Sebbene i mercati crypto stiano attraversando un periodo di apparente lateralizzazione, nonostante rimangano un pochino volatili, non tutte le criptovalute stanno performando nello stesso modo.
Bitcoin ed Ethereum sono ancora i due principali punti di riferimento, che dettano il trend generale, ma non tutte le crypto seguono a ruota replicando pedissequamente tale trend.
Oggi, analizziamo le performance dei prezzi di POL (Polygon), XRP (Ripple) e SOL (Solana).
Summary
Analisi dei prezzi delle crypto XRP (Ripple), SOL (Solana) e POL (Polygon)
Iniziamo con XRP, la criptovaluta creata nel 2012 dall’azienda privata Ripple.
Nel corso degli anni XRP ha sempre mostrato una certa tenuta sui mercati finanziari, quindi non stupisce più di tanto che la stia continuando a mostrare.
Certo, la vittoria elettorale di Trump alle presidenziali USA di novembre ha cambiato completamente le prospettive per Ripple, e questo fatto ha avuto conseguenze sul prezzo di XRP che appaiono evidenti.
La SEC avviò la causa contro Ripple a fine 2020, quando il prezzo di XRP era passato da 0,25$ a 0,62$, proprio mentre stava iniziando l’ultima grande bull run del mercati crypto.
La notizia della causa lo fece tornare sotto gli 0,30$, e durante la bullrun non riuscì ad andare oltre gli 1,6$, contro un precedente massimo storico di 3,8$ fatto registrare a gennaio 2018.
Durante il successivo bear-market il prezzo di XRP finì per lateralizzare tra 0,30$ e 0,60$ con qualche escursione sopra quest’ultima soglia, ma di breve durata.
Ancora ad ottobre 2024 era attorno agli 0,50$, ovvero perfettamente all’interno della fascia di lateralizzazione che durava di fatto da due anni.
Invece con la vittoria di Trump è di colpo balzato a 2,7$, ovvero non solo ben sopra la precedente fascia di lateralizzazione, ma soprattutto molto al di sopra anche del massimo toccato durante la bullrun del 2021.
Ma la cosa ancora più curiosa è che da dicembre 2024 ha iniziato un nuovo lungo periodo di lateralizzazione ancora in atto.
Per ora non è ancora riuscito ad aggiornare i massimi storici, ma a luglio c’è andato molto vicino sfiorando i 3,6$.
Praticamente da dicembre ad oggi ha quasi sempre oscillato tra 2$ e 3$, con una sola piccola e breve escursione sotto i 2$, e solo due escursioni sopra i 3$.
Attualmente però è molto vicino ai 3$ (2,95$), e non sembra affatto improbabile nè che possa tornare sopra, nè che possa magari anche rimanerci. Inoltre il massimo storico del 2018 potrebbe alla fine essere superato.
L’andamento del prezzo di SOL (Solana)
Per SOL, la criptovaluta nativa di Solana, il discorso invece è diverso, perché a differenza di XRP si tratta di una crypto volatile e che spesso lateralizza solo per periodi relativamente brevi.
Basti dire che tra il 2022 ed il 2024, mentre XRP lateralizzava tra 0,3$ e 0,6$, il prezzo di SOL è passato da un bottom inferiore ai 10$ ai 192$ di marzo dell’anno scorso.
Va però ricordato che durante la grande bull run del 2021 era arrivato fino a quasi 240$, pertanto il crollo durante il bear-market del 2022 era stato davvero notevole.
Uno dei principali motivi alla base della volatilità sostenuta di SOL è il fatto che Solana sia l’ecosistema il cui ormai proliferano più memecoin.
Tutto ciò è iniziato in particolare a fine 2023 grazie soprattutto alla memecoin Bonk. Il prezzo di SOL, che fino a settembre era rimasto attorno ai 20$, nel giro di soli due mesi era già risalto sopra i 50$, ed a dicembre era già anche risalito sopra i 100$.
Ad ottobre, prima del Trump-trade, veleggiava attorno ai 140$, ma a novembre è entrato in una nuova bullrun, durata però solo due mesi, che lo ha portato al nuovo massimo storico di quasi 300$ proprio il giorno dopo l’annuncio del lancio della memecoin ufficiale di Trump su Solana.
Poi però, come accade sempre, il mercato delle memecoin dopo il pump ha fatto segnare un evidente dump, finendo per riportare il prezzo di SOL addirittura poco sopra i 100$ ad aprile di quest’anno.
La volatilità è tale che pur essendo tornato sotto i livelli di ottobre, in seguito ha fatto già segnare un netto rimbalzo che lo ha riportato agli attuali 164$.
A dire il vero di rimbalzi, dopo aprile, ce ne sono stati due, ed entrambi sembrano riusciti solo a metà.
Il primo, a maggio, riuscì a riportare il prezzo sopra i 180$, ma una volta terminato il prezzo ridiscese a 130$. Il secondo, a luglio, consentì di riprendersi quota 200$, ma solo per un breve momento.
Prezzo di POL (Polygon) sotto pressione
Il caso di POL, la criptovaluta di Polygon, è molto diverso.
Si tratta del token di uno dei progetti crypto più interessanti su Ethereum, anche se negli ultimi anni ha subito la fortissima concorrenza di altri due layer-2 che performano meglio, Arbitrum e Base.
Il problema di POL è la tokenimics della criptovaluta, e non tanto il progetto crypto che ne sta alla base.
POL è sbarcato sui mercati crypto nel 2023, come erede di MATIC, il precedente token di Polygon.
Da allora, con l’esclusione dei primi cinque mesi, è entrato all’interno di un canale discendente che sembra essere ancora in corso.
Dopo essere salito da 0,6$ ai massimi storici di quasi 1,3$ a marzo 2024 (esclusi i precedenti massimi di MATIC), già il mese dopo aveva annullato tutti i guadagni, ed a luglio era già anche sceso sotto gli 0,5$.
Il calo è proseguito fino ad ottobre, quando scese sotto gli 0,3$, e con il Trump-tade riuscì a malapena a riportarsi sopra gli 0,7$, ma solo per un brevissimo periodo.
Dopodichè è nuovamente iniziata la fase calante con discesa sotto gli 0,3$ già a febbraio 2025, e crollo sotto gli 0,2$ ad aprile.
Ancora ora è a malapena sopra gli 0,2$, ma a luglio è stato sotto questa soglia, tanto che la fase calante potrebbe ancora non essere terminata.

