Hester Peirce, commissaria dell’US Securities and Exchange Commission (SEC), afferma senza mezzi termini che il diritto di transare privatamente in crypto va tutelato, a pochi giorni dal verdetto sul processo a Roman Storm, co-fondatore di Tornado Cash.
Summary
Perché la SEC prende posizione sulla privacy crypto?
A margine della Science of Blockchain Conference del 10 giugno 2024, Peirce ha dichiarato che regolatori e legislatori devono “prendere misure concrete per proteggere la capacità delle persone non solo di comunicare privatamente, ma di trasferire valore privatamente”.
Il tema nasce dal clamore per il processo a Roman Storm: il servizio Tornado Cash consente di nascondere mittente e destinatario nelle transazioni su blockchain, diventando simbolo della sfida tra innovazione e lotta all’illegalità.
Cosa prevede la linea della SEC sulla privacy nelle crypto?
Peirce avverte:
“Un’interfaccia centralizzata o una DAO possono imporre limiti, ma un protocollo open-source e immutabile resta accessibile a tutti, per sempre. Pretendere che rispetti normative anti-riciclaggio è quindi inutile”.
Il punto centrale riguarda la responsabilità degli sviluppatori di software open-source: “Non dovremmo considerare responsabili gli sviluppatori se terzi usano il loro codice per scopi illeciti”. Secondo Peirce, tutelare il diritto all’autocustodia e alla privacy finanziaria è paragonabile alla libertà di usare contante, come garantito dallo spirito del Quarto Emendamento.
Il caso Tornado Cash: sviluppatori a rischio carcere?
Roman Storm rischia fino a 40 anni di carcere se condannato, secondo le accuse di complicità nel riciclaggio tramite Tornado Cash da parte di malintenzionati. Il processo coinvolge la responsabilità diretta o indiretta degli sviluppatori di strumenti crittografici.
Anche il team di Samourai Wallet è sotto indagine per motivi analoghi: hanno deciso di dichiararsi colpevoli dopo aver tentato senza successo di far cadere le accuse.
Secondo la difesa, Tornado Cash è come “qualsiasi altro strumento neutro”: può essere usato da cittadini onesti o criminali, ma chi crea l’open-source non può essere ritenuto colpevole degli abusi altrui.
La lezione degli anni ‘90: privacy digitale, storia e rischi
Peirce ricorda la battaglia degli anni ‘90, quando i governi volevano escludere la crittografia potente dai dispositivi privati. Grazie a figure come Phil Zimmermann (creatore di PGP), le restrizioni furono annullate dopo lunghe battaglie legali e di opinione pubblica.
Quella vittoria ci permette oggi di utilizzare la crittografia ogni giorno: per e-mail, acquisti online, comunicazioni sicure. Secondo Peirce, fermare le tecnologie privacy significa “rallentare o soffocare l’innovazione”, frenando la crescita dell’intero settore blockchain.
DeFi broker rule: rischio sorveglianza e cosa sarebbe cambiato
Fino al 10 aprile, la DeFi broker rule voluta dalla precedente amministrazione avrebbe obbligato ogni protocollo decentralizzato a raccogliere e inviare al fisco (IRS) informazioni approfondite su ogni transazione, inclusi dati sui contribuenti e sulle movimentazioni in crypto.
Peirce critica questa prospettiva: “Obbligare tutti a tracciare le operazioni equivale a deputarci a sorvegliare i vicini, un approccio contrario alla società libera.” Dunque, lasciare le tecnologie utili a disposizione di tutti, anche se possono essere sfruttate da delinquenti, resta più sano delle alternative.
La regola, poi annullata dall’attuale presidente il 10 aprile, avrebbe bloccato Innovation, privacy e sviluppo DeFi made in USA.
Quali sono ora i pericoli e le nuove frontiere?
Lo scontro tra regolatori e sviluppatori si intensifica: il futuro della privacy crypto in USA dipenderà dall’esito di questi processi e dalla capacità di bilanciare lotta ai reati con le libertà tecnologiche fondamentali.
Chi crea soluzioni come mixing service e wallet privati rischia oggi indagini e processi lunghissimi. Tuttavia, la posizione di Hester Peirce – e le lezioni del passato – suggeriscono che una società avanzata non può rinunciare alle tecnologie della privacy.
Conclusioni: quale futuro per privacy e crypto negli Stati Uniti?
L’intervento della SEC segna una presa di posizione netta: difendere la privacy e l’autonomia degli sviluppatori crypto è una priorità per non soffocare l’innovazione. Il processo a Storm e le iniziative contro software come Tornado Cash saranno decisivi per delineare i nuovi limiti della libertà digitale.
Il futuro dipende ancora dall’opinione pubblica, dai casi giudiziari e dal coraggio dei legislatori. Segui la community su Twitter per aggiornamenti continui e prepara le tue strategie, perché le regole della privacy blockchain potrebbero cambiare da un momento all’altro.

