KPMG: il mining di Bitcoin può ridurre le emissioni inquinanti
KPMG: il mining di Bitcoin può ridurre le emissioni inquinanti
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KPMG: il mining di Bitcoin può ridurre le emissioni inquinanti

By Marco Cavicchioli - 2 Ago 2023

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Di recente KPMG ha pubblicato un report su Bitcoin e sul mining. 

Il report, un PDF lungo 12 pagine, è dedicato proprio al ruolo che può giocare Bitcoin all’interno delle nuove linee guida per gli investimenti rispettosi dell’ambiente (ESG, ovvero Environmental, Social, and corporate Governance). 

I criteri ESG sono quelli che vengono richiesti per gli investimenti responsabili, e la rendicontazione aziendale ESG è quella che viene utilizzata per valutare i rischi e le opportunità relativi alla sostenibilità ambientale delle attività produttive.

Dato che in futuro sempre di più tali criteri verranno presumibilmente imposti alle aziende che vogliono raccogliere capitali, è importante valutarli anche in ambito crypto. 

KPMG

KPMG è un conglomerato di società che forniscono vari servizi aziendali tra cui revisione ed organizzazione contabile, consulenza manageriale, servizi fiscali, legali ed amministrativi. 

Le sue società sono attive in 147 Paesi con circa 219.000 dipendenti, ed il fatturato complessivo supera i 32 miliardi di dollari. 

Dati questi numeri, viene compresa all’interno delle cosiddette “Big Four”, ovvero le quattro società di revisione contabile che a livello mondiale si spartiscono gran parte del mercato. 

La sede operativa principale è nei Paesi Bassi, mentre la sede legale della holding è in Svizzera. 

Parte del suo lavoro sta anche nel monitorare le metriche ESG, dato che secondo loro esprimono la nuova direzione che sta intraprendendo il capitalismo.

Secondo KPMG infatti le imprese non possono più permettersi di limitarsi esclusivamente a perseguire il puro profitto, ma sono chiamate anche ad avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente grazie a nuovi modelli di governance.

Il mining di Bitcoin secondo KPMG

Nel report da poco pubblicato KPMG afferma che Bitcoin ormai è un’asset class matura, ma nonostante la continua adozione continua ad essere frainteso. L’obiettivo del report è quello di valutare il reale impatto ambientale, sociale e di governance di questa tecnologia, e dissipare alcune delle idee sbagliate che prosperano ancora oggi a tal proposito. 

In particolare affermano che c’è una varietà di casi d’uso di grande impatto offerti da Bitcoin, che hanno una comprovata esperienza nel fornire valore ai propri utenti ed alla società in generale. 

Detto ciò, l’analisi approfondisce soprattutto gli aspetti del mining legati all’ambiente. 

Il vero problema, sottolineano, non è di per sè il consumo di energia, per quanto enorme, ma

piuttosto le emissioni associate alla produzione dell’energia consumata, ed in particolare quelle prodotte con la combustione di combustibili fossili.

Dal confronto con altre attività umane a livello globale emerge come le emissioni di CO2 legate al mining di Bitcoin siano davvero minime: 67 MtCO2e all’anno, rispetto ad esempio alle 100 legate all’estrazione dell’oro. 

Ma il confronto è ancora più eclatante se si prendono in considerazione altre attività umane, come ad esempio il turismo, che emette 4.500 MtCO2e all’anno, o il fashion, che ne emette 2.100. 

In altre parole non ha alcun senso concentrarsi sulle emissioni di CO2 del mining di Bitcoin se prima non ci si concentra su quelle ad esempio del turismo o del fashion. 

Se poi a ciò si aggiungono le oltre 1.000 MtCO2e emesse a causa della deforestazione si comprende bene come quelle generate da Bitcoin non possano affatto essere considerate un grave problema. 

Ridurre l’impatto ambientale

Il repost comunque riporta anche alcune idee per ridurre l’impatto ambientale. 

La prima, già ampiamente nota, è quella di utilizzare per il mining di Bitcoin primariamente energia prodotta con fonti rinnovabili. 

In particolare fanno notare che il Texas produce molta più energia rinnovabile di qualsiasi altro Stato degli USA, soprattutto eolica e solare. Quindi non sorprende che il Texas sia diventato una destinazione popolare per miner di Bitcoin, con circa il 59% dell’hashrate totale negli USA. 

Inoltre Il mining di Bitcoin ha dimostrato la capacità di aiutare a bilanciare le reti elettriche, data la sua capacità di ridurre rapidamente il suo consumo di energia durante i periodi di forte domanda, e questo potrebbe aiutare i produttori di energia rinnovabile. 

La seconda è quella, già in uso, di ridurre i consumi energetici del mining quando l’energia scarseggia. I miner lo fanno già da tempo. 

La terza è il riciclo del calore di scarto generato dal consumo di energia elettrica del mining. Utilizzando quel calore, che a tutti gli effetti è uno scarto a costo zero, si può risparmiare altro consumo energetico che sarebbe necessario spendere per produrre la stessa quantità di calore in altro modo. 

I miner che operano in luoghi caldi in realtà hanno il problema opposto, ovvero hanno troppo calore e devono dissiparlo, ma minare in luoghi freddi può in effetti servire a risparmiare sui costi del riscaldamento. 

Ma è la quarta idea quella più interessante. 

Riduzione del consumo di metano

Il metano (CH4) è un gas serra ancora più potente della CO2. Infatti quello estratto in eccesso non viene rilasciato direttamente nell’ambiente, ma viene prima bruciato. 

Secondo uno studio del 2021, l’energia prodotta negli soli Stati Uniti e Canada dalla combustione del gas di scarto bruciato prima di essere liberato in atmosfera solo sarebbe sufficiente per alimentare l’intera rete Bitcoin. 

Minare Bitcoin con l’energia prodotta dalla combustione del gas di scarto ridurrebbe le emissioni, dato quel gas verrebbe comunque bruciato, e potrebbe creare un flusso di entrate aggiuntivo monetizzando energia che attualmente viene invece sprecata.

Da notare che il 14,3% delle emissioni di metano di origine antropica in atmosfera negli USA provengono dalle discariche, tanto che viene davvero da domandarsi perchè quel gas non venga utilizzato per minare Bitcoin. 

Le conclusioni di KPMG sul mining di Bitcoin

Il report conclude affermando che Bitcoin in realtà sembra addirittura fornire una

serie di vantaggi legati ai criteri ESG, e non solo problemi come invece spesso si sostiene. 

Probabilmente è solo questione di tempo prima che il mining venga utilizzato anche per aiutare a stabilizzare le reti energetiche, ridurre le emissioni di gas serra, e fornire calore sostenibile agli immobili. 

Gli analisti di KPMG scrivono: 

“Il tempo dirà quale potrebbe essere il ruolo di Bitcoin nella transizione verso l’energia rinnovabile e come potrebbe servire come strumento finanziario per coloro che si trovano in regimi autoritari o coloro che sperimentano un’inflazione significativa”.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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