Polemica per i creatori di Rick and Morty: il dibattito sull’etica degli influencer di NFT
Polemica per i creatori di Rick and Morty: il dibattito sull’etica degli influencer di NFT
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Polemica per i creatori di Rick and Morty: il dibattito sull’etica degli influencer di NFT

By Alessia Pannone - 2 Nov 2022

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Art Gobblers, un progetto Ethereum NFT del co-creatore di “Rick and Morty” Justin Roiland e della società di investimento in criptovalute Paradigm, è stato lanciato lunedì e ha già generato oltre $26 milioni di vendite secondarie (per CryptoSlam), suggerendo un enorme clamore attorno al progetto.

Tuttavia, alcuni nello spazio NFT hanno assalito importanti influencer e personalità per aver coniato NFT gratuiti, ora scambiati per quasi $23.000, adducendo pratiche di distribuzione sleali. 

Secondo le accuse mosse agli influencer, pare che stiano alimentando un sistema in cui le voci potenti stanno sfruttando la loro piattaforma senza una corretta divulgazione.

Cosa hanno fatto gli influencer di NFT? 

Il 31 ottobre Art Gobblers ha lanciato 1.700 NFT artwork di Gobbler che potevano essere coniati gratuitamente da chiunque fosse stato aggiunto a una lista consentita. 

Altri 300 NFT sono stati riservati ai creatori di progetti e ai contributori, con altri 8.000 Gobbler NFT che verranno rilasciati gradualmente nei prossimi dieci anni.

Subito dopo, gli NFT hanno iniziato a vendere per somme significative attraverso i mercati secondari, con l’NFT più economico disponibile attualmente quotato a 14,5 ETH, circa $22.850. Inoltre, un NFT è stato venduto lunedì sera per un valore di quasi $138.000 in ETH.

Tra l’impennata delle vendite secondarie, Crypto Twitter si è illuminato con tweet virali che condividevano elenchi di importanti influencer NFT, creatori di contenuti e personalità che avevano coniato con successo uno degli NFT. 

In generale, la reazione iniziale è stata negativa, con gli utenti pronti ad affermare che tutto ciò rifletteva i vantaggi enormi ottenuti dagli influencer con un vasto pubblico.

Nell’elenco troviamo personalità di Twitter ampiamente seguite, come il co-fondatore di Rug Radio Farokh Sarmad, il collezionista e creatore pseudonimo Fxnction, il frequente conduttore di Twitter Spaces e co-fondatore di Devotion Andrew Wang e l’influencer pseudonimo e creatore di contenuti Zeneca.

Il noto influencer com pseudonimo ShiLLin_ViLLian ha twittato:

“Questo è il motivo per cui gli NFT non verranno mai presi sul serio”.

Filosofia WAGMI: perché ciò che è accaduto ai creatori NFT di “Ricky and Morty” la contraddice 

Il termine WAGMI sta a significare “Ce la faremo tutti”. È un termine alquanto ottimista lanciato dalle comunità NFT per incoraggiare la positività e l’idea che tutti avranno successo finanziariamente nello spazio NFT, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente vero o meno.

È facile comprendere che, se è vero ciò che hanno fatto gli influencer di NFT a seguito del lancio di Art Gobblers, tutto ciò va profondamente contro alla filosofia che vuole muovere il mondo NFT e del Web3, uno spazio in cui potenzialmente tutti possono realizzarsi. 

Pare non sia la prima volta che collezionisti e creatori schietti sono stati accusati di scambiare clamore e promozione per NFT potenzialmente preziosi. 

Infatti, spesso, quando un progetto NFT viene lanciato e i prezzi aumentano, gli utenti di Twitter indicheranno gli influencer che sono stati coniati dalla lista consentita, soprattutto se  hanno intenzione di vendere subito, in altre parole, un pump-and-dump.

Tali accuse non sono sempre supportate da prove. Tuttavia, la percezione che i collezionisti di NFT con capitale sociale stiano usando la loro influenza per beneficiare personalmente dei progetti è in forte aumento.

Ad ogni modo, se tali influencer e collezionisti si stanno davvero impegnando in tali exchange, che si tratti di Art Gobblers o di altri progetti, in genere firmano accordi che non vengono divulgati pubblicamente. 

Ciò è ulteriormente complicato dal fatto che molti importanti collezionisti nello spazio sono pseudonimi e i follower potrebbero non conoscere il loro vero nome o background

Gli influencer dei social media sono tenuti a rivelare chiaramente le approvazioni retribuite negli Stati Uniti, come dettato dalla Federal Trade Commission (FTC). Nel frattempo, le celebrità e gli influencer che promuovono le criptovalute e i prodotti correlati sono sempre più soggetti a controlli e punizioni da parte della SEC.

Dunque, a seguito di quanto accaduto e di queste informazioni, viene spontaneo chiedersi se il mondo NFT e Web3 è davvero un universo imparziale in cui tutti possono riuscire o se la disonestà di pochi potrebbe permettere che ciò non accada. 

Per scoprirlo non resta che aspettare e sperare in regole sempre più rigide a controllo degli influencer e a tutela degli utenti e dei creatori che realmente usano il potenziale NFT secondo l’etica. 

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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