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Trezor: boom di vendite per l’hardware wallet

Oggi Trezor, l’azienda produttrice del noto hardware wallet, ha annunciato di aver registrato un vero e proprio boom di vendite nelle ultime settimane. 

Stando a quanto dichiarato su un loro comunicato stampa ufficiale, dopo le elezioni statunitensi le vendite della società sono aumentate del 600% rispetto alla media dei sei mesi precedenti. 

Il boom degli hardware wallet Trezor

Questo boom si deve probabilmente a due fattori. 

Il primo è di carattere squisitamente commerciale, dato che dalla scorsa settimana sono in atto campagne di sconti in vista del BlackFriday. 

Il secondo invece è di carattere strutturale. 

Conviene soffermarsi un po’ su questo secondo fattore strutturale. 

A partire dalla fine di ottobre è iniziata una fase durante la quale vengono ritirati diversi BTC dagli exchange quasi ogni giorno. In realtà si tratta di un trend iniziato a febbraio, ovvero non appena gli ETF hanno iniziato ad acquistare più Bitcoin di quanti ne vendevano, ma a partire da fine ottobre ha accelerato. 

Il fatto è che dal 6 novembre, giorno della proclamazione della vittoria di Donald Trump, questo processo ha ulteriormente accelerato, tanto che è difficile pensare che si debba solo agli acquisti degli ETF. 

Il boom della vendita degli hardware wallet di fatto certifica che dietro il ritiro di significative somme di criptovalute dagli exchange ci sia anche una sempre più diffusa volontà di custodirle privatamente su wallet non-custodial probabilmente per il medio/lungo periodo. 

Le dichiarazioni di Trezor

Trezor è probabilmente la prima azienda al mondo ad aver messo in commercio hardware wallet crypto. 

Fu fondata addirittura nel 2013, ed è stata la pioniera nello sviluppo dell’autocustodia di criptovalute

I suoi dati di vendita pertanto possono rappresentare una cartina di tornasole di come stia evolvendo il panorama della custodia delle criptovalute, e può anche dare un’idea di quali siano le preferenze degli utenti. 

In particolare dichiarano che il boom di vendite si è verificato proprio nell’ultima settimana, ovvero in concomitanza con la campagna di sconti per il BlackFriday. 

Il fatto è che si è trattato della settimana di vendite di maggior successo della sua intera storia decennale. 

La società dichiara che alla base di questo boom c’è il forte aumento del prezzo di Bitcoin, e l’inizio di un nuovo bull-market, con un crescente interesse per le criptovalute e soprattutto per il passaggio dagli exchange centralizzati all’autocustodia.

Il precedente massimo risaliva a maggio, ma stavolta le vendite sono state 11 volte superiori alla media giornaliera degli ultimi sei mesi. 

L’autocustodia

La chiave per capire questo fenomeno è per l’appunto la cosiddetta autocustodia. 

Quando si delega la custodia dei propri asset crypto ad un wallet custodial, come quello degli exchange centralizzati, si corre sempre il rischio di perdere l’accesso ai propri fondi. 

I rischi sono sostanzialmente tre. 

Il primo è che i fondi vengano rubati, e non siano così più a disposizione dell’utente. Questo è uno scenario che si è verificato diverse volte, ma che ultimamente si sta verificando sempre meno spesso. 

Il secondo è che il gestore del wallet custodial fallisca e chiuda. Purtroppo eventi come questi accadono da diversi anni, e sembra improbabile che possano smettere di verificarsi. Questo è anche il principale motivo per cui in genere si consiglia l’autocustodia. 

Il terzo è che se il wallet custodial dovesse avere problemi tecnici, ad esempio di disconnessione dalla rete anche temporanea o attacco hacker, si perde momentaneamente la possibilità di utilizzare i propri asset.

Anche l’autocustodia comporta dei rischi, ma se il wallet non-custodial viene conservato e protetto correttamente, e viene conservato e protetto correttamente anche il seed, i rischi sono oggettivamente di meno. 

Trezor conferma che c’è in atto un fenomeno a livello globale di sempre maggiore diffusione dell’autocustodia, dato che le riserve di Bitcoin sugli exchange sono scese ai livelli più bassi degli ultimi sei anni. Nel corso del 2024 sono stati ritirati dagli exchange centralizzati complessivamente circa 427.000 BTC, fino ad ora, per un valore di 40 miliardi di dollari. 

Il commento

Il Chief Commercial Officer di Trezor, Danny Sanders, ha commentato questo traguardo dicendo:

“Questi risultati senza precedenti evidenziano il crescente interesse per le criptovalute. Un momento cruciale è stato quando Bitcoin è diventato uno degli argomenti durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti, che ha funzionato da catalizzatore per un’ulteriore adozione. Inoltre, questi risultati straordinari sono stati alimentati da un aumento a lungo termine della consapevolezza tra gli utenti di criptovalute sull’importanza dell’autocustodia. Il mantra ‘not your keys, not your coins’ rimane altamente rilevante, poiché il mercato continua a riconoscere i rischi di lasciare asset su exchange centralizzati, una dura lezione appresa dal crollo di numerosi exchange in passato. Tutto ciò sostiene il successo della nostra gamma di prodotti ampliata con la nuova serie Safe and Keep e l’onboarding Expert che semplifica l’onboarding di nuovi utenti su un portafoglio hardware”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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