La SEC valuta il trading di azioni tokenizzate su exchange regolamentati: mercato stimato a 31 miliardi di dollari, opportunità e rischi per investitori e piattaforme di recente, in un contesto in evoluzione.
Milano — settembre 2025 — La SEC sta studiando un percorso per consentire lo scambio di azioni tokenizzate su exchange regolamentati, un passaggio che potrebbe aprire la strada a una nuova infrastruttura di mercato.
In questo contesto, la mossa, riportata da The Information, intercetta un segmento già stimato in 31 miliardi di dollari e in rapida espansione secondo dashboard pubbliche come RWA.xyz.
Secondo i dati raccolti dalla nostra redazione e dall’analisi delle dashboard on-chain, bond e fondi continuano a rappresentare la quota maggiore del mercato tokenizzato, mentre le azioni rimangono intorno al 2% del totale; questa composizione è confermata anche da report settoriali e da interlocuzioni con operatori di mercato.
Gli analisti con cui abbiamo parlato osservano che, nonostante i piloti del 2021–2024, l’adozione istituzionale è rimasta prudente in assenza di chiarezza normativa.
Summary
SEC: verso il trading di “tokenized equities” su blockchain
Secondo The Information, l’agenzia sta elaborando un piano preliminare per permettere la negoziazione di equities registrate su blockchain all’interno di piattaforme crypto con licenze adeguate.
Il progetto è agli esordi e richiede modifiche regolamentari e linee guida sulla supervisione, elementi che dovranno essere calibrati con attenzione.
Al momento, la SEC non ha ancora pubblicato bozze definitive sul tema; tuttavia i discorsi pubblici e le consultazioni sono continuate nel 2024–2025, con il presidente Gary Gensler che ha più volte ricordato come l’istituzione sia “neutrale rispetto alla tecnologia” e che la tutela degli investitori resta centrale, principio ribadito nei più recenti interventi pubblici nel 2025.
Definizioni rapide
- Tokenizzazione: registrazione on-chain di diritti economici o di proprietà riferiti a un asset reale.
- Azioni tokenizzate: token che rappresentano quote di azioni o diritti economici legati a titoli azionari, riconciliati con i registri tradizionali.
- KYC/AML: procedure di identificazione e antiriciclaggio richieste per l’accesso a mercati regolamentati, in linea con le prassi vigenti.
- Custodia: conservazione sicura degli asset digitali presso custodi qualificati, con controlli e segregazione.
Numeri chiave: mercato a 31 mld, azioni ~2%, crescita negli ultimi 100 giorni
La dimensione del mercato tokenizzato è stimata in circa 31 miliardi di dollari a settembre 2025, considerando obbligazioni, Treasury, fondi e altre attività on-chain (stima aggregata da dashboard pubbliche come RWA.xyz e report di settore).
In questo quadro, le azioni tokenizzate rappresentano circa il 2% del totale tokenizzato, quota in crescita ma ancora limitata rispetto a bond e fondi, basandosi su valori on-chain (TVL/market cap) delle principali reti autorizzate.
Negli ultimi 100 giorni – da maggio a settembre 2025 – il valore delle azioni tokenizzate è stimato in forte crescita rispetto al trimestre precedente, secondo i dataset pubblici di RWA.xyz aggiornati al 30 settembre 2025.
Inoltre, se appena l’1% dell’equity globale fosse tokenizzato, il mercato potrebbe superare 1,3 trilioni di dollari secondo una recente analisi di Binance Research, con un potenziale che resta da verificare sul campo.
Come funzionerebbe lo scambio di azioni tokenizzate
Ogni token rappresenterebbe una quota o una frazione di un’azione reale, accompagnata da registri distribuiti in grado di tracciare trasferimenti e proprietà.
Va detto che le negoziazioni avverrebbero su blockchain permissioned o reti pubbliche strutturate con controlli integrati di custodia, KYC/AML e reporting in linea con le regole esistenti.
Gli scambi potrebbero svolgersi tramite ATS/MTF abilitati o exchange crypto autorizzati, usando settlement on-chain e riconciliazioni verso i registri azionari tradizionali. L’obiettivo è la riduzione dei costi operativi, un aumento della liquidità e una maggiore trasparenza sui flussi finanziari, con processi standardizzati lungo l’intera filiera.
Chi si muove: mercati tradizionali, crypto exchange e custodi
Operatori come Nasdaq e infrastrutture di post-trading hanno iniziato a esplorare la tokenizzazione dei titoli in contesti di sandbox regolamentari; vedi le iniziative di Nasdaq in ambito digital assets per progetti pilota e infrastrutture.
Alcuni exchange crypto avevano sperimentato prodotti di azioni tokenizzate in passato, seppur con prodotti successivamente ritirati per adeguamenti normativi (ad esempio, la sospensione dei “stock tokens” su Binance nel 2021).
Attualmente, il focus si sposta su progetti pilota regolamentati e partnership tra broker-dealer, custodi qualificati e issuer. Diverse fonti riportano che numerosi soggetti hanno avviato interlocuzioni con la SEC per definire il perimetro di compliance, con un’attenzione crescente agli aspetti operativi.
Rischi, critiche e vincoli regolamentari
Alcuni market maker e operatori istituzionali evidenziano il rischio di arbitraggio regolamentare: norme troppo leggere on-chain potrebbero spostare liquidità fuori dai mercati ufficiali senza adeguate tutele.
In consultazioni pubbliche, realtà come Citadel Securities hanno sollecitato regole coerenti tra canali tradizionali e blockchain, come riportato nelle comment letters della SEC, per evitare distorsioni.
La posizione della SEC resta chiara: «Non regoliamo in base alle etichette, ma ai fatti e alla legge». Ciò implica l’applicazione di parità di requisiti in termini di trasparenza, audit e protezione degli investitori, indipendentemente dal supporto tecnologico usato. Detto ciò, il perimetro dovrà essere tradotto in norme pratiche e verificabili.
Cosa significa per gli investitori (praticamente)
- Accesso: la possibilità di acquistare quote frazionali e di negoziare in orari estesi potrebbe ampliare l’accesso, anche con ticket ridotti, favorendo una maggiore inclusione.
- Liquidità: il potenziale incremento della liquidità dipenderà dalla presenza di market maker e dalla definizione di regole chiare per i mercati interoperabili, oltre che dalla qualità degli order book.
- Costi: si prospetta una possibile riduzione delle commissioni e dei tempi di settlement grazie all’integrazione on-chain, con minori frizioni operative.
- Custodia: una questione aperta riguarda chi detiene i token, tra custodi qualificati e soluzioni di self-custody, con ripercussioni su sicurezza e responsabilità che andranno valutate. Per approfondire le soluzioni di custodia, vedi Kraken lancia azioni tokenizzate: Apple, Tesla e Nvidia disponibili.
- Protezione legale: risulta fondamentale che i token garantiscano diritti chiari relativi a dividendi e voto, evitando ambiguità interpretative.
Cosa manca ancora (nodi irrisolti)
- Quadro SEC: permangono incertezza e mancano bozze ufficiali riguardo a listing, disclosure e responsabilità degli intermediari, aspetti decisivi per l’operatività.
- Riconciliazione: esiste la sfida di allineare il registro azionario tradizionale con il ledger on-chain, evitando disallineamenti tra i due mondi.
- Standard: serve una maggiore interoperabilità tra le reti, nonché la definizione di standard per l’identità digitale e firme per le corporate actions, con processi condivisi.
- Fiscalità: sono ancora da chiarire il trattamento di dividendi, ritenute e plusvalenze applicabili ai token-equity, in coerenza con i regimi esistenti.
- Rischi operativi: la gestione di smart contract, custodia e incidenti operativi rappresenta un fattore critico, anche in ottica di resilienza.
Previsioni e scenari futuri
Il panorama attuale ricorda in parte il ciclo DeFi del 2020–2021, caratterizzato da una rapida sperimentazione seguita da consolidamento. Se la regolamentazione procederà in modo coordinato, le azioni tokenizzate potrebbero espandersi ben oltre la nicchia attuale.
Le stime di Binance Research indicano un potenziale superiore a 1,3 trilioni di dollari se, ipoteticamente, solo l’1% dell’equity globale venisse tokenizzato.
Il successo dipenderà da tre fattori fondamentali: standard di mercato condivisi, chiarezza sui diritti societari on-chain e l’impegno degli emittenti principali. Eppure, senza una governance solida, la curva di adozione rischia di rallentare.
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Suggerimento redazionale: inserire un’infografica con la timeline dei principali piloti, volumi aggregati e quota di azioni tokenizzate (~2%).
Conclusione
L’eventuale apertura della SEC alle azioni tokenizzate rappresenta un passaggio chiave nella convergenza tra la finanza tradizionale e le infrastrutture on-chain.
Le opportunità sono evidenti in termini di efficienza e liquidità, ma permangono rischi e incertezze: la definizione di regole chiare, standard comuni e un’effettiva tutela degli investitori si rendono indispensabili. Detto ciò, il dibattito è aperto e il settore è destinato a evolversi rapidamente.

