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Crypto news: Ledger, produttore di hardware wallet, licenzia il 12% del personale

Crypto news: Ledger, il noto produttore di hardware wallet, ha annunciato una riduzione del 12% della sua forza lavoro, attribuendola a sfide economiche di ampio respiro. 

Le informazioni disponibili indicano che, al momento dell’annuncio, l’azienda aveva circa 734 dipendenti, suggerendo che circa 88 persone potrebbero essere state colpite dalla decisione di licenziamento. 

Vediamo di seguito tutti i dettagli. 

Le ultime decisioni del produttore di hardware crypto wallet Ledger 

Come anticipato, il CEO e presidente di Ledger, Pascal Gauthier, ha dichiarato che l’azienda procederà con una riduzione del 12% del suo personale. 

In un articolo pubblicato sul blog il 5 ottobre, Gauthier ha spiegato che questa decisione è stata presa per garantire la sostenibilità a lungo termine del business, considerando il difficile contesto economico del 2022 e i problemi riscontrati da aziende come FTX e Voyager Digital.

In base ai dati presenti su LinkedIn, sembra che Ledger potesse contare su circa 734 dipendenti al momento dell’annuncio, il che implica che circa 88 persone potrebbero aver perso il loro impiego.

Gauthier ha sottolineato in merito quanto segue: 

“Le sfide macroeconomiche attuali stanno limitando la nostra capacità di generare entrate, e di conseguenza, in risposta alle condizioni di mercato e alle esigenze aziendali attuali, abbiamo preso la difficile decisione di ridurre il personale del 12% in tutte le divisioni aziendali.”

Questo annuncio è arrivato sette mesi dopo che Ledger ha effettuato una raccolta di fondi di oltre $109 milioni, che ha valutato l’azienda a $1,4 miliardi. 

Nel mese di agosto, Ledger ha anche integrato il suo software Live con PayPal, consentendo agli utenti negli Stati Uniti con account verificati sull’app di pagamento di acquistare crypto. 

Non solo Ledger, i cambiamenti in Binance.US in mezzo alle contestazioni regolamentari 

Purtroppo, oltre il noto produttore di hardware wallet Ledger, anche molte altre aziende nel settore delle criptovalute hanno annunciato tagli simili al personale a causa dell’incertezza del mercato e dei cambiamenti nelle normative statunitensi. 

A settembre, ad esempio, il presidente e CEO di Binance.US, Brian Shroder, ha lasciato l’azienda in seguito a una riduzione di circa 100 dipendenti. Allo stesso modo, Nansen, Coinbase, Huobi e Crypto.com hanno annunciato piani di licenziamento per il 2023.

In particolare, un portavoce di Binance.US ha poi confermato i recenti licenziamenti e la partenza di Shroder. Questa mossa è parte del piano dell’azienda di concentrarsi completamente sulle operazioni crittografiche, con l’obiettivo di consolidare la sua posizione come exchange esclusivamente per criptovalute.

Il portavoce ha anche sottolineato l’impatto delle azioni regolamentari aggressive della Securities and Exchange Commission (SEC) sulla loro attività e sui posti di lavoro negli Stati Uniti, definendolo un “sfortunato esempio.” 

Norman Reed, Chief Legal Officer, è stato nominato come interim CEO in sostituzione di Shroder. Sottolineiamo che la partenza di Shroder arriva in un momento in cui Binance.US è stata oggetto di varie azioni legali e regolamentari negli ultimi mesi.

All’inizio dell’anno, sia la SEC che la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno infatti citato in giudizio Binance, Binance.US e il co-fondatore Changpeng “CZ” Zhao, affermando che l’exchange operava illegalmente, vendeva titoli non registrati, violava le leggi sulle materie prime e gestiva in modo inadeguato i fondi dei clienti.

Nel mese di giugno, Binance.US ha temporaneamente sospeso i depositi in dollari e ha informato i clienti che avrebbe messo in pausa i prelievi in fiat mentre era coinvolto in una controversia legale con la SEC.

Successivamente, Binance.US è diventato un exchange dedicato esclusivamente alle criptovalute per un periodo di due mesi. Tuttavia, ha ripristinato i canali di rampa in USD ad agosto in seguito a una partnership con MoonPay.

Evernode: progressi importanti su Xahau, il gateway verso gli smart contract su XRPL

Di recente, Evernode, l’applicazione di smart contract Layer-2 basata su XRP Ledger (XRPL), ha condiviso un importante aggiornamento sul suo prossimo lancio.

In un recente tweet, Evernode ha anticipato un possibile passo avanti nel suo percorso verso il rilascio. 

Questo sviluppo è correlato al controllo del codice di Xahau, la sidechain proposta per XRPL che ospiterà gli smart contract. Secondo Richard AH, CTO di XRPL Labs, il codice di Xahau è stato completato con successo.

Xahau Ledger è una sidechain proposta dedicata agli smart contract nell’ecosistema XRPL. La collaborazione tra XRPL Labs, Evernode, Alloy Networks e altri ha portato al lancio del white paper di Xahau lo scorso agosto, seguito da un attivo sviluppo in vista del lancio ufficiale.

Uno dei recenti sviluppi è stato l’aggiornamento della Xahau Testnet da parte di Wietse Wind, uno sviluppatore di XRPL Labs, con nuove funzionalità, tra cui il “Rapporto UNL” che consente ai nodi UNL di monitorare il corretto funzionamento degli altri nodi.

Il lancio di Xahau è cruciale per Evernode, poiché il successo di quest’ultimo è strettamente legato all’esistenza di Xahau. Nel tweet, Evernode ha indicato che una componente del suo codice, denominata “3 hook,” potrebbe essere sottoposta a un audit non appena il codice b2m verrà verificato, il che indica che il lancio è ormai imminente.

Il meccanismo “Burn2Mint” (B2M) introdotto da Xahau consentirà il porting del token nativo di Xahau, Xahau XRP, da XRPL. 

Dopo il lancio di Evernode, è previsto un airdrop per i possessori di XRP, con una generosa quantità di Evers, la valuta nativa del protocollo, riservata per questa iniziativa. Gli utenti potranno richiedere l’airdrop in base al saldo XRP detenuto su XRPL, come registrato nello snapshot del 1 settembre.

Alessia Pannone
Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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