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FTX: cosa è successo a Sam Bankman Fried?

Ecco gli aggiornamenti per quanto riguarda la situazione di Sam Bankman Fried, l’ex CEO di FTX, che ha rilasciato varie dichiarazioni riguardo la solvibilità di FTX US. Inoltre, lo stesso ex Presidente di FTX US lo ha accusato di minacce nei suoi confronti. 

Sempre relativo alla vicenda, molte questioni sono venute alla luce, riguardo i movimenti di Alameda Research, questioni smentite ancora una volta da Sam Bankman Fried.

Ecco cosa è successo con FTX US

Se l’opinione popolare crede che Sam Bankman Fried sia colpevole, l’ex CEO di FTX non perde occasioni di smentire le voci che girano. Anche se ormai, arrivati a questo punto non si può parlare di voci, ma concrete situazioni confermate da più persone, manca solamente la conferma in giudizio che renderà a tutti gli effetti colpevole Sam Bankman Fried. 

Il team capitanato da John J Ray III, ha ripetutamente confermato la notizia secondo cui sia a FTX che a FTX US mancano milioni di fondi dei clienti. Sam Bankman Fried però non ha potuto fare a meno di dire che la notizia è falsa e che il team di ristrutturazione di FTX sta sbagliando. 

Ieri l’attuale CEO di FTX ha tenuto una presentazione al comitato di creditori della società, individuando 181 milioni di fondi in debito solo per la società FTX US.  

Secondo Bankman Fried, però, il team di ristrutturazione non ha tenuto conto di molti aspetti della vicenda, a partire dai saldi bancari dei clienti. Questo secondo SBF è un fattore che porta le attività di FTX US, ben al di sopra delle sue passività. 

Sullivan e Cromwell (S&C), uno degli studi legali che si sta occupando del fallimento di FTX sono state considerate dall’ex CEO Sam Bankman Fried: “estremamente fuorvianti” per quanto riguarda la situazione dell’exchange negli Stati Uniti:

“Queste affermazioni di S&C sono sbagliate e contraddette dai dati più avanti nello stesso documento. FTX US era ed è solvibile, probabilmente con centinaia di milioni di dollari in eccesso rispetto ai saldi dei clienti”.

Le stesse parole le ha usate poco prima che FTX dichiarasse fallimento tramite Chapter 11, e sappiamo tutti qual è la verità. 

Entrando più nei particolari numerici, il team di rebuilding dell’attività di FTX, insieme agli studi legali impegnati nella faccenda, hanno rilasciato i numeri dettagliati. Il saldo dei clienti di FTX ha un valore di 497 milioni di dollari, rispetto ai 187 milioni di dollari di asset digitali che FTX US possiede. Pertanto, c’è un gap enorme che grava sulla società con base negli Stati Uniti. 

L’ex Presidente di FTX US accusa Sam Bankman Fried

Accuse pesanti arrivano verso Sam Bankman Fried da parte di Brett Harrison, l’ex presidente della società FTX US. L’ex Presidente ha dichiarato di essere stato minacciato da SBF in persona per aver tentato di apporre modifiche alla struttura amministrativa di FTX US. 

Ciò che Brett Harrison accusa a SBF è di aver manipolato e minacciato chiunque nel team di lavoro proponesse soluzione per riorganizzare l’amministrazione dell’exchange. Il 14 gennaio Harrison si è concesso ad un’intervista, mettendo in luce diversi messaggi di testo, risalenti al marzo 2021. 

“In quel primo conflitto, ho notato la sua totale insicurezza e intransigenza quando le sue decisioni venivano messe in discussione… la sua cattiveria, la volatilità del suo temperamento. Mi sono reso conto che non era il Bankman-Fried che ricordavo.”

L’ex Presidente di FTX US, non si spiega a cosa sia stato dovuto il cambiamento di Sam Bankman Fried, ha anche ipotizzato qualche problema di salute mentale. 

Inoltre, ha più volte evidenziato la tendenza di SBF nel manipolare i suoi dipendenti, svariate volte mettendoli gli uni contro gli altri. 

“In risposta, sono stato minacciato per conto di Sam che sarei stato licenziato, e che Sam stesso avrebbe distrutto la mia reputazione professionale. Mi è stato chiesto di ritrattare formalmente ciò che avevo scritto, e di inviare a Sam delle scuse che erano state redatte per me.”

Le ultime minacce relative ad uno delle ultime discussioni tra i due, hanno portato Harrison a lasciare l’azienda. L’obiettivo di Brett Harrison era solo quello di risolvere problemi relativi all’amministrazione, ma la sua richiesta non è stata accolta serenamente. 

“Non avrei mai potuto immaginare che alla base di questi problemi, che nella mia carriera avevo già vissuto in altre aziende anche più mature, e che ritenevo non fossero cruciali per il successo della compagnia, vi fosse una frode multimiliardaria.

Se qualcuno di noi avesse appreso la verità, o anche soltanto sospettato una cosa del genere, avremmo immediatamente denunciato il tutto alle autorità.”

Harrison ha risolto il suo contratto con FTX US, il 27 novembre, 5 settimane prima del disastro di FTX. Le sue dichiarazioni in merito alla questione spiegano che non era a conoscenza dell’entità del problema. Nessuno, compreso lui, poteva aspettarsi una frode milionaria di tale portata. 

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