Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e Block, torna al centro del dibattito sull’identità di Satoshi Nakamoto: una recente indagine del crypto-analista Seán Murray mette in fila una serie di elementi tecnici e temporali che rilanciano l’ipotesi.
Summary
Quali indizi collegano Jack Dorsey alla creazione di Bitcoin?
Secondo l’ultima analisi condotta da Seán Murray, sono diversi gli indicatori sorprendenti che associano Jack Dorsey alla genesi di Bitcoin:
- Dorsey utilizzava C++ dalla metà degli anni Novanta, proprio il linguaggio in cui fu scritto in origine il codice sorgente di Bitcoin, creando una connessione tecnica significativa.
- Presenza attiva nella cypherpunk community e impegno precoce nella crittografia. Già negli anni ‘90 Dorsey condivideva contenuti a tema sicurezza digitale e privacy, in diretto collegamento con personalità come Hal Finney e Adam Back, noti pionieri Bitcoin.
- Coincidenze cronologiche: la registrazione di Satoshi sui forum (19 novembre) coincide con il compleanno di Dorsey, mentre la prima transazione Bitcoin a Finney risale all’11 gennaio, data del compleanno della madre di Dorsey.
- Traccia IP della California nel 2009: in quell’anno sia Satoshi che Dorsey si trovavano in California secondo un’analisi specifica.
- Wallet “1JaK”, considerato da Murray un richiamo diretto al nome “Jack”.
Tutti questi elementi, seppur indiziari, sono visti da Murray come una catena di coincidenze troppo precisa per essere ignorata.
THE NEWEST WHY JACK DORSEY IS SATOSHI NAKAMOTO
— Seán Murray (@financeguy74) August 2, 2025
C++ for Bitcoin source code
Now confirmed Jack coded in C++ as far back as mid-90s
C in the White Paper
Now confirmed Jack coded in C as far back as mid-90s.
Satoshi pseudonym
"Satoshi" was the first tweet Jack's best friend…
Cosa dicono le testimonianze e i documenti ufficiali su Dorsey e Bitcoin?
Nel suo lavoro investigativo, Seán Murray richiama anche fatti documentati e affermazioni ufficiali. In particolare, cita il SEC filing di Block (2024) in cui si afferma che la società stessa “sta seguendo il blueprint di Satoshi Nakamoto”. Secondo l’analista, questa formulazione volutamente criptica sarebbe un messaggio cifrato e auto-riferito posto da Dorsey, che guida Block dal 2009.
Inoltre, è stato riscontrato che durante gli anni fondamentali dello sviluppo di Bitcoin, Dorsey era coinvolto in modo costante nelle discussioni cypherpunk, sia su mailing list che nei primi canali social. Ha condiviso materiali rilevanti riguardo a decentralizzazione, digital cash, sovranità digitale, anticipando molti concetti poi diventati pilastri di Bitcoin.
Quanto pesa il silenzio di Dorsey sulle sue presunte origini come Satoshi?
Se da un lato Jack Dorsey non ha mai rivendicato pubblicamente di aver creato Bitcoin, dall’altro Murray sottolinea il suo profilo basso e la coerenza degli ideali espressi negli anni. A differenza di altri candidati che hanno negato o sono stati smentiti, Dorsey ha sempre promosso privacy e decentralizzazione, restando in linea con la filosofia originaria di Bitcoin.
Questa riservatezza sarebbe, secondo l’analista, perfettamente coerente con lo stile di Satoshi Nakamoto: pochi messaggi, interventi mirati e nessuna ricerca di notorietà personale. Inoltre, l’assenza di una smentita netta rispetto a teorie come questa mantiene vivo il sospetto nella community.
Perché le date chiave contano: il puzzle dei dettagli temporali
I dettagli sulle date evidenziati da Murray giocano un ruolo cruciale in questa teoria. Non solo le coincidenze relative ai compleanni di Dorsey e della madre con i momenti chiave nel lancio di Bitcoin, ma anche la timeline dell’attività sui forum, mailing list e transazioni blockchain appare sovrapponibile all’agenda pubblica di Dorsey negli stessi anni.
Da sottolineare che la teoria trova ulteriore eco nella presenza geografica: l’IP californiano di Satoshi emerge dagli archivi della primissima rete Bitcoin.
Quale sarebbe l’impatto se Dorsey si rivelasse davvero Satoshi Nakamoto?
Una conferma porterebbe a cambiamenti profondi sia nel modo in cui il mercato vede Bitcoin sia nel racconto della tecnologia decentralizzata. Oltre a riscrivere la storiografia della blockchain, si aprirebbero nuove interpretazioni sul ruolo di Dorsey nei movimenti per la libertà digitale e sulla progettazione stessa di Bitcoin come asset e come ideologia.
La credibilità della teoria di Murray è rafforzata anche dal fatto che Dorsey, rispetto a molti presunti Satoshi, ha credenziali tecniche dimostrabili e una storia personale documentabile nel settore, oltre all’influenza odierna esercitata tramite Block e l’ecosistema DeFi.
Una rivelazione ufficiale impatterebbe su tutto l’assetto delle meme coin, sugli afflussi di capitali institutional e sulla percezione pubblica riguardo a sicurezza e indipendenza di Bitcoin dalle big tech.
Cosa sappiamo davvero: è solo una teoria?
Ad oggi, la teoria di Seán Murray rimane priva di una prova definitiva. Tutti i fatti riportati sono indizi concatenati partendo da fonti pubbliche, registri storici e pattern comportamentali. Non esistono ancora conferme incontrovertibili sulla vera identità di Satoshi Nakamoto, ma questo nuovo tassello alimenta il mito e il dibattito globale.
Per chi opera nel settore crypto, restare aggiornato su queste discussioni resta fondamentale, anche perché ogni elemento legato all’origine di Bitcoin può generare forti oscillazioni di mercato e reazioni della community.
Cosa cambia ora e cosa aspettarsi in futuro
L’ipotesi Dorsey-Satoshi apre scenari inediti: dalla riscrittura di una storia epocale all’eventualità che figure centrali della Silicon Valley abbiano guidato in segreto la rivoluzione finanziaria degli ultimi due decenni. Al di là delle prove circostanziali, il futuro dipende dalla pubblicazione di nuovi dati e, forse, da un’eventuale dichiarazione ufficiale.
E tu? Segui da vicino queste piste e le ultimi teorie su Bitcoin, perché ogni dettaglio potrebbe fare la differenza e cambiare per sempre la narrativa delle criptovalute.

