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Tether: aumentano le riserve della stablecoin USDT

Ieri, Tether ha pubblicato il report finanziario della sua stablecoin USDT del secondo trimestre del 2023. 

Da quando la Fed ha alzato i tassi di interesse a livelli record, gli investimenti di Tether in obbligazioni di Stato USA hanno iniziato a rendere molto più del normale. 

Visto che la cosa importante per USDT è mantenere le riserve, ogni eventuale guadagno aggiunto è a tutti gli effetti un guadagno per la società, anche al netto dell’inflazione. 

La validità di questo report è stato confermata dall’auditor indipendente BDO, una delle prime cinque società di contabilità pubblica indipendente a livello mondiale, che ha dichiarato che rispetta i dati reali. 

Le riserve di Tether per la stablecoin USDT

Grazie ai guadagni ottenuti durante il trimestre, Tether è riuscita ad incrementare di ben 850 milioni di dollari le sue riserve in eccesso, portandole complessivamente a 3,3 miliardi. 

Le riserve in eccesso sono quelle riserve che non servono a coprire il valore di mercato dei token emessi, ma per l’appunto sono in eccesso, tenute per semplice prudenza. 

In altre parole non solo tutti i token messi in circolazione da Tether sono coperti da riserve standard, ma la società al 30 giugno disponeva anche di 3,3 miliardi di dollari di riserve in eccesso da utilizzare eventualmente per qualsiasi evenienza straordinaria. 

Ad esempio a marzo, quando fallì Silicon Valley Bank, la principale concorrente della stablecoin di Tether, ovvero USDC, perse di colpo l’accesso a più di 3 miliardi di dollari di riserve, perdendo così anche la piena copertura dei token ed il peg con il dollaro. 

Le riserve in eccesso possono tornare utili in casi come questo, ovvero quando parte delle riserve che collateralizzano una stablecoin viene persa per una qualsiasi ragione, anche indipendente dal gestore. 

Tether nel 2018 ebbe un problema simile, quando circa 800 milioni di dollari vennero bloccati a causa del sequestro degli asset di un’altra banca presso cui deteneva parte delle riserve. In seguito quei fondi furono sbloccati, ma ci vollero mesi, durante i quali gli USDT non erano più coperti al 100%. 

Da tempo la società ha deciso di mettere a riserva straordinaria i suoi profitti netti, proprio per costruirsi una sorta di tesoretto da utilizzare in caso di emergenza. 

I guadagni di Tether

Nel periodo compreso tra aprile 2023 e giugno 2023 compresi, Tether ha registrato profitti operativi complessivi superiori al miliardo di dollari, con un aumento del 30% rispetto al primo trimestre dell’anno. 

Al netto dei profitti distribuiti agli azionisti, la società ha così potuto mettere altri 850 milioni di dollari nelle riserve straordinarie che servono solo per le eventuali emergenze, portando così le riserve in eccesso totali a circa 3,3 miliardi di dollari, con un incremento del 34% in un solo trimestre. 

Invece le riserve che collateralizzano tutti i token emessi da Tether in circolazione rimangono pari al 100% del valore di mercato complessivo di tutti i token. 

Da notare che all’inizio dell’anno scorso i tassi di interesse negli USA erano di poco superiori allo zero. Ad agosto 2022 erano già stati portati sopra il 2%, ed a novembre furono portati al 4%. Da marzo 2023 sono addirittura superiori al 5%, ed a luglio sono stati portati al 5,5%. 

Al 30 giugno 2023 risulta che Tether avesse tra le proprie riserve quasi 56 miliardi di dollari in US Treasury Bills, ovvero obbligazioni del governo statunitense, e quasi nove miliardi in Overnight Reverse Repurchase Agreements. Su questi depositi incassa degli interessi attivi, che sono aumentati nel corso degli ultimi mesi anche grazie proprio all’aumento dei tassi di interesse. 

Dato che, aggregandoli insieme, la quantità di titoli del Tesoro che sostengono le stablecoin di Tether è di circa 72,5 miliardi di dollari, è più che logico che su tali cifre e con tassi di interesse così alti i guadagni della società siano molti.  

Nonostante ciò, l’85% dei suoi investimenti sono detenuti in liquidità o mezzi equivalenti, in modo da poter essere pronti all’uso qualora necessario. 

Il risultato finale

Grazie a tutto ciò, al 30 giugno 2023 Tether deteneva quasi 86,5 miliardi di dollari di attività, ma solo 83,2 miliardi di passività, di cui 83.178.020.411 di token digitali emessi.

Quindi le attività consolidate del gruppo Tether eccedevano le passività consolidate.

Il CTO di Tether, Paolo Ardoino, ha dichiarato: 

“Sono immensamente orgoglioso del nostro più recente attestato sulle riserve, che riafferma il nostro fermo impegno per la trasparenza. Trasparenza non è solo una parola d’ordine per noi; è la pietra angolare della nostra filosofia. 

Riteniamo che una comunicazione aperta e solidi dati finanziari favoriscano la fiducia e l’affidabilità, e questo è ciò che la comunità globale merita, soprattutto in un anno devastato da molti fallimenti nel settore bancario e delle criptovalute. Il nostro obiettivo a lungo termine è sempre stato quello di guidare l’innovazione come attore globale, spingendo i confini della tecnologia e dell’immaginazione. 

Migliorando continuamente il nostro processo di attestazione delle riserve, miriamo a stabilire nuovi standard nel settore e ispirare gli altri a seguire l’esempio. Mentre andiamo avanti, rimaniamo impegnati ad abbracciare la responsabilità, migliorare la gestione del rischio e la sicurezza, dando l’esempio. 

Con una forte attenzione alla trasparenza, miriamo a plasmare un futuro in cui ogni partecipante all’ecosistema finanziario globale possa navigare con sicurezza in un regno costruito sulla fiducia e sull’innovazione. 

Ecco perché in questo trimestre, il token USD₮ di Tether in circolazione ha superato il suo precedente massimo storico”. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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