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2023 CMC Crypto Playbook: CBDC e Banche Centrali nel 2023 a cura di Movmint

 

Il mondo nel 2023 inizia con diversi temi macroeconomici che, a nostro avviso, giocheranno un ruolo nel ridisegnare il focus di alcuni progetti di CBDC. Esaminiamo alcuni dei principali argomenti a favore di una CBDC che hanno perso la loro tempestività e, forse, la loro rilevanza.

Uno dei vantaggi più volte citati dell’introduzione di una CBDC è la possibilità di liberare completamente un’economia dalla manifestazione fisica del contante, eliminando così lo zero lower bound sui tassi di interesse. 

Ciò probabilmente migliora l’efficacia del quantitative easing e dei tassi di interesse negativi nell’invertire la disinflazione. In parole povere, i tassi di interesse negativi vengono applicati come un onere sul valore dei saldi di deposito detenuti presso un istituto finanziario. 

Un modo per eludere tali oneri è quello di ritirare i depositi in eccesso e accumulare il denaro come contante fisico. Lo zero lower bound è una risposta razionale quando i costi di conservazione del contante nei caveau sono inferiori all’onere del tasso di interesse negativo. 

La sostituzione totale del contante fisico con una CBDC eliminerebbe questa via di uscita e costringerebbe a destinare i depositi in eccesso agli investimenti, contrastando la disinflazione.

La disinflazione è ormai un lontano ricordo per i banchieri centrali che devono affrontare un’inflazione da tempo latente. L’inflazione dell’Eurozona registrata nell’ottobre 2022 si attesta al 10,7% annualizzato, secondo la stima flash di Eurostat. 

Anche il discorso sulle CBDC si è spostato: le argomentazioni a favore di una CBDC si orientano verso il fatto che le CBDC consentirebbero in linea di principio di applicare tassi di interesse diversi a saldi diversi, contribuendo così a combattere l’inflazione. Questo ovviamente confonde la CBDC con un’implementazione tecnica.

Ciononostante, nel 2023 assisteremo a ulteriori esperimenti di CBDC all’ingrosso multicurrency che utilizzeranno meccanismi adattati dalla Finanza decentralizzata (DeFi), come il protocollo di prestito Aave, per iniettare tassi di interesse.

CBDC e panorama macroeconomico

Un tema macroeconomico correlato è il continuo inverno delle criptovalute e il crescente scetticismo nei confronti delle crypto. 

Ciò deriva sia dalle autorità di regolamentazione che dagli investitori retail a seguito di importanti fallimenti di exchange centralizzati, piattaforme di prestito ed entità di trading.

Anche le banche centrali più coraggiose riconsidereranno le nascenti discussioni sulla possibilità di consentire una forma di responsabilità della banca centrale direttamente su una blockchain pubblica. 

L’urgenza per le Banche Centrali di facilitare una rapida entrata e uscita dai mercati delle crypto si è sicuramente affievolita, viste le crescenti preoccupazioni per l’ampliamento dell’accesso retail a questa classe di asset e il potenziale di contagio finanziario.

In terzo luogo, il crollo di FTX a novembre ha risvegliato il pubblico sulla necessità di custodire autonomamente le criptovalute. 

Di conseguenza, prevediamo che il 2023 porterà a un riesame delle ipotesi chiave formulate dalle Banche centrali sull’opportunità del modello di distribuzione intermediata a due livelli (Banca centrale e banche commerciali) per le CBDC. 

I modelli di distribuzione diretta a un solo livello e i modelli ibridi di distribuzione sono più che mai destinati a diventare parte dei progetti operativi delle CBDC.

Nella nuova era dei tassi d’interesse elevati, gli interessi pagati sui depositi delle banche commerciali stanno aumentando rapidamente e agiscono come un forte disincentivo per l’eccessiva detenzione di CBDC retail che non maturano interessi (nella maggior parte delle distribuzioni attuali).

Conclusioni

Nel 2023, un numero maggiore di banche centrali sarà quindi disposto a prendere in considerazione la possibilità di detenere direttamente i conti dei cittadini nei propri libri. 

Ciò dovrà essere supportato dall’introduzione di nuovi e migliori sistemi contabili e dalla risoluzione di importanti questioni politiche sulla necessità di KYC su conti e transazioni. 

Alcune delle risposte politiche comporteranno uno spostamento del campo di gioco, ponendo difficili compromessi in cui la Banca Centrale dovrà bilanciare il suo desiderio di fornire una soluzione di pagamento e un’unità di conto migliori, a basso costo, con la necessità di non soffocare le iniziative del settore privato.

Prevediamo che l’ampliamento dell’uso della produzione di CBDC e le prove nel 2023 porteranno a un dibattito più controverso e aperto sulla portata e sui limiti di una CBDC, con gli operatori privati che adotteranno un approccio più aggressivo per stabilire il loro terreno.

 

Scritto da Stanley Yong, Chief Product Officer di Movmint.io

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