Oggi è uscita una news importante che riguarda i Bitcoin di Mt.Gox.
Stando ai dati di Arkham Intelligence infatti si sono verificati diversi movimenti di BTC dai wallet dell’exchange giapponese fallito nel 2014.
Summary
I Bitcoin di Mt.Gox: ultime news
Sugli indirizzi pubblici noti di Mt.Gox ci sono quasi 142.000 BTC.
Una piccola parte di questi sono già stati ufficialmente restituiti ad alcuni creditori, ma il grosso a quando risulta è ancora lì.
Mt.Gox non ha detto nulla di ufficiale riguardo i movimenti di oggi, tanto che dalla pagina di Arkham Intelligence dedicata al monitoraggio dei suoi indirizzi pubblici noti risulterebbero essere solo dei movimenti interni.
Dei 142.000 BTC che risultavano essere ancora sui wallet di Mt.Gox ad inizio mese ora risultano essercene meno di 139.000. Quindi la quantità già distribuita ai creditori per ora è minima.
Tuttavia nelle ultime 12 ore risultano esserci stati tre grossi movimenti, tutti di importo compreso tra 44.500 e 48.600 BTC.
Quindi in totale nelle ultime 12 ore sono stati movimentati sui wallet di Mt.Gox praticamente tutti i BTC ancora in loro possesso.
Secondo i dati di Arkham Intelligence nessuno di questi è stato distribuito ai creditori, o venduto, perchè si tratterebbe solo di movimenti interni da un indirizzo ad un altro.
La procedura fallimentare
Non va dimenticato che il controllo effettivo di quei BTC lo ha il curatore fallimentare Nobuaki Kobayashi.
Mt.Gox ad inizio 2014 era il principale exchange di Bitcoin al mondo, e quando fu costretto a chiudere possedeva più di 850.000 BTC. A causa di un furto dovuto ad un hack, a febbraio dello stesso anno la società perse 750.000 BTC di proprietà dei suoi utenti, e circa 100.000 BTC suoi.
A quel punto fu costretta a dichiarare bancarotta, ed iniziò la procedura fallimentare.
In seguito riuscì a trovare circa 200.000 BTC in un vecchio wallet che non era stato hackerato, e quindi iniziò la procedura di rimborso parziale di Bitcoin ai suoi ex-utenti.
Tale procedura però ha tempistiche molto lunghe, e viene di fatto gestita dal curatore fallimentare insieme al giudice giapponese che sta seguendo il caso.
In teoria la procedura di rimborso dovrebbe essere completata entro il 31 ottobre di quest’anno.
Il rimborso
Dovrebbe procedere in due fasi.
Durante la prima fase vengono venduti alcuni BTC per poter incassare fiat da restituire a quei creditori che hanno optato per il rimborso in fiat. Questa fase dovrebbe già essere iniziata, visto che i BTC in possesso della società sono diminuiti ultimamente.
Stando ai dati di Arkham Intelligence, sugli indirizzi pubblici noti di Mt.Gox nel 2014 c’erano 162.000 BTC, dopo la chiusura per fallimento ed il ritrovamento dei 200.000 BTC sul vecchio wallet. Ad aprile 2018 erano saliti a 166.000, mentre il mese successivo scesero da 162.000 a 142.000. Si presume quindi che una parte sia stata venduta allora per incassare valute fiat.
Non è chiaro però se il curatore fallimentare dovrà vendere altri BTC per poter effettuare i rimborsi in fiat. Ciò poichè, ipotizzando una vendita a maggio 2018 ad un prezzo medio di 8.500$, allora potrebbero aver incassato più di 200 milioni di dollari.
Una volta conclusa la fase di rimborso in fiat, i restanti BTC verranno restituiti a quei creditori che hanno fatto richiesta per ricevere il rimborso in Bitcoin, e non in valuta fiat. Dato che, di fatto, chi riceverà il rimborso in BTC incasserà una cifra maggiore, a parità di credito, rispetto a chi ha optato per il pagamento in fiat, è possibile immaginare che siano in molti ad aver scelto il pagamento in Bitcoin.
Le conseguenze sul prezzo di BTC
Oggi all’uscita della notizia dello spostamento il prezzo di Bitcoin è sceso.
Nel corso della notte era risalito fino a circa 65.000$, ma una volta toccato quel tetto ha fatto segnare una sorta di rimbalzo al contrario.
In un primo momento era sceso solamente a 64.500$. Tuttavia, con la diffusione delle notizie sui rimborsi di Mt.Gox è sceso ulteriormente, prima sotto i 64.000$, e poi anche sotto i 63.000$.
Tuttavia non si tratta di un crollo, ma solo di un ritorno ai valori che aveva prima della risalita di stanotte verso i 65.000$.
Quando però inizierà veramente il grosso della distribuzione di BTC ai creditori è possibile che il prezzo subisca un altro calo.
Va però evidenziato che Mt.Gox non venderà i BTC, ma li restituirà ai creditori che poi potranno decidere se venderli o meno. Chi quei BTC non li vede da più di 10 anni, potrebbe anche decidere di tenerseli ad esempio per altri 10, dato che in quel lasso di tempo si sono rivalutati parecchio. Un BTC a febbraio 2014 valeva meno di 1.000$.
Le tempistiche
Dato che una piccola parte dei rimborsi sono già stati effettuati, e visto che probabilmente anche buona parte dei rimborsi in fiat sono stati erogati, l’ipotesi è che il rimborso dei 139.000 BTC rimasti potrebbe iniziare a breve.
C’è tempo fino al 31 ottobre, ma sembrerebbe già tutto pronto.
A dire il vero però nel corso di questi 10 anni ci sono già stati così tanti rinvii che non è nemmeno improbabile che possano essercene ancora degli altri.
Inoltre non è assolutamente detto che i creditori che dopo aver ricevuto i BTC decideranno di venderli lo faranno tutti subito. Quindi è possibile che le tempistiche siano un po’ dilatate. Se non addirittura molto dilatate nel caso in cui i BTC venissero ricevuti in un periodo di crescita durante il quale chi li incassa potrebbe essere maggiormente intenzionato a tenerseli.
Da notare che nelle ultime settimane le autorità governative della Germania hanno venduto circa 50.000 BTC nel giro di quattro settimane scarse. Inoltre, il prezzo di Bitcoin è sceso da 64.000$ a meno di 54.000$. Tuttavia, solo per poi rimbalzare negli ultimi giorni fino a ritornare praticamente a 64.000$.

