Di de-dollarizzazione ormai si parla da anni.
Il punto è che al giorno d’oggi esiste un’unica valuta fiat che domina i mercati di tutto il mondo, e questa è il dollaro USA.
La cosa a molti non piace, ma agli statunitensi sì, e fintantoché l’economia leader sul pianeta sarà quella USA è davvero difficile immaginare che qualche altra valuta fiat possa fare concorrenza al dollaro.
Summary
La possibilità di una de-dollarizzazione
In teoria una de-dollarizzazione sarebbe possibile.
Con de-dollarizzazione si intende una forte riduzione dell’utilizzo del dollaro USA (USD) per le transazioni internazionali che non riguardano gli Stati Uniti d’America.
Gli USA infatti di sicuro continueranno ad usare primariamente i loro dollari ancora per molto tempo.
Il fatto però che, anche quando avvengono transazioni internazionali tra Paesi che non comprendono gli USA, queste spesso vengano effettuate in USD, dà se non altro da pensare.
Ormai è da anni che diversi Paesi concorrenti rispetto agli USA stanno cercando di liberarsi dalla necessità di utilizzare USD per le loro transazioni internazionali.
Il problema è che per poter evitare di usare il dollaro occorre utilizzare altre valute che abbiano ampio utilizzo a livello globale, e ad oggi semplicemente non ce ne sono.
Le alternative alle de-dollarizzazione
Stando ai dati riportati dal sito web fiatMarketCap.com, l’unica valuta al mondo che supera il dollaro USA per capitalizzazione sui mercati è lo yuan cinese.
A dire il vero da una decina di anni a questa parte la Cina ha provato ad imporre il suo CNY come alternativa a USD a livello globale, ma senza riuscirci.
Questo si deve soprattutto alla forza del dollaro, che negli ultimi 10 anni si è apprezzato del 16% rispetto allo yuan cinese.
In altre parole in questi ultimi 10 anni lo yuan si è indebolito rispetto al dollaro, e questo non ha certo aiutato ad imporlo sui mercati internazionali come possibile alternativa. Anzi, di fatto ciò ha reso ancora più appetibile il dollaro americano, diventato una sorta di bene rifugio per eccellenza sul breve periodo.
Se da un lato non è da escludere che tale dinamica possa invertirsi prima o poi in futuro, il fatto che la Cina abbia proposto delle alternative allo yuan per la de-dollarizzazione fa presumere che nemmeno loro ormai credano più che lo yuan possa sostituire il dollaro sul breve o medio periodo.
Le uniche altre due valute fiat mondiali che hanno una capitalizzazione di mercato paragonabile a quella del dollaro USA sono l’Euro e lo yen giapponese.
Sebbene l’Euro sia anche utilizzato per transazioni internazionali, non risulta che sia utilizzato quando queste avvengono tra Paesi che non sono in Eurozona. Lo Yen giapponese invece risulta utilizzato primariamente in Giappone.
La valuta dei BRICS
Alla luce di ciò, l’unica alternativa che sembra possibile allo stato attuale sarebbe la valuta comune dei BRICS.
Va però ricordato che tale valuta non esiste ancora, e che comunque all’interno dei BRICS la Cina domina incontrastata.
Pertanto un’eventuale valuta comune dei BRICS, per certi versi simile all’Euro, sarebbe di fatto controllata dalla Cina, e non una valuta indipendente a-statale.
Così come la Cina non è riuscita ad imporre il suo yuan per le transazioni internazionali globali in dieci anni, per ora sembra improbabile che riesca a farlo con una valuta che ancora nemmeno esiste.
Inoltre sebbene l’ipotetica nuova valuta dei BRICS venga spacciata per una moneta basata su blockchain, in realtà molto probabilmente sarà basata invece su registri centralizzati, così come lo è lo yuan digitale lanciato dalla Cina qualche anno fa.
In altre parole, allo stato attuale non vi è alcuna moneta fiat che sia in grado di competere con il dollaro USA sui mercati internazionali.
Vi sono però in atto diversi tentativi di creare un’alternativa, ma per ora nessuno di questi ha prodotto risultati concreti ed efficaci in tal senso.
Bitcoin e le criptovalute
In realtà una valuta globale non controllata da nessuno Stato c’è già.
Si tratta di Bitcoin, che però non è affatto una buona valuta transazionale.
In altri termini, BTC è soprattutto un bene da investimento, e non un buon mezzo di pagamento, per via di diverse limitazioni che sono vantaggi dal punto di vista degli investitori, ma svantaggi dal punto di vista degli utenti che intendono spenderlo.
Ad esempio in El Salvador Bitcoin è valuta a corso legale, a fianco del dollaro USA, ma la stragrande maggioranza dei pagamenti continua ad essere effettuata in USD.
Le criptovalute però possono avere un ruolo in questa situazione.
Infatti le cosiddette stablecoin interamente collateralizzate in USD, come ad esempio USDT e USDC, consentono un facile utilizzo a chiunque possieda uno smartphone, anche se non dispone di un conto bancario o di un’app per i pagamenti in valuta fiat.
Ad esempio in Argentina l’utilizzo di USDT è sempre più diffuso, per la facilità e la comodità d’uso, ma a ben vedere si tratta sempre di dollari USA, semplicemente sotto un’altra forma.
Anzi, proprio queste stablecoin, che dominano i mercati crypto insieme a Bitcoin ed Ethereum, stanno dando un ulteriore contributo al mantenimento del predominio del dollaro statunitense sui mercati globali.

