Con l’approvazione imminente del GENIUS Act (Guaranteed Electronic National Income and Utility Stablecoin Act), gli Stati Uniti si preparano a ridefinire in modo radicale il quadro normativo delle stablecoin.
In un contesto economico sempre più digitale e multipolare, questa proposta legislativa mira a colmare le lacune normative esistenti, rafforzare la protezione dei consumatori e garantire la stabilità finanziaria.
Summary
GENIUS Act: una definizione chiara per le stablecoin
Il GENIUS Act introduce una definizione precisa di stablecoin di pagamento: si tratta di asset digitali ancorati a una valuta fiat, come il dollaro statunitense, utilizzati per transazioni e regolamenti, e garantiti da un diritto di rimborso a valore fisso.
Il disegno di legge consente l’emissione di stablecoin a sussidiarie di banche, unioni di credito e istituzioni non bancarie, purché registrate e approvate da autorità federali o statali competenti. Il sistema è a doppio binario: le licenze possono essere rilasciate sia a livello federale (ad esempio dall’OCC) sia da stati con standard regolatori equivalenti.
Anche le Big Tech non sono escluse: possono partecipare al mercato delle stablecoin, ma solo attraverso entità regolamentate e dedicate esclusivamente a queste attività. Una risposta diretta alle preoccupazioni sollevate da progetti come Libra di Facebook.
Uno dei pilastri del GENIUS Act è l’obbligo di copertura al 100% delle riserve. Ogni dollaro di stablecoin emesso deve essere garantito da un dollaro in asset altamente liquidi e sicuri, come contanti, depositi assicurati, titoli del Tesoro USA con scadenza inferiore a 90 giorni o fondi del mercato monetario governativi.
Le stablecoin algoritmici, che si basano su meccanismi interni o altri asset digitali per mantenere il loro valore, sono esclusi dalla definizione di stablecoin di pagamento. La legge non li vieta esplicitamente, ma ne limita fortemente l’uso, richiedendo ulteriori studi e monitoraggi da parte dei regolatori.
Diritti di rimborso e protezione in caso di fallimento
Il GENIUS Act rafforza i diritti dei detentori di stablecoin, imponendo trasparenza mensile sulla circolazione e sulla composizione delle riserve, con certificazione da parte del CEO e CFO dell’emittente. Le aziende con oltre 5 miliardi di dollari in stablecoin in circolazione devono presentare anche bilanci annuali certificati.
In caso di fallimento dell’emittente, i detentori di stablecoin hanno priorità assoluta sull’accesso alle riserve, che sono legalmente separate dagli altri asset della società. Una misura che colma un’importante lacuna nella protezione dei consumatori.
Restrizioni operative: niente interessi per i detentori
Il disegno di legge vieta agli emittenti di pagare interessi o dividendi ai detentori di stablecoin. Questo per evitare che vengano percepiti come strumenti di investimento, con il rischio di attirare regolamentazioni sui titoli o depositi bancari.
Gli interessi generati dalle riserve restano di proprietà dell’emittente, salvo decisioni volontarie di condivisione. Gli emittenti possono svolgere solo attività strettamente legate alla gestione delle stablecoin, salvo autorizzazioni specifiche.
Obblighi AML e capacità di congelamento
Gli emittenti sono classificati come istituzioni finanziarie ai sensi del Bank Secrecy Act e devono implementare programmi AML (anti-riciclaggio) completi, inclusi KYC e segnalazione di attività sospette.
Inoltre, devono possedere la capacità tecnica di congelare, sequestrare o bloccare le transazioni di stablecoin su ordine delle autorità federali, fornendo così un’interfaccia diretta per l’applicazione della legge anche nel contesto delle applicazioni decentralizzate.
Limitazioni per gli emittenti esteri
Tre anni dopo l’entrata in vigore della legge, le stablecoin esteri non autorizzati non potranno più essere venduti o distribuiti al pubblico statunitense. Tuttavia, il Dipartimento del Tesoro potrà riconoscere stablecoin provenienti da giurisdizioni con regolamentazioni equivalenti, a patto che rispettino gli ordini statunitensi e mantengano riserve sufficienti negli USA.
le stablecoin esteri non conformi non saranno considerati equivalenti al contante e non potranno essere utilizzati come capitale o collaterale da istituzioni regolamentate negli Stati Uniti.
Regolamentazione federale e statale: un equilibrio dinamico
Il GENIUS Act adotta un modello ibrido federale-statale, con soglie ben definite. Gli emittenti non bancari con meno di 10 miliardi di dollari in stablecoin possono restare sotto regolamentazione statale qualificata. Superata questa soglia, devono passare sotto supervisione federale entro 360 giorni.
Sia a livello statale che federale, gli emittenti devono rispettare requisiti uniformi: riserve 1:1, trasparenza mensile, standard di capitale, liquidità, gestione del rischio e sicurezza informatica.
Il disegno di legge introduce il concetto di passaporto nazionale: gli emittenti con licenza federale o statale certificata possono operare in tutti gli Stati Uniti senza dover ottenere licenze multiple, riducendo drasticamente i costi e le barriere all’ingresso.
Risposte ai problemi storici della regolamentazione
Il GENIUS Act affronta direttamente molte delle criticità emerse negli anni:
- Protezione in caso di fallimento: le riserve sono legalmente separate dagli asset dell’emittente.
- Chiarezza legale: le stablecoin di pagamento non sono né titoli né materie prime.
- Trasparenza delle riserve: obblighi di audit e limiti severi sull’uso delle riserve.
- Obblighi AML e capacità di congelamento: piena conformità alle normative anti-riciclaggio.
- Esclusione delle stablecoin algoritmiche: solo stablecoin con riserve reali sono ammessi.
- Limitazioni per le Big Tech: obbligo di creare entità regolamentate e separate.
- Chiusura delle scappatoie per gli emittenti esteri: fine dell’arbitraggio normativo.
Le banche e le unioni di credito possono emettere stablecoin tramite sussidiarie, accedere ai sistemi di compensazione della Fed e offrire servizi digitali in linea con la normativa. Tuttavia, dovranno competere con giganti non bancari come PayPal o Meta, che ora hanno accesso allo stesso regime normativo.
Per i non-bancari come Circle o Paxos, il disegno di legge impone standard elevati, ma offre anche vantaggi: accesso nazionale, chiarezza legale e possibilità di espandersi in settori come pagamenti B2B e regolamenti transfrontalieri.
Le stablecoin conformi vedranno maggiore liquidità e trasparenza, facilitando l’integrazione con DEX, prestiti on-chain e strumenti di yield. Tuttavia, dovranno supportare funzioni di congelamento e blacklisting, portando a una possibile biforcazione dell’ecosistema DeFi:
- Un ramo compliant, adatto a istituzioni e utenti regolamentati.
- Un ramo pienamente decentralizzato, che evita stablecoin regolamentati e si rivolge a mercati non statunitensi.
GENIUS Act: un nuovo paradigma per il dollaro digitale
Stablecoin come USDT dovranno scegliere: conformarsi alla nuova regolamentazione statunitense o uscire dal mercato USA. In entrambi i casi, il risultato sarà una redistribuzione della quota di mercato a favore delle stablecoin regolamentati negli Stati Uniti, rafforzando il controllo normativo americano sulla finanza digitale globale.
Con il GENIUS Act, gli Stati Uniti pongono le basi per un ecosistema di stablecoin sicuro, trasparente e competitivo, capace di sostenere l’innovazione senza sacrificare la stabilità. In un mondo in cui la finanza digitale è sempre più centrale, questa legge rappresenta un passo decisivo verso un dollaro digitale regolamentato e affidabile, pronto a mantenere la sua centralità anche nell’era delle criptovalute.

