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Gli aggiornamenti di oggi sul caso Silicon Valley Bank e la reazione del mondo crypto

Nell’articolo andremo ad analizzare come il mondo crypto abbia reagito alla crisi della Silicon Valley Bank, buttando un occhio sugli aggiornamenti di oggi del caso. 

Il governo statunitense è intervenuto per evitare che il crollo della Silicon Valley Bank (SVB) avesse un impatto sistemico simile a quello di Lehman Brothers nel 2008. Tuttavia, questa azione ha comportato la chiusura di una seconda banca,la Signature Bank.

Il Tesoro, la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) e la Federal Reserve hanno annunciato che i depositanti della SVB potranno accedere ai loro fondi a partire da lunedì, mentre la banca centrale ha offerto una nuova finestra di liquidità per aiutare le banche a gestire le richieste dei clienti in caso di fuga.

Nel frattempo, la chiusura della Signature Bank, che serviva molte società di criptovalute, è stato il secondo fallimento bancario significativo in tre giorni e il terzo più grande della storia, dopo quello della Washington Mutual nel 2008 e della SVB.

Il mondo crypto rimbalza oggi davanti alla crisi della Silicon Valley Bank 

Le società di venture capital e le start-up tech sono state le più colpite dal fallimento della SVB, ma anche numerose società di criptovalute hanno dichiarato di avere esposizione alla banca.

Società del calibro di Blockfly, Circle, Avalanche e molte altre, hanno dichiarato di essere esposte alla Silicon Valley Bank. Situazione che ha portato varie di queste società a sospendere temporaneamente i prelievi dei clienti. 

A soffrirne di più, però, sembra essere la stablecoin di Circle, USDC, che nonostante le rassicurazioni del CEO, Binance e Coinbase ne hanno sospeso il cambio.

Ma come hanno reagito le altre crypto? 

Bitcoin ha recuperato più del 20% del suo valore dai minimi di questi giorni, e così più o meno tutti gli altri token, trainati dalla prima delle criptovalute. 

Questo, a differenza del mercato azionario, che invece sembra soffrire non poco, insensibile alle dichiarazioni del presidente americano.

Ma è proprio questa forse l’essenza del Bitcoin, la contrapposizione con il mercato azionario. Bitcoin nasce appunto, per dare un’alternativa al classico mercato finanziario, ed oggi con la crisi di questo mercato, la crypto più famosa al mondo sembra uscirne vincitrice. 

Allo stesso modo anche Ethereum sta dando segnali positivi con un aumento di circa il 7% da venerdì scorso, quando aveva raggiunto il punto più basso del mese. 

Entrambe le crypto più importanti, Ethereum e Bitcoin, lo scorso venerdì hanno toccato il punto più basso del mese. Senza alcun dubbio, la notizia delle crisi bancarie a primo impatto ha creato un effetto negativo per gli investitori, che poi sono stati rassicurati dalle varie società crypto. 

In generale, possiamo affermare che il mercato delle criptovalute sia in piena ripresa in questi giorni. Anche altre crypto come Cardano, Ripple, Polygon, Dogecoin sono in salita.

Non possiamo prevedere se gli effetti del collasso delle banche si ripercuotano successivamente, ma per ora il mondo crypto sta reagendo al meglio. 

Qualcuno considera la chiusura della Signature Bank un vero e proprio complotto politico

Non ci sono ragioni obiettive per la chiusura di Signature Bank. Credo che parte di quanto sia avvenuto è dovuto alla volontà del regolatore di mandare un messaggio, molto forte, contro le crypto. Siamo stati usati come capro espiatorio, perché non c’era alcuna insolvenza, basandosi sui fondamentali.”

La dichiarazione è stata rilasciata da Barney Frank, un ex legislatore che ha svolto un ruolo importante nell’approvazione di una legge per salvaguardare il settore bancario all’indomani della crisi finanziaria del 2008.

Attualmente fa parte del consiglio di amministrazione della Signature Bank, che è stata recentemente chiusa a causa di problemi finanziari.

Il messaggio è allarmante e potrebbe avvalorare le preoccupazioni di coloro che considerano la chiusura della Signature Bank come una mossa politica volta a limitare le poche banche negli Stati Uniti che forniscono servizi bancari al settore delle criptovalute, compresi gli intermediari come gli exchange e gli operatori di stablecoin e altri servizi correlati.

Secondo alcune voci, anche alcune autorità di regolamentazione sono perplesse per l’improvvisa chiusura della banca, in quanto non sembrano esserci ragioni alla base della decisione.

Per la precisione, venerdì si è verificato un problema con un deposito, causato da un effetto contagio della Silicon Valley Bank.

Problemi simili sono stati riscontrati da altre banche di dimensioni analoghe, che però hanno ricevuto il pieno sostegno della Federal Reserve e di altre reti federali.

La situazione solleva interrogativi e possiamo solo sperare di scoprire la verità che c’è dietro.

È chiaro che qualcosa non quadra e sembra che il governo degli Stati Uniti stia cercando di esercitare un controllo su vari settori e potenzialmente di sopprimere l’industria delle criptovalute per un capriccio.

Tuttavia, l’impatto potrebbe essere avvertito solo all’interno degli Stati Uniti, poiché il settore continua a prosperare e a crescere altrove.

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