Quest’anno, l’edizione autunnale di Art Basel, ospitata nella Ville Lumière, ha portato a Parigi un coro di 195 gallerie provenienti da 42 Paesi, 65 attive in spazi francesi. L’affluenza in pochi giorni – giornate VIP 16 e 17 ottobre e pubbliche dal 18 al 20 ottobre – ha portato al Grand Palais oltre 65.000 persone.
L’arte contemporanea è legata a stretto in giro con il mercato, i cui andamenti e “capricci” sono particolarmente affascinanti da analizzare. Un artista che fa successo non è per forza più valido di altri, che rimangono sconosciuti e “fuori dai radar”. Ciò non significa che l’affermazione non richieda uno sforzo, delle volte titanico, per comprendere dove siano indirizzati i trend. L’intento è di far conoscere il proprio lavoro per arrivare ai circoli giusti e chi sia più indicato a valorizzarlo. Rimane comunque il dubbio se seguire il proprio istinto espressivo o scendere a compromessi con ciò che il mercato richiede.

Summary
Art Basel approda al Grand Palais di Parigi
L’Art Basel di Parigi, diretta da Clément Delépine, prende il posto ma si riconnette con la storica rassegna fieristica Fiac. Art Basel Paris si avvale di un onorevole ospite: il Grand Palais, appena finito di restaurare sulla scia dell’entusiasmo dei Giochi Olimpici Estivi. Questo grande edificio con la sua ampiezza, la sua rete di archi di ferro verde e le sue gigantesche vetrate, riesce a inondare di luce gli stand. La disposizione ortogonale dei booth, inoltre, rispecchia dei giochi di forza, ponendo al centro le gallerie più prestigiose.
Art Basel Paris ha introdotto “Premise”, un nuovo settore dedicato a proposte curatoriali che ha riunito 9 gallerie. Gli artisti e le gallerie emergenti sono stati messi, invece, in evidenza nella sezione “Emergence”, con la partecipazione di 16 espositori.
Sono giunti, per l’occasione, importanti mecenati e collezionisti provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dall’America Latina, dall’Asia. L’edizione 2024 ha coinvolto rappresentanti di oltre 220 prestigiosi musei e fondazioni di tutto il mondo. Oltre al Pompidou, sono da menzionare i seguenti: l’Art Institute of Chicago, l’Elgiz Museum di Istanbul, la Fondation Beyeler di Basilea, il Guggenheim di Abu Dhabi, il Los Angeles County Museum of Art (LACMA); MAM | Museu de Arte Moderna de São Paulo; Museo Nacional Centre de Arte Reina Sofia, Madrid; M+ Museum, Hong Kong; Serpentine Galleries e la Tate di Londra; Stedelijk Museum Amsterdam; The Metropolitan Museum of Art e il MoMA di New York.
Oltre alle opere d’arte, è stato presentato un progetto curato da Sarah Andelman: “Art Basel Shop”. Sono stati prodotti pezzi unici come la linea di abbigliamento e accessori AB by Artist disegnata dal collettivo di artisti Claire Fontaine. Sono state inaugurate una serie di collaborazioni con Guerlain, Uniqlo x Musée du Louvre, Lafayette Anticipations, Paris Saint-Germain Football Club.
Quali sono state le opere vendute ad Art Basel di Parigi?
Ma quali opere d’arte sono state vendute e quali sono state le gallerie sulla cresta dell’onda? Come sono andate le gallerie italiane?
Gli artisti contemporanei, maestri del XX secolo e voci emergenti, che hanno registrato i picchi più alti, andando in vendita a musei e privati, sono stati: Louise Bourgeois, Julie Mehretu, Willem de Kooning, Lee Ufan, Olga de Amaral, Paulina Olowska, Camille Henrot, Lungiswa Gqunta, Juliette Roche e Mimosa Echard.
L’artista Steffani Jemison, rappresentata da Madragoa (Lisbona e Roma) di Matteo Consonni, è stata selezionata per produrre una nuova opera nel laboratorio di Lafayette Anticipations – Fondation Galeries Lafayette.

Per il centenario del manifesto del Movimento Surrealista il Pompidou ha inaugurato una gigantesca mostra. Le gallerie in fiera hanno colto così l’occasione per portare in vendita molte opere dei protagonisti di questa specifica avanguardia storica. Stessa cosa è accaduta per gli artisti dell’Arte Povera, di cui è stata inaugurata una grande alla Bourse de Commerce della Collezione Pinault. Tornabuoni e Cardi Gallery sono state tra le gallerie protagoniste delle vendite di artisti dell’Arte Povera. Cardi ha venduto a un museo olandese due opere del 1994 di Jannis Kounellis per 300.000 ciascuna.
La crescente trasparenza del mercato e la disponibilità di dati ci permette di andare più in profondità.
Le gallerie più potenti sul mercato

La White Cube ha venduto moltissime opere del booth, in particolare Insile (2013) di Julie Mehretu è stato venduto per 9.5 milioni di dollari. Nata ad Addis Abeba, Julie Mehretu, 53 anni dall’autunno 2023 è l’artista di origine africana più quotata al mondo. Fino al 6 gennaio la sua mostra personale è ospitata a Venezia, presso Palazzo Grassi (Pinault). Sempre nello stand di White Cube, Untitled, 1975 di Howardena Pindell ha raggiunto la cifra di 1.75 m USD.

Tra le gallerie più affermate, Pace (Sold out già a metà giornata) e Hauser & Wirth hanno concluso accordi prestigiosi. In particolare, Hauser & Wirth ha venduto Spider I, 1995 di Louise Bourgeois per 20 milioni a una stimata collezione privata, mentre Not Quite in a Hurry, 2024 di Mark Bradford è stato aggiudicato per 3.5 milioni.

David Zwirner (New York, Los Angeles, London, Paris, Hong Kong) ha venduto K, 2014 di Victor Man per 1.2 milioni. Sempre da David Zwirner si trovava una delle opere più costose (se non la più) Suprematism, 18th construction del 1915 di Kazimir Malevich al prezzo di oltre 30 milioni.

Gagosian vende i due black artists Jadé Fadojutimi e Amoako Boafo, ma anche Smoker #20 (1975) di Tom Wesselman per 4 milioni. Opere di Wesselman sono state vendute da molte altre gallerie, visto il suo ruolo di protagonista nella nuova mostra di Fondation Vuitton.

La performance degli artisti contemporanei: i prezzi delle gallerie italiane e francesi
Tra le parigine, Mennour ha venduto Response di Lee Ufan per 900.000 USD, mentre Chantal Crousel vende Pierre Huyghe (mostra a Punta della Dogana), Gabriel Orozco, Anri Sala e molte altre opere di artisti della scuderia. L’internazionale Perrotin raggiunge gli 8 milioni di Euro considerando tutte le vendite. Xavier Hufkens (Bruxelles) vende Irma Seitz, 1963 di Alice Neel per 1.2 milioni USD.

Ancora, KARMA (New York) vende Momo, Kiki, and Me in Mungo’s Time Mirror, 2024 di Jonas Wood per 1.6 milioni USD.

Lisson (London, New York, Beijing, Shanghai, Los Angeles) Viento Oro, 2014 di Olga de Amaral per 800,000 USD a una collezione privata americana. Sprüth Magers (Berlin, London, Los Angeles, New York, Hong Kong) George Condo per 600.000 euro Barbara Kruger per 450,000 USD. BLUM Gallery (Los Angeles, Tokyo) fa sold out, incluse le opere di Asuka Anastacia Ogawa per un range di prezzo che va dai 22,000 ai 160,000 USD.
Tra le italiane, ottime performance sia per MASSIMODECARLO che per Galleria Continua. Alfonso Artiaco vende Kounellis, Sol LeWitt, Tursic & Mille e Maria Thereza Alves. P420 vende a un museo privato cinese un’opera di Filippo de Pisis per 65.000 euro, poi Laura Grisi a 120.000, entrata da poco anche nella collezione del Centre Pompidou, Irma Blank e Shafei Xia. Ana Lupas attira l’interesse di collezionisti e curatori.

Tra le Emergence WHATIFTHEWORLD (Cape Town), mentre Catinca Tabacaru (Bucharest) opere di Xavier Robles de Medina e Petrine (Paris) Pierre Allain.

Tra le “Premise”, Loft Gallery (Marrakesh) vende Untitled, 1980 di Mohammed Melehi per 130,000 euro a un’istituzione; Bombon Projects (Barcelona) Anarcoma, 1985 di Nazario per 5,100 euro; Pauline Pavec (Paris) Femme allongée, c.1930 di Juliette Roche per 80,000 euro a una grande collezione americana.
Art Basel Survey of Global Collecting
Da segnalare infine l’Art Basel and UBS Survey of Global Collecting 2024 che rivela i comportamenti degli high-net-worth individuals in 14 mercati mondiali nel 2023 e nella prima metà del 2024.

Si registra un decremento delle vendite nel 2023 del 4%, per un totale stimato di $65 miliardi (ma si tratta solo di un assestamento del mercato), il numero delle transazioni risulta in crescita.

L’indagine, condotta da Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics in collaborazione con UBS, analizza le spese, la partecipazione agli eventi, le motivazioni del collezionismo e le interazioni degli HNWI con artisti, gallerie e istituzioni. Nel 2002, Clare si è unita alla compagnia america Kusin & Company, a boutique investment banking firm specializzata nell’investimento sull’arte.
Questo sondaggio, il più grande del suo genere fino ad oggi, ha raccolto le risposte di oltre 3.660 HNWI in Brasile, Francia, Germania, Hong Kong, Indonesia, Italia, Giappone, Cina continentale, Messico, Singapore, Svizzera, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti.
Un’indagine separata condotta su oltre 1.400 collezionisti privati tra gli ospiti VIP di Art Basel ha inoltre evidenziato un’ampia quota di spesa attraverso i mercanti (73%) nel 2023 e 2024, con un 26% significativamente più alto attraverso le fiere d’arte, più del doppio rispetto all’indagine HNWI più ampia. Le aste, invece, hanno rappresentato una quota sostanzialmente inferiore, pari al 12% della spesa.

