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News e valore delle crypto Arbitrum, Cardano e Ripple

Arbitrum, Cardano e Ripple sono crypto chiave, ma con percorsi differenti. Potrebbero fare la fortuna di molti investitori specialmente se la crisi bancaria si protrarrà. 

Analisi delle crypto Arbitrum, Cardano e Ripple

Arbitrum, Cardano e Ripple sono in fermento tra notizie positive ed imminenti lanci di crypto, ne vediamo i motivi analizzando le tre realtà. 

Arbitrum (ARB) 

Conto alla rovescia per ARB, il Token nativo del layer due Arbitrum, la nuova crypto verrà lanciata fra due giorni e sarà distribuita con airdrop ai propri utenti. 

Le modalità della distribuzione dei token sono state comunicate dalla Fondazione Arbitrum che ha stabilito tempi e regole. 

Chi verrà in possesso di ARB acquisirà anche il diritto di voto nelle decisioni cardine della blockchain che nasce per ottimizzare spese e tempi nelle transazioni tra gli utenti. 

La Fondazione Arbitrum aveva già anticipato che il Layer 2 si sarebbe evoluto in una DAO già il 16 marzo in un comunicato ufficiale. 

La distribuzione dei token avverrà solo e soltanto agli utenti che hanno interagito con la chain e non ai nuovi utenti arrivati a seguito della comunicazione di lancio di ARB. 

Il requisito di aver già preso parte ad Arbitrum non è garanzia di assegnazione della nuova crypto, infatti, l’utente dovrà aver già depositato 10.000 Euro entro febbraio 2023.

Del 100% delle unità emesse il 42% è nelle mani del Tesoro, il 26% in quelle del Team di Arbitrum mentre l’11,5% sarà diviso tra gli utenti. 

Il layer 2 di Ethereum occupa il 55% delle quota di mercato nella categoria, al secondo posto c’è Optimism e a seguire gli altri layer 2.

Cardano (ADA)

Il prezzo di ADA resta timido e si apprezza di un modesto 1% mentre BTC torna al 55% dal suo all time per poi ritracciare. 

Oggi Bitcoin vale 27.898,10 dollari americani e si apprezza dello 0,27% ma non riesce a trascinare con sé Cardano solitamente molto reattivo alle impennate di BTC. 

Le altcoin di norma rispondono bene ai sussulti dell’oro digitale e anche in questo caso, nell’ultima settimana lo hanno fatto ma da ADA ci si aspettava ben altro. 

Nonostante Cardano ci stia abituando a un trend positivo gli analisti stimavano una crescita più coerente con l’andamento della locomotiva di Satoshi. 

Dopo aver toccato gli 0,35 dollari,seppur tornando a crescere, il token si è fermato a 0,31 dollari, ben lontano dalle stime fatte. 

ADA avrebbe dovuto, secondo alcuni addetti ai lavori, sfondare quota 0,50 dollari seguendo la forte spinta di Bitcoin a tutto il comparto essendo passato dai 19000 dollari ai 28000 dollari in 5 giorni. 

I supporti di 0,50 dollari prima e 1 dollaro poi sono alla portata nonostante Cardano sia stato al palo in una settimana prolifica per il mondo crypto

Bitcoin è ad un passo dalla quota psicologica dei 30.000 dollari ed Ethereum punta al supporto dei 2.000 dollari.

Il raggiungimento di questi obiettivi da parte delle due valute più capitalizzare porterebbero probabilmente a budget anche Cardano. 

Se il trend rialzista non trovasse conferma e tutto il mercato avesse terminato il boost da crisi bancaria allora ADA potrebbe tornare indietro verso gli 0,24 dollari. 

Ripple Labs (XRP): la crypto performa meglio di Cardano

Come si legge nella home page del sito di Ripple:

“Veloce ed ecologico, l’asset digitale XRP è stato creato per essere la criptovaluta più pratica per le applicazioni nell’ambito dei servizi finanziari.

Le transazioni vengono regolate sul registro XRP in 3-5 secondi.

Le commissioni di transazione XRP costano in media $ 0,0002 per transazione.

XRP Ledger è 61.000 volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alle blockchain proof-of-work.

XRP Ledger è decentralizzato, gestito da una rete globale di oltre 150 validatori”. 

Le caratteristiche di cui sopra rendono Ripple lo strumento perfetto per collegare il mondo crypto a quello delle banche e della finanza classica. 

Proprio per questo motivo forse il prezzo di XRP nell’ultima settimana ha guadagnato il 4,28% mentre nelle 24 ore cresce dell’1,88%. 

Ad oggi la crypto dello spin vale 0,38 dollari giovando della crisi finanziaria americana sulle orme dei fasti di Lehman Brothers. 

La crisi americana avrebbe dovuto pesare su XRP soprattutto a seguito di quanto detto dal CEO della società circa la propria esposizione nella banca fallita Silicon Valley Bank.

L’esposizione costituisce una gatta da pelare per Ripple ma nonostante questo il token si è apprezzato poiché il mercato ha premiato l’intervento di messa in sicurezza da parte del governo e della Fed dei conti di SVB e le altre banche in bilico. 

Nel frattempo buone nuove giungono anche dal fronte legale e vedono Ripple Labs prossimo ad una sentenza contro la SEC. 

Analisa Torres il giudice del caso Ripple-SEC, ha concesso di sollevare Patrick Doody dal banco dei testimoni. 

Sorte opposta per la richiesta della SEC di dare il benservito all’avvocato John E. Deaton a testimoniare per Ripple.

La sensazione è che una risoluzione positiva o quantomeno un accordo favorevole per Ripple sia possibile entro l’anno e che XRP torni presto a marciare. 

Il recupero del livello degli 0,50 dollari sarà il primo step nell’eventualità di una vittoria. 

George Michael Belardinelli
George Michael Belardinelli
Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata
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