Crypto law: miner nel mirino
Crypto law: miner nel mirino
Regolamentazione

Crypto law: miner nel mirino

By George Michael Belardinelli - 9 Dic 2022

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I miner condannati da una nuova crypto law a cessare le proprie attività se i consumi superano una certa soglia di energia.

La governative Kathy Hochul ha firmato il discusso Crypto-Asset Environmental Transparency Act, il disegno di legge, che era rimbalzato tra mille discussioni e aveva creato accesi dibattiti è ora una nuova crypto law. 

La moratoria è volta alla tutela dell’ambiente e vigila su di esso dando concretezza a un percorso legislativo iniziato già questa estate con le varie discussioni alle Camere.

I legislatori americani nel Crypto-Asset Environmental Transparency Act hanno deciso di inserire un organo di vigilanza di nuova creazione che prende il nome di Environmental Protection Agency (EPA). 

L’EPA ha il compito di certificare con le dovute indagini i consumi di megawatt nelle attività di mining di criptovalute. 

La nuova crypto law che limita l’attività di mining

Il limite massimo di energia utilizzabile per il mining di crypto è di cinque megawatt e non esistono deroghe sulla potenza necessaria di qualsiasi natura. 

Parlando dell’introduzione del Crypto-Asset Environmental Transparency Act e dell’introduzione dell’Environmental Protection Agency (EPA), Jared Huffman è intervenuto con queste parole:

“Concedere a questo settore l’impunità per infliggere tali danni ambientali è contrario a numerose politiche federali e dobbiamo comprendere l’intero danno che questo settore presenta. Il mio disegno di legge con il senatore Markey richiederà alle strutture di cryptomining di segnalare le loro emissioni di anidride carbonica, nonché uno studio interagenzia dettagliato sull’impatto ambientale delle criptovalute, chiudendo finalmente il sipario su questo settore”.

La preoccupazione che ha spinto i legislatori americani a promulgare la legge che di fatto condanna i miner di Bitcoin, ma di crypto in generale è anche volta all’inquinamento acustico e idrico causato dai minatori e non solo alla crisi energetica. 

A sostegno della nuova legge restrittiva sulle criptovalute o almeno su quelle basate sulla “Proof of Work” come ad esempio è il Bitcoin, Scott Faber, vicepresidente senior per gli affari governativi dell’Environmental Working Group, si è espresso in questi termini:

“L’unione di ethereum recentemente completata e le passate modifiche al codice mostrano che la trasformazione da parte della comunità bitcoin è possibile: il modo in cui tutti ci siamo adattati ai nuovi modi di alimentare le nostre case e le nostre auto e il modo in cui coltiviamo il nostro cibo. […] Ogni industria, compreso il settore finanziario, può ridurre il consumo di elettricità e le emissioni di gas a effetto serra. L’aumento della domanda di elettricità, come alla fine richiederà la prova del lavoro minerario, ci manda nella direzione sbagliata”.

Citando l’esempio del Merge di Ethereum, Faber auspica un possibile cambiamento dal “Proof of Work” al “Proof of Stake” per tutte quelle criptovalute basate sul mining come BTC. 

Un mese e mezzo fa, su richiesta della senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren e di altri componenti del Congresso degli Stati Uniti d’America, si è indagato sui consumi di energia e sul potenziale impatto sull’ambiente per l’attività di mining

L’interrogazione è stata colta dal capo dell’Electric Reliability Council of Texas che ha redatto un report dettagliato su consumi e conseguenze per l’ambiente. 

Il report è stato determinante per la decisione di firmare il Crypto-Asset Environmental Transparency Act che ora è legge. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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