HomeCriptovaluteStable CoinLa stablecoin USD Coin (USDC) sbarca anche su Cosmos

La stablecoin USD Coin (USDC) sbarca anche su Cosmos

Ieri Circle ha annunciato lo sbarco su Cosmos della sua stablecoin USD Coin (USDC). 

Il lancio non è ancora avvenuto, ma Circle afferma che avverrà presto. 

Per lo sbarco su Cosmos è stata scelta la rete Noble, grazie alla quale la stablecoin verrà resa disponibile a tutte le oltre 50 blockchain di Cosmos IBC.

La stablecoin USD Coin (USDC) e Cosmos

Noble è una chain generica che consente emissione di asset per l’ecosistema Cosmos

Cosmos a sua volta è un ecosistema decentralizzato di app e servizi interconnessi. 

In particolare Cosmos ha creato IBC, ovvero un protocollo di comunicazione inter-blockchain che consente di scambiare liberamente risorse e dati tra differenti blockchain, in modo da renderle disponibili a molte app e servizi. 

Una di queste risorse, grazie a Noble, sarà USDC

In questo momento su Cosmos si contano ancora solo circa 270 tra app e servizi, con 61 miliardi di dollari di asset in gestione. 

La più interessante delle blockchain dell’ecosistema Cosmos è Cronos, ovvero la blockchain lanciata tempo fa da Crypto.com

Cronos non solo è costruita su Cosmos, ma è stata resa perfettamente compatibile con la Ethereum Virtual Machine (EVM), diventando così la prima blockchain a connettere Cosmos ad Ethereum.

Pertanto grazie a Noble USDC sarà reso disponibile anche sulla blockchain di Crypto.com. 

Da notare che Cronos, con la sua criptovaluta nativa CRO, è al decimo posto tra le blockchain con maggior TVL nella DeFi, superando da questo punto di vista anche Solana, Cardano, Algorand, e Bitcoin. 

L’altra blockchain importante dell’ecosistema Cosmos in ambito DeFi è Kava. 

La relazione tra ATOM e CRO

ATOM è la criptovaluta nativa di Cosmos. 

Ieri il suo prezzo sui mercati crypto ha fatto un balzo improvviso del 3%, proprio dopo la pubblicazione del tweet di Noble che annunciava il prossimo sbarco di USDC su Cosmos. 

Va però detto che dopo un primo periodo di ascesa in questo inizio 2023, terminato ad inizio febbraio, il suo prezzo aveva iniziato a scendere, tanto che a metà marzo aveva già quasi perso tutti i guadagni di gennaio. 

Nella seconda metà di marzo aveva provato un rimbalzo, ma senza riuscirci. Ora bisogna vedere se questa novità riuscirà a riportarlo sui valori massimi del 2023, o se si rivelerà solamente un fuoco di paglia. 

Da notare che il suo attuale valore di mercato è del 75% inferiore al massimo storico di settembre 2021, sebbene sia quasi il doppio rispetto al minimo di giugno 2022. Quello che però emerge analizzandone l’andamento sul lungo periodo, è che, esclusa la bolla speculativa del 2021, le sue performance non sono granchè. 

Basti pensare che esordì quattro anni fa ad un prezzo superiore alla metà di quello attuale, ed in linea con i minimi di giugno 2022. In altre parole sul lungo periodo le sue performance sono di gran lunga inferiori ad esempio a quelle di ETH. 

Anche il prezzo di CRO ieri è salito dopo la pubblicazione della notizia di Noble. 

La cosa interessante però è che nel corso della giornata ha poi fatto registrare altre due piccole risalite. 

L’andamento del prezzo di CRO in questo inizio di 2023 è molto simile a quello di ATOM. La grossa differenza sta nel fatto che il prezzo attuale di CRO è del 93% inferiore ai massimi di novembre 2021. Inoltre è in linea con quello pre-bolla di dicembre 2020, quindi durante il bear market del 2022 ha perso tutti i guadagni ottenuti durante la bull run del 2021. 

Anche CRO, come ATOM, sul lungo periodo ha performance decisamente poco interessanti. 

L’impatto di USDC

È difficile immaginare quale impatto possa avere sull’andamento di ATOM e CRO l’introduzione di USDC all’interno dell’ecosistema Cosmos. 

L’annuncio di Noble rivela che l’ecosistema basato sulla IBC di Cosmos non ha mai avuto una stablecoin nativa ancorata a valute fiat. Oltretutto USDC è anche altamente liquida e completamente collateralizzata. 

Inoltre l’emittente di USDC, ovvero Circle, è una fintech regolamentata dagli Stati Uniti, e con questa partnership con Noble porterà USD Coin in modo nativo su Cosmos. 

Quindi per la prima volta nella storia di questo ecosistema, oltre 50 blockchain abilitate per IBC saranno presto in grado di utilizzare token USDC emessi nativamente su Noble, e questo potrebbe aiutare ad aumentare la liquidità e forse il TVL dei protocolli DeFi di questo ecosistema. 

Noble afferma: 

“Questa integrazione catalizzerà centinaia di milioni di dollari di liquidità nei prossimi mesi in Cosmos e cercherà di correggere le sfide che gli utenti e le appchain devono affrontare quando interagiscono con asset provenienti da altri ecosistemi. 

In futuro, crediamo che esisteranno centinaia di blockchain Cosmos altamente liquide e ben adottate. Ogni blockchain ha bisogno di una versione canonica e fungibile di USDC e Noble esiste per soddisfare questa esigenza critica”. 

Pur non essendoci previsioni concrete sulle conseguenze che ciò potrebbe comportare ai mercati di queste blockchain, e delle loro criptovalute native, è però ipotizzabile perlomeno che le app ed i servizi operanti su di esse possano contare su una maggiore liquidità. 

I problemi della stablecoin USD Coin (USDC)

Da notare però che la capitalizzazione di mercato di USDC continua a scendere. 

Di recente ha avuto problemi prima con la SEC, e poi con il fallimento di Silicon Valley Bank

Tali problemi hanno generato un po’ di timori nei suoi confronti, tanto che a partire dall’11 marzo la sua capitalizzazione di mercato ha iniziato a scendere. 

A dire il vero era già da metà dicembre che stava scendendo, ma nella seconda metà di febbraio aveva iniziato a risalire. 

A metà dicembre 2022 capitalizzava circa 45 miliardi di dollari, mentre a metà febbraio era scesa sotto i 41 miliardi. Dopo un’effimera risalita fino a 44 miliardi, è iniziato quello che ha tutto l’aspetto di un crollo, dato che in meno di tre settimane ha perso il 23% di capitalizzazione di mercato, scendendo a 33,3 miliardi di dollari. 

L’attuale livello non si vedeva da novembre 2021, anche perchè nella prima metà del 2022 la capitalizzazione di mercato di USD Coin era salita addirittura fino a sfiorare i 56 miliardi di dollari. 

In altre parole, in meno di un anno ha perso il 40% della sua capitalizzazione, anche se prima dell’inizio dell’ultima grande bullrun era ferma ad un livello di dieci volte inferiore a quello attuale. 

Il punto è che, mentre durante la prima metà del 2022 USDC sembrava la stablecoin più sicura, con molti dubbi che circolavano su quella principale (USDT di Tether), in questo inizio 2023 la situazione sembra essersi ribaltata, con USDT in grande crescita e USDC in forte ritracciamento. 

Sebbene il loro prezzo sia sempre di 1$, si sta assistendo ad un vero e proprio spostamento degli utilizzatori da USD Coin a Tether. 

Va comunque detto che anche l’attuale livello della capitalizzazione di mercato di USDT (79,5 miliardi di dollari) è inferiore al massimo storico di 83 miliardi, ma di poco. Non è un caso che la dominance di USDT (61%) all’interno del mercato delle stablecoin sia in questo momento ai massimi degli ultimi anni. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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