Grossi afflussi di derivati crypto su Bitcoin sugli exchange
Grossi afflussi di derivati crypto su Bitcoin sugli exchange
Criptovalute

Grossi afflussi di derivati crypto su Bitcoin sugli exchange

By Marco Cavicchioli - 18 Lug 2023

Chevron down

Nelle scorse settimane si sono registrati significativi afflussi di capitali verso i derivati crypto sugli exchange, in particolare su Bitcoin. 

I dati sono stati pubblicati ieri su un post del blog ufficiale di CoinShares, società europea specializzata in asset digitali che ha già emesso diversi derivati crypto. 

In particolare gli afflussi netti di capitale nelle ultime quattro settimane sono stati complessivamente di 742 milioni di dollari, con particolare attenzione nei confronti di Bitcoin. 

Si è trattato della maggior serie di afflussi dall’ultimo trimestre del 2021, con 137 milioni di dollari solamente la scorsa settimana. 

Tutto ciò in seguito alla notizia della presentazione della richiesta di BlackRock per l’emissione di un ETF su Bitcoin spot, e conseguente risalita del prezzo di BTC oltre i 30.000$. 

Quali derivati crypto esistono sul mercato

Oltre ai classici contratti future ed alle opzioni, che si possono trovare anche sugli exchange crypto, in questo caso i dati si riferiscono a quei derivati che vengono scambiati sulle borse tradizionali. 

Si tratta principalmente di fondi, come ETF, ETN o ETP, o di titoli come il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC). 

Sono prodotti finanziari derivati che consentono agli investitori di prendere posizione sul prezzo di Bitcoin e criptovalute utilizzando le classiche piattaforme che già utilizzano per operare in borsa. 

Sono pertanto destinati ad un target che generalmente non opera sui mercati crypto. 

Oltre ai prodotti di CoinShares e Grayscale, sono conteggiati anche quelli di 21Shares, Pro Shares, Purpose ed altri. 

Molti di questi sono disponibili sulle borse europee, mentre altri sono disponibili su quelle statunitensi o canadesi. 

I dati complessivi dicono che, nel complesso, negli ultimi sette giorni sono affluiti capitali netti su questi prodotti per 137 milioni di dollari, mentre negli ultimi 30 giorni ne sono arrivati 276 milioni. Da inizio anno l’afflusso complessivo è stato di quasi mezzo miliardo di dollari. 

Non sono numeri esagerati, se si confrontano ad esempio con i volumi giornalieri di scambio di derivati sugli exchange crypto, ma in questo caso si tratta di afflussi netti di capitale, e non di volumi di scambio. 

Oltretutto nel medesimo periodo gli afflussi netti di BTC e token sugli exchange crypto sono ai minimi del 2023, quindi il dato di cui sopra rimane significativo. 

Bitcoin e altcoin

Forse però il dato più interessante è quello che riguarda le criptovalute sui cui derivati sono giunti i maggiori afflussi. 

Infatti sui derivati di BTC sulle borse tradizionali sono giunti 140 milioni di dollari negli ultimi sette giorni, 277 negli ultimi trenta e 571 da inizio anno. 

Questi numeri sono addirittura maggiori di quelli complessivi perchè su altri derivati crypto, come quelli su ETH (Ethereum) o ADA (Cardano) gli afflussi sono risultati essere addirittura negativi. 

Praticamente quasi tutti questi afflussi si sono concentrati solo ed esclusivamente sui derivati di Bitcoin. 

È tuttavia possibile che con la storica decisione del tribunale di New York della scorsa settimana su XRP questo trend potrebbe cambiare un po’, ma in realtà non stupisce affatto che gli investitori tradizionali siano interessati soprattutto a Bitcoin. 

Il punto è che, probabilmente, lo capiscono molto meglio rispetto alle altcoin, dato che gli riconoscono ormai un chiaro ruolo all’interno del sistema finanziario globale, ovvero quello di protezione contro eventuali politiche monetarie eccessivamente espansive delle banche centrali. 

Tra l’altro sono stati negativi anche gli afflussi verso i derivati short sul prezzo di BTC, cosa che indica piuttosto chiaramente che anche i mercati tradizionali non si aspettano un calo del prezzo di Bitcoin sul breve o medio periodo. 

Bitcoin: il successo dei derivati crypto tradizionali sugli exchange

Nonostante i numeri di cui sopra non appaiano clamorosi, il 2023 si sta comunque rivelando un anno di grande successo di questi prodotti. 

Se sugli exchange crypto i derivati attirano investitori, e soprattutto speculatori,ormai da molti anni, i derivati crypto sulle borse tradizionali sembra che stiano veramente decollando solo ora. 

Infatti in questo periodo i volumi di scambio sui prodotti di investimento in asset digitali rimangono ben al di sopra della media, con un totale di 2,3 miliardi di dollari la scorsa settimana solo sulle borse tradizionali. 

Inoltre la stragrande maggioranza degli afflussi si sono registrati negli USA ed in Canada, mentre i mercati europei sono rimasti più tranquilli da questo punto di vista. 

Tutto ciò nonostante la vera e propria lotta della SEC americana nei confronti delle altcoin e degli exchange crypto. 

Anzi, forse tale battaglia ha proprio favorito questo particolare tipo di derivati, che non vengono scambiati sugli exchange crypto ma sulle borse tradizionali, e Bitcoin rispetto alle altcoin. 

Qualora la SEC dovesse approvare un ETF come quello proposto da BlackRock tutti questi numeri hanno la potenzialità di crescere ancora molto, nel loro complesso, e di rendere Bitcoin protagonista anche sulle borse tradizionali.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.