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MiCA, passaporto criptovalute sotto attacco: la Francia mette in discussione il mercato unico UE

Roma — 16 settembre 2025. La Francia apre uno scontro istituzionale sull’applicazione del passaporto previsto dal regolamento MiCA (Reuters, EUR-Lex), valutando di limitare l’accesso al proprio mercato agli operatori autorizzati in altri Paesi UE.

La mossa — anticipata da Reuters e riflessa in documenti interni dell’Autorité des Marchés Financiers (AMF) — mira a frenare il cosiddetto arbitraggio regolamentare e mette alla prova la promessa di un vero mercato unico per i servizi cripto.

Secondo i documenti e i comunicati interni dell’AMF esaminati dalla nostra redazione, le discussioni operative su eventuali limitazioni sono in corso dal secondo semestre 2024.

Gli analisti di settore contattati osservano come prioritario il chiarimento del perimetro MiCA/MiFID II per evitare contenziosi transfrontalieri, dato che il regolamento si applica direttamente nei 27 Stati membri.

Il Regolamento (UE) 2023/1114 è stato adottato il 31 maggio 2023 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 9 gennaio 2024; il testo assegna inoltre a ESMA il compito di emettere linee guida su alcuni punti sensibili entro il 30 dicembre 2024, termine rilevante per l’interpretazione uniforme delle norme.

Il punto di frizione: cosa vuole fare la Francia e perché adesso

L’AMF sta valutando soluzioni per impedire o limitare l’operatività in Francia di società che sfruttano licenze ottenute in Stati membri percepiti come più permissivi.

In questo quadro, l’attenzione è puntata sull’arbitraggio regolamentare (ricerca delle regole più leggere per ottenere vantaggi competitivi), considerato un rischio per la tutela degli investitori e l’integrità del mercato.

Il contesto: MiCA — il Regolamento (UE) 2023/1114 (EUR-Lex) — introduce un quadro unico per gli operatori cripto (CASP) con passaporto transfrontaliero.

In parallelo, la Francia chiede più poteri di supervisione centralizzata a ESMA (European Securities and Markets Authority) sui player più grandi, insieme ad Austria e Italia, per garantire coerenza applicativa a livello UE. Detto ciò, l’implementazione pratica resta il nodo più sensibile.

Cos’è MiCA e come funziona il passaporto (senza tecnicismi inutili)

MiCA è un regolamento UE che si applica direttamente in tutti gli Stati membri e disciplina l’emissione e l’offerta al pubblico di cripto-asset, oltre ai servizi degli operatori autorizzati (crypto-asset service providers, CASP).

Il “passaporto” consente a un CASP autorizzato in uno Stato UE di operare anche negli altri, previa semplice notifica. Le norme sui CASP si trovano nel Titolo V di MiCA, che regola autorizzazione, condotta e operatività transfrontaliera.

  • Principio base: accesso al mercato unico per gli operatori conformi.
  • Obiettivo: armonizzare standard di vigilanza e trasparenza, riducendo la frammentazione.
  • Limite: permangono zone grigie sul confine tra cripto-asset e strumenti finanziari soggetti a MiFID II.

Perché l’iniziativa francese accende le tensioni su MiCA

MiCA è una regulation (non una direttiva): si applica direttamente in tutti i 27 Paesi UE. L’idea di erigere barriere unilaterali alla circolazione degli operatori autorizzati rischia quindi di confliggere con il principio del passaporto.

Va detto che la Francia replica sostenendo servano presidi più rigidi per impedire che prodotti assimilabili a securities accedano al mercato cripto mediante scorciatoie, richiamandosi alla necessità di una più chiara ripartizione perimetro MiCA/MiFID II.

Chi spinge per la regia ESMA

  • Francia, Austria e Italia hanno formalmente sollecitato ESMA a coordinare la vigilanza sui grandi operatori paneuropei.
  • Le posizioni sono state inviate all’Autorità con sede a Parigi, con l’obiettivo di ridurre le incoerenze tra autorità nazionali.
  • Secondo i firmatari, per i player cross-border la sola vigilanza domestica è insufficiente.

Voci dal settore: mercato unico a rischio o tutela rafforzata?

Per Marina Markezic, direttrice esecutiva della European Crypto Initiative (EUCI) (Reuters), il blocco del passaporto minerebbe la promessa del mercato unico: «Il potere di bloccare il passaporto esiste tecnicamente ma comporta complessità legali rilevanti», ha detto.


Dall’altro lato, Edwin Mata, avvocato e CEO di Brickken, evidenzia i limiti giuridici delle iniziative nazionali: «Legalmente l’AMF non può impedire a un soggetto debitamente autorizzato di operare; può segnalare e portare questioni a ESMA, ma non erigere barriere unilaterali», precisando che MiCA, essendo una regulation, si applica uniformemente in tutti i Paesi membri.

Che cosa cambierebbe con una supervisione ESMA più forte

Se ESMA assumesse un ruolo più incisivo sui principali CASP, gli effetti potrebbero essere immediati:

  1. Maggiore coerenza nelle decisioni transfrontaliere e riduzione delle divergenze nazionali.
  2. Procedure uniformi per distinguere cripto-asset da strumenti MiFID II, riducendo le aree grigie.
  3. Possibili interventi correttivi sotto il Regolamento ESMA (UE n. 1095/2010), inclusi meccanismi di mediazione tra autorità nazionali.

Legalità del blocco: quadro normativo e interpretazioni

La legittimità di un blocco selettivo del passaporto MiCA è oggetto di dibattito:

  • MiCA (Reg. 2023/1114): il Titolo V riconosce la libera prestazione di servizi a livello UE per i CASP autorizzati, salvo requisiti informativi e di condotta.
  • MiFID II (Dir. 2014/65/UE): resta applicabile se un prodotto cripto rientra nella definizione di strumento finanziario; in tal caso, MiCA non si applica e valgono regole più stringenti.
  • Regolamento ESMA (UE n. 1095/2010): consente a ESMA poteri di coordinamento, mediazione fra autorità nazionali e, in casi di violazioni del diritto UE, avvio di procedure per porvi rimedio.

In sintesi: un divieto generalizzato sarebbe difficile da sostenere sul piano UE. Restano possibili interventi mirati e temporanei, purché proporzionati e motivati (ad esempio per rischio alla stabilità o alla protezione degli investitori), con eventuale coinvolgimento di ESMA. In effetti, l’equilibrio tra tutela e apertura del mercato sarà cruciale.

Impatto pratico su operatori e clienti

  • Operatori: rischio di sospensioni operative in singoli Paesi, necessità di adeguamenti documentali, aumento dei costi di compliance.
  • Clienti: possibili disservizi su onboarding e trasferimenti, comunicazioni più frequenti sui rischi e aggiornamenti dei termini di servizio.
  • Mercato: potenziale frammentazione temporanea finché non saranno chiariti perimetri e processi di supervisione.

Tre scenari nei prossimi mesi

  1. Status quo “rafforzato”: la Francia aumenta i controlli, ESMA spinge per convergenza senza cambiare le regole; impatti gestibili per i CASP.
  2. Supervisione centralizzata per i big: ESMA assume un ruolo diretto sui player “significativi”, con linee guida e standard comuni più rigidi.
  3. Contenzioso: azioni unilaterali portano a ricorsi e interventi di mediazione; il passaporto resta ma con paletti più chiari sui casi borderline MiCA/MiFID II.

Timeline essenziale

  • In corso: piena applicazione MiCA per i CASP e primi aggiustamenti di vigilanza nazionale.
  • Prossimi 3–6 mesi: attese linee guida e Q&A aggiuntive di ESMA su ambiti controversi e processi di notifica transfrontaliera.
  • Entro 12 mesi: possibile proposta di fine-tuning normativo o chiarimenti interpretativi su perimetro MiCA vs MiFID II.

Casi e dati: dove si concentra il rischio di arbitraggio

Secondo operatori del settore, l’arbitraggio si manifesta quando licenze ottenute in giurisdizioni percepite come più rapide o flessibili vengono usate per espandere servizi complessi in mercati più grandi.

La risposta coordinata delle autorità mira a evitare asimmetrie competitive e carenze di tutela. Dati granulari su volumi, mercati di destinazione e tipologie di licenze restano limitati a report privati e registri nazionali [dato da verificare].

Conclusioni

Il braccio di ferro tra sovranità nazionale e mercato unico entra in una fase decisiva. La linea francese contro l’arbitraggio regolamentare intercetta una preoccupazione reale, ma un blocco del passaporto rischia di violare l’architettura MiCA.

La partita si sposta su ESMA: maggiore coordinamento, chiarimenti interpretativi e, se necessario, interventi mirati per assicurare un equilibrio tra innovazione, concorrenza leale e protezione degli investitori.

Nota: non sono disponibili dati pubblici e univoci sul numero di operatori potenzialmente interessati in Francia; serviranno aggiornamenti ufficiali da AMF/ESMA e registri nazionali per quantificare l’impatto.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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