fondatore di Tesla.

Nella lettera che i legali di Musk avrebbero inviato a Twitter, sarebbe contenuta la proposta di procedere con l’accordo a $54,20 per azione, come concordato in precedenza, se la Delaware Chancery Court, che avrebbe dovuto tenere il processo il 17 ottobre, accettasse di  decretare una immediata sospensione del caso e aggiornare il processo e tutti gli altri” procedimenti connessi. 

In risposta, Twitter avrebbe dichiarato di essere disposta a chiudere il caso: 

“Abbiamo ricevuto la lettera dalle parti Musk che hanno depositato presso la SEC. L’intenzione della società è quella di chiudere la transazione a $ 54,20 per azione”.

Non appena di è sparsa la notizia le azioni di Twitter sono letteralmente volate in Borsa, chiudendo a 52 dollari, con un rialzo di oltre il 21%. Ma la risposta di Twitter è stata comunque improntata alla prudenza, perché i legali della società non sembrano fidarsi troppo di Musk, e ritengono che questo potrebbe essere un semplice stratagemma legale, per sospendere la causa ormai prossima.

Il ripensamento di Elon Musk sull’acquisto di Twitter

Musk aveva ritirato la sua proposta di acquisto perché accusava Twitter di non aver fornito i dati richiesti e che si riferivano al numero di bot o profili fake che erano iscritti al social. La società sostiene che si tratta di un semplice pretesto per potersi ritirare, senza nessun fondamento di verità, avendo fornito tutti i documenti necessari per svolgere le indagini del caso. 

I legali di Musk avevano intenzione di portare come prova le dichiarazioni effettuate da Peiter Zatko, ex capo della sicurezza dell’azienda, che avrebbe denunciato enormi falle nel sistema di sicurezza dell’azienda, tali da mettere addirittura in pericolo la sicurezza nazionale e dando in sostanza ragione alle argomentazioni di Musk sulla mancanza di controlli sui profili fake e bot.

Ma la decisione di Musk e del suo team legale sembrerebbe motivata dal fatto che secondo alcune indiscrezioni ci sarebbero state alte probabilità che la causa sarebbe stata persa, anche perché Elon Musk avrebbe avuto precedenti negativi in altre cause proprio presso la stessa corte del Delaware.

Musk, a stretto giro, ha twittato uno dei suoi proverbiali criptici messaggi in cui dichiara che:

“l’acquisto di Twitter è un acceleratore per creare X, l’app per tutto”. 

Cosa intenda di preciso è ancora tutto da scoprire, ma la sua voglia di possedere il social network evidentemente sembra aver ritrovato nuovo slancio. Forse ha in questi mesi pensato a come rilanciarlo o sfruttarlo a suo vantaggio per le sue attività attuali.

Al Washington Post, Anat Alon-Beck, professore di diritto commerciale presso la Case Western Reserve University, ha affermato:

“Musk sta finalmente ascoltando i suoi avvocati. Sarebbe uno sciocco a non provare almeno a comprare l’azienda ora ed evitare di essere deposto”.

Dal canto suo Twitter lamenta il potente calo di immagine e di conseguenza dei corsi azionari del suo titolo, proprio a causa del ritiro dell’offerta da parte di Musk e dalle accuse volte alle falle nel controllo interno e della sua sicurezza.

La visione di Musk

Musk aveva aderito entusiasta alla possibilità di diventare proprietario del social che lui stesso utilizza quotidianamente per dispensare oltre che notizie sulle sue attività anche massime e consigli ai suoi oltre 100 milioni di follower. E sosteneva di voler rendere il social un posto libero ed indipendente. Una delle sue prime azioni da proprietario sarebbe stata quella di revocare il divieto imposto all’ex Presidente Donald Trump di usare il social.

Per poter ottemperare a questo acquisto aveva anche provveduto a vendere parte delle sue azioni Tesla e a finanziarsi con un pool di banche. Il suo gesto era stato anche molto apprezzato dall’ex CEO e fondatore Jack Dorsey, ormai impegnato nella sua società blockchain. 

Poi l’improvviso dietrofront, forse dovuto anche a ripensamenti dal punto di vista finanziario per un operazione i cui risvolti economici sono ancora tutti da decifrare, dal momento che Twitter non sta attraversando certo un buon momento dal punto di vista dei ricavi.

Ma Musk è uomo fatto così, idealista e alla ricerca sempre del colpo ad effetto, come quello operato in questi giorni a proposito del conflitto russo ucraino. Il fondatore di Tesla ha infatti proposto un suo piano di pace che prevede annessione definitiva della Crimea alla Russia, ripetizione dei referendum e Ucraina neutrale. Piano che chiaramente ha mandato su tutte le furie gli ucraini.

Quello che lascia perplessi alcuni esperti e che dopo tutto questo trambusto Elon Musk non sia riuscito a strappare nemmeno un minimo sconto dall’offerta iniziale, che era sembrata effettivamente un po’ eccessiva, considerando i valori di borsa e i risultati economici del social.

Evidentemente la quasi certezza di perdere la causa ha convinto Musk a riproporre la stessa offerta per chiudere l’accordo senza andare a processo.

Twitter mentre si appresta ad accettare nuovamente l’offerta di acquisto, che il consiglio di amministrazione aveva già approvato ad aprile, pensa anche a come cautelarsi da eventuali nuovi colpi di testa dell’estroso Musk. 

Twitter potrebbe per esempio lo stesso andare a processo per avere una sentenza favorevole che possa imporre a Musk di versare l’intero prezzo d’acquisto in un conto deposito a garanzia, prima della chiusura dell’accordo stesso.

Si vedrà come la vicenda finirà, ma quello che è certo è che ancora una volta Elon Musk non ha tradito le attese dei suoi tanti estimatori, che lo amano anche per le sue uscite spesso estemporanee e sorprendenti, ma quasi mai banali.

Elon Musk e le crypto

Piccola nota: con 44 miliardi di dollari, Elon Musk invece di Twitter avrebbe potuto comprare ben 2.1 milioni di Bitcoin.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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