Il recente annuncio su TON e la possibilità di ottenere una Golden Visa degli Emirati Arabi Uniti ha acceso rapidamente l’attenzione di investitori e appassionati di criptovalute. Nel contesto di una crescente apertura degli Emirati verso il settore blockchain, questa proposta di “residenza digitale” prometteva un punto di svolta, ma gli sviluppi ufficiali gettano luce su limiti e chiarimenti importanti.
Summary
La proposta di TON: un’offerta rivoluzionaria per la Golden Visa UAE
TON, la blockchain nata da Telegram, ha presentato quella che definisce una nuova via per ottenere la residency Emirati. Le condizioni erano chiare: mettere in staking $100.000 in Toncoin (l’asset nativo del network) per tre anni, più una commissione una tantum di $35.000.
In meno di sette settimane dalla presentazione dei documenti, il percorso avrebbe dovuto portare un visto di residenza decennale, gestito da partner locali sul territorio emiratino. Questo programma prometteva anche il coinvolgimento della famiglia: coniugi, figli e genitori sarebbero stati inclusi senza costi aggiuntivi fuori da quelli governativi previsti.
Non solo residenza: la proposta di staking TON garantiva il controllo decentralizzato sui fondi, validato da uno smart contract sulla blockchain visibile pubblicamente. Oltre a ciò, chi partecipava avrebbe beneficiato di rendimenti annui stimati tra il 3% e il 4%, aumentando così l’appeal per investitori cripto già attivi alla ricerca di soluzioni di portfolio che combinassero rendimento e vantaggio legislativo.
Golden Visa a costo ribassato: un confronto con le vie tradizionali
La proposta portata avanti da TON rompeva con i paradigmi usuali di accesso alla residenza negli Emirati Arabi Uniti. Di solito, per ottenere la preziosa Golden Visa occorre investire almeno $540.000 in asset illiquidi, generalmente immobiliari o depositi vincolati a lungo termine. Invece, la soglia di $100.000 in Toncoin rappresentava un abbattimento dell’80% della barriera d’ingresso, offrendo una soluzione molto più accessibile dal punto di vista finanziario.
Come osservato da Bobby Ong, co-fondatore di CoinGecko:
“l’entry è cinque volte più bassa rispetto a real estate o depositi a termine: i grandi investitori prenderanno sicuramente in considerazione TON.”
TON pulling off a 10-year UAE Golden Visa partnership with the UAE government is really quite an amazing partnership story. The entry is 5x lower than an equivalent real estate / FD investment and will certainly get the attention of whales to take a look at TON and consider this… pic.twitter.com/U89Ta8oGhg
— Bobby Ong (@bobbyong) July 6, 2025
Non sorprende, quindi, che dopo l’annuncio il prezzo di Toncoin sia balzato di oltre il 10%. Alla data dell’annuncio, il token veniva scambiato intorno a $2,98, segnando un recupero considerevole nelle 24 ore, anche se restava sotto del 60% rispetto ai valori dell’anno precedente, secondo i dati di CoinMarketCap.
Il chiarimento istituzionale degli Emirati (UAE): niente Golden Visa per investitori digitali di TON
L’entusiasmo iniziale ha subito una battuta d’arresto con la nota delle autorità emiratine. L’agenzia di stampa ufficiale Emirates News Agency ha diffuso una dichiarazione diramata dalla Federal Authority for Identity, Citizenship, Customs and Port Security insieme alla Securities and Commodities Authority e alla Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), smentendo la possibilità di concessione della Golden Visa in cambio di asset digitali.
- Le residenze dorate non sono ottenibili tramite il possesso di criptovalute o altri asset digitali.
- Gli investimenti in valute digitali sono sottoposti a regolamentazioni dedicate, ma sono scollegati dai criteri per la Golden Visa.
- La società TON stessa non risulta né regolata né autorizzata dalla Virtual Assets Regulatory Authority.
Le autorità invitano inoltre chiunque sia interessato ad affidarsi esclusivamente a fonti ufficiali e credibili, per evitare il rischio di incorrere in informazioni fuorvianti o vere e proprie truffe. La risposta istituzionale chiarisce così i limiti reali della proposta TON, mantenendo una netta separazione tra regolamentazione finanziaria crypto e permessi di soggiorno.
Le reazioni del mercato e degli operatori nel settore
Dopo la pubblicazione, non sono mancati commenti critici. Joe HedgeHog, partner del Sigil Fund, ha ironizzato sulla reale portata dell’iniziativa:
“Un provider terzo sta solo usando TON per facilitare l’accesso alla golden visa a imprenditori. Avrebbero potuto usare qualsiasi coin,”
ha scritto sul social X, sottolineando l’assenza di una partnership ufficiale tra TON e il governo UAE. Questi dubbi si riflettono nelle discussioni della community e invitano i partecipanti a verificare sempre la solidità delle offerte innovative nel panorama cripto.
Blockchain e crypto, gli UAE puntano al primato nel digitale
Pur rigettando l’iniziativa specifica di TON, le autorità degli Emirati confermano l’impegno strategico a lungo termine nell’accogliere tecnologia blockchain e mercati decentralizzati.
Negli ultimi mesi, gli Emirati Arabi Uniti stanno consolidando la propria posizione come hub di riferimento per il settore cripto:
- Nel giugno 2024, la Dubai Financial Services Authority ha autorizzato la stablecoin RLUSD di Ripple, espandendo il ventaglio di prodotti digitali regolamentati.
- Nello stesso periodo, la crypto regulatory authority di Dubai ha aggiornato le proprie linee guida includendo la tokenizzazione di asset reali, una formula che permette di digitalizzare e frazionare anche immobili.
- La Dubai Multi Commodities Centre free zone accoglie ormai oltre 600 aziende crypto, con sempre più società che si insediano nei distretti finanziari di rilievo come il Dubai International Financial Centre e One Central.
Questo scenario conferma l’obiettivo UAE di attirare startup, investitori istituzionali e talenti internazionali grazie a un territorio moderno e regolamentato, in grado di guidare la crescita delle tecnologie decentralizzate e del fintech.
Le prospettive future per blockchain e residenza digitale negli UAE
L’iniziativa di TON intorno alla Golden Visa dimostra come l’innovazione crypto sia ormai una leva narrativa forte nel confronto globale per la leadership digitale. Tuttavia, le dichiarazioni ufficiali chiariscono che regole e protezioni per i partecipanti restano inderogabili. Di conseguenza, per chi valuta un trasferimento negli Emirati Arabi Uniti utilizzando asset digitali, la via resta ancora nella sfera delle regolamentazioni convenzionali e dei canali ufficiali.
Il settore blockchain continuerà tuttavia a essere protagonista della trasformazione economica emiratina. Rimanere aggiornati attraverso canali governativi e fonti verificate è l’unico modo efficace di sfruttare opportunità reali.

