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La stablecoin USDC chiede aiuto alla Fed dopo il fallimento della Silicon Valley Bank

Circle, la società di tecnologia finanziaria con sede a Boston, emittente della stablecoin USDC, è recentemente sopravvissuta al fallimento della Silicon Valley Bank (SVB).

In seguito a questa esperienza, Circle ha chiesto che la sua stablecoin USDC sia sostenuta dalla Federal Reserve degli Stati Uniti con i suoi dollari statunitensi detenuti presso la Fed.

La richiesta della stablecoin USDC alla Fed per sopravvivere al crollo della Silicon Valley Bank

La richiesta di Circle di far appoggiare la propria stablecoin USDC dalla Federal Reserve deriva dalla convinzione che tale appoggio garantirebbe maggiore stabilità e sicurezza alla società e ai suoi clienti.

Attualmente, la stablecoin USDC è sostenuta da una riserva di dollari statunitensi detenuta da Circle e dai suoi partner, che Circle ritiene vulnerabile alle fluttuazioni del mercato e ad altri rischi.

Per contro, Circle ritiene che il supporto della stablecoin USDC con dollari statunitensi detenuti presso la Federal Reserve garantirebbe un livello di sicurezza attualmente non disponibile.

Ciò farebbe in modo che la stablecoin sia interamente sostenuta da dollari statunitensi detenuti in modo sicuro e protetto e che la stabilità della stablecoin non dipenda dalla salute finanziaria di una singola istituzione.

In occasione di una recente conferenza del Gillmore Centre for Financial Technology, Circle ha sottolineato la sua convinzione della necessità di una regolamentazione che la renda un’istituzione a riserva totale sottoposta a vigilanza federale.

Ciò comporterebbe che Circle sia soggetta alla supervisione regolamentare della Federal Reserve e richiederebbe alla società di detenere riserve sufficienti a coprire tutte le sue passività.

La richiesta di Circle di una maggiore regolamentazione e supervisione riflette il suo desiderio di fornire ai clienti i massimi livelli di sicurezza e stabilità possibili. 

Essendo soggetta alla supervisione regolamentare, Circle sarebbe tenuta ad aderire a standard rigorosi di sicurezza e protezione finanziaria e sarebbe soggetta a un monitoraggio continuo per garantire il rispetto di tali standard.

La conferenza alla Warwick Business School

Alla recente conferenza tenutasi alla Warwick Business School, Tarleton Watkins, vicepresidente di Circle, una società fintech specializzata in stablecoin, ha discusso la potenziale soluzione a lungo termine per le stablecoin al dettaglio.

Watkins ha suggerito che una valuta digitale della banca centrale (CBDC) all’ingrosso presso la Federal Reserve potrebbe essere utilizzata come strumento di supporto per le stablecoin. 

Ciò potrebbe fornire un’opzione più sicura e stabile per gli utenti, in quanto il CBDC sarebbe sostenuto dalla piena fede e dal credito del governo degli Stati Uniti. Tuttavia, nel breve termine, Watkins ha consigliato agli emittenti di stablecoin di detenere riserve in dollari presso la Fed invece di affidarsi a vari partner finanziari. 

Questa raccomandazione arriva alla luce del recente fallimento della Silicon Valley Bank (SVB). Detenendo riserve in dollari presso la Fed, gli emittenti di stablecoin possono assicurarsi di avere accesso alla liquidità necessaria per mantenere la stabilità delle loro stablecoin.

Nel complesso, le intuizioni di Watkins sulla potenziale soluzione a lungo termine per le stablecoin e la sua raccomandazione di detenere riserve di dollari presso la Fed evidenziano l’importanza di fornire al mercato delle stablecoin, soprattutto alla luce dei recenti eventi nel mercato delle criptovalute, una base solida per andare avanti. 

Watkins ha aggiunto: 

“La chiarezza normativa per i nuovi prodotti e servizi finanziari come USDC può incentivare maggiormente le istituzioni finanziarie tradizionali a incorporare gli asset digitali nel loro bilancio. Le valute digitali dovrebbero essere completamente riservate con attività liquide di alta qualità, cioè contanti e obbligazioni governative a breve scadenza. 

Dovrebbero inoltre essere regolamentate in modo prudenziale e supervisionate da autorità di regolamentazione federali o nazionali a livello di banca centrale o equivalenti. Gli emittenti di valute digitali dovrebbero avere accesso diretto ai conti presso la banca centrale”.

In un intervento sui CBDC e le stablecoin alla conferenza, Ganesh Viswanath Natraj, professore aggiunto di finanza presso il Gillmore Centre for Financial Technology, ha sostenuto l’idea che le banche centrali e i fornitori di stablecoin lavorino insieme.

Ha detto: 

“Se le stablecoin possono essere sostenute da sterline o dollari digitali detenuti interamente presso una Banca Centrale, quest’ultima potrebbe controllare regolarmente le riserve dei fornitori di stablecoin e imporre requisiti patrimoniali”.

Se gli emittenti dovessero detenere una certa percentuale di riserve liquide di valuta digitale presso la Banca Centrale, ciò garantirebbe loro la disponibilità di fondi per elaborare i rimborsi. La Banca Centrale potrebbe anche fornire un’assicurazione per i clienti e il suo sostegno ridurrebbe il rischio di una corsa alle stablecoin”.

Durante la conferenza, diversi esperti hanno preso la parola per parlare di vari argomenti legati al mondo delle criptovalute. Anastasia Melanchrinos, rappresentante della società di dati di mercato sulle criptovalute Kaiko, ha parlato di DeFi e CeFi.

D’altro canto, il fondatore della piattaforma di analisi Block Scholes, Eammon Gashier, ha parlato dei derivati delle criptovalute, mentre Nick Merritt, della piattaforma metaverse Vault Hill, ha presentato il settore metaverse in crescita. Amit Chaudhary, rappresentante del costruttore di app DeFi Polygon, ha presentato una ricerca sulle liquidazioni di DeFi.

Cynthia Campbell, dell’Alberta Securities Commission canadese, e Amila Dissanayake, della società di analisi delle criptovalute Chainalysis, hanno invece illustrato il problema delle frodi e delle truffe che affliggono il settore delle criptovalute.

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