L’attesa è finita: Fidelity apre conti di trading per la crypto Bitcoin
L’attesa è finita: Fidelity apre conti di trading per la crypto Bitcoin
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L’attesa è finita: Fidelity apre conti di trading per la crypto Bitcoin

By Alessia Pannone - 29 Nov 2022

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Fidelity, la multinazionale statunitense colosso dei servizi finanziari, ha ufficialmente iniziato ad aprire conti di trading per la crypto Bitcoin al dettaglio. 

Infatti, sembra che alcuni utenti abbiano ricevuto delle email che spiegano il loro nuovo accesso per l’acquisto e la vendita di Bitcoin sulla piattaforma finanziaria. 

Fidelity oltre la finanza tradizionale: è dalla parte delle crypto 

Lo sviluppo della piattaforma Fidelity a favore di Bitcoin arriva dopo il loro annuncio di una lista d’attesa all’inizio di questo mese. 

Infatti, secondo un rapporto di The Block, alcuni utenti, presumibilmente quelli in lista d’attesa, hanno ricevuto un’e-mail che descrive in dettaglio il rilascio, in cui si affermava che “L’attesa è finita”.

Ad ogni modo, Fidelity non è nuova nel settore Bitcoin. Infatti, la piattaforma di servizi finanziari è attiva nel mondo delle crypto da qualche tempo: secondo il sito Web dell’azienda, ha iniziato a estrarre Bitcoin nel 2014. 

Inoltre, nel dicembre del 2021, Fidelity ha lanciato un ETF spot Bitcoin in Canada. Lo stesso gruppo di senatori che aveva in precedenza criticato il mondo blockchain, nella loro ultima lettera, ha recentemente dichiarato: 

“Fidelity Investments ha scelto di espandersi oltre la finanza tradizionale e di approfondire il mercato degli asset digitali, altamente instabile e sempre più rischioso”.

Nonostante questi avvertimenti, Fidelity sembra tendere la mano senza esitazioni al Bitcoin, poiché l’interesse per le crypto nella comunità finanziaria tradizionale continua a crescere. 

Va sottolineato, inoltre, che la mossa di Fidelity arriva in un momento particolarmente interessante, visti i recenti sviluppi relativi al crollo di FTX e la maggiore attenzione prestata alla volatilità nel settore.

Con la percezione del settore arroccata in modo così precario, le azioni di colossi come Fidelity avranno quasi certamente conseguenze per il futuro della regolamentazione dei Bitcoin.

Il precedente annuncio di Fidelity 

Prima dell’ufficialità delle ultime ore, Fidelity aveva già preannunciato la sua intenzione di espandersi nel trading di Bitcoin. Nello specifico, a settembre di quest’anno, un tweet di Bitcoin Archive affermava: 

“Ultim’ora: Fidelity lancerà il trading Bitcoin per i clienti al dettaglio a novembre! Fidelity gestisce asset per 4,3 trilioni di dollari.”

Era, infatti, stato annunciato il lancio del Fidelity Hedged Equity Fund (FEQHX), cioè un fondo dedicato ai prodotti di investimento alternativo dedicati proprio agli investitori retail.

Questi fondi comuni alternativi di Fidelity, come dichiarato nel comunicato ufficiale, possono includere investimenti alternativi come debito distressed, debito immobiliare, private equity e Bitcoin. 

Non solo, sul sito ufficiale di Fidelity vi è un’intera sezione dedicata agli investimenti in crypto e la società possiede anche un intero dipartimento dedicato alle criptovalute, il Fidelity Digital Assets (FDA). 

Grazie a queste azioni, Fidelity è oggi in grado di offrire ai propri clienti retail la possibilità di aprire una posizione sul prezzo di Bitcoin, di conseguenza di fare trading sul prezzo di BTC, senza doverli necessariamente acquistare o detenere. 

La particolarità dei servizi offerti da Fidelity Digital Assets è che non riguardano l’offerta diretta delle crypto, ma dei fondi ETF che hanno come sottostante le criptovalute. Quindi, Fidelity offre la possibilità di investire in prodotti finanziari gestiti dalla piattaforma che consentono di ottenere un’esposizione indiretta al prezzo delle crypto. 

Il futuro della regolamentazione delle crypto: perché è importante la decisione di Fidelity 

Come anticipato, un gruppo di senatori degli Stati Uniti si era precedentemente espresso a sfavore delle criptovalute, in quanto considera gli investimenti in crypto come un qualcosa di poco sicuro e pericoloso.

Senza alcun dubbio, le remore sono aumentate dopo il crollo di FTX, fattore che potrebbe aver spinto i senatori a mandare la lettera di cui sopra a Fidelity. Secondo loro, infatti, la recente implosione di FTX ha dimostrato perfettamente i rischi e gli abusi a cui i consumatori potrebbero essere esposti con gli asset digitali. 

Dunque, la strada verso la regolamentazione delle crypto, e il conseguente crollo dello scetticismo, sembra sempre più lunga e tortuosa. Anche se, con questa mossa di Fidelity cambiano le regole del gioco. 

Fidelity Investments, infatti, è un vero e proprio colosso nel settore, tanto da essere in assoluto uno dei più grandi gestori patrimoniali del mondo, con oltre 4.500 miliardi di dollari di asset in gestione e 24 miliardi di dollari di fatturato.

Quindi, le azioni di una società di questa portata hanno un grande impatto, anche per quanto riguarda il destino del mondo crypto. C’è da dire che anche Changpeng Zhao (CZ), CEO di Binance, ha recentemente sottolineato che l’adozione delle crypto avverrà a prescindere dalle decisioni dei governi sulla loro regolamentazione. 

Infatti, il CEO di Binance ha dichiarato che i Paesi farebbero meglio a regolare le crypto piuttosto che combatterle, sostenendo che l’adozione di esse avverrà in ogni caso. Ed è risaputo: le parole di CZ sono il vangelo del mondo crypto. 

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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