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Stripe apre Open Issuance: stablecoin per aziende, rete da $300B

Stripe sta portando l’emissione di stablecoin nel perimetro enterprise. La controllata Bridge, acquisita di recente da Stripe, ha presentato Open Issuance, una piattaforma che consente alle aziende di creare e gestire token ancorati al dollaro, con liquidità condivisa e strumenti di compliance integrati.

Il debutto è stato annunciato ufficialmente da Stripe e coperto dalla stampa finanziaria nazionale Stripe CNBC. Secondo i dati raccolti durante il rollout e dalle comunicazioni ufficiali, Open Issuance è progettata per abilitare mint e burn programmabili e integrazioni con sistemi di tesoreria convenzionali.

Gli analisti di settore osservano che, in progetti pilota seguiti nel 2025, i tempi medi di integrazione tecnica e compliance sono risultati inferiori a una settimana in molte implementazioni.

  • Go‑live rapido: emissione e gestione operative in pochi giorni, con supporto tecnico e legale integrato.
  • Liquidità one‑for‑one: scambi paritari tra stablecoin emesse sulla stessa rete, per facilitare l’adozione immediata.
  • Riserve istituzionali: gestione delle riserve in cash e Treasury USA, con custodia e audit condotti da partner come BlackRock e Fidelity Investments [dato da verificare].

Open Issuance: cos’è e perché è rilevante ora

Bridge, integrata recentemente in Stripe, propone una suite per l’emissione di stablecoin per penetrare nel mondo dei pagamenti e della finanza on-chain.

L’obiettivo è diminuire la dipendenza da pochi emittenti dominanti e standardizzare sicurezza, conformità e operatività su diverse blockchain.

Il rollout arriva in un contesto di forte domanda per token ancorati al dollaro e di crescente attenzione regolatoria, con proposte come il GENIUS Act e lo Stable Act negli Stati Uniti, attualmente in fase di discussione sul Congresso (Congress.gov).

In questo contesto, l’approccio modulare della piattaforma consente alle aziende di personalizzare la rete, le funzionalità dei contratti smart e la struttura delle riserve, integrandole con i sistemi di tesoreria esistenti.

Come funziona: emissione, riserve e interoperabilità

La piattaforma mette a disposizione API e dashboard per operazioni di mint e burn controllate, oltre alla gestione di liste di accesso, limiti e policy di trasferimento.

Le riserve, che possono comprendere liquidità in cash e investimenti in Treasury USA, sono custodite in maniera segregata e sottoposte ad audit indipendenti. Inoltre, il flusso operativo e i log vengono tracciati per garantire trasparenza e conformità agli standard AML.

Il modello di liquidità condivisa prevede swap one‑for‑one tra stablecoin emesse su Open Issuance, mitigando l’effetto “cold start” per nuovi token e favorendo l’interoperabilità tra wallet, exchange e applicazioni DeFi.

Adozione iniziale: i primi casi d’uso

Phantom, il noto wallet che conta oltre 15 milioni di utenti [dato da verificare], è il primo grande utilizzatore e ha lanciato CASH, una stablecoin pensata per pagamenti e applicazioni DeFi. Eppure, altri token in migrazione o annunciati includono USDH di Hyperliquid e mUSD di MetaMask, insieme a progetti come Dakota, Slash, Lava e Takenos.

Bridge assicura che una nuova emissione possa essere operativa in pochi giorni, con una gestione end-to-end che include sicurezza, riserve, conformità e integrazione con la rete di liquidità.

Liquidità condivisa: il nodo che Open Issuance vuole sciogliere

La concentrazione dei volumi su pochi grandi emittenti ha reso difficile per nuovi attori avviare token con adeguata liquidità. Il meccanismo di swap paritari tra stablecoin della stessa rete mira a ridurre spread e tempi di lancio, rendendo i token utilizzabili fin dal primo giorno.

Per le riserve, sono stati citati partner istituzionali come BlackRock, Fidelity Investments e Superstate per soluzioni in cash e Treasury [dato da verificare]. Detto ciò, i dettagli relativi a mandati e veicoli di investimento rimangono in fase di definizione.

Numeri del mercato stablecoin (aggiornati al 30 settembre 2025)

  • Capitalizzazione: circa $300 miliardi (stime di mercato, confronto tra diversi aggregatori a settembre 2025).
  • Flussi netti 6 mesi: $56,5 miliardi, di cui quasi $46 miliardi nel terzo trimestre (dato da settore, da verificare con rapporti di mercato).
  • Supply per chain: circa $171 miliardi su Ethereum e $76 miliardi su Tron (stime di aggregatori di on‑chain data, da verificare).

Secondo le fonti di settore, nonostante la crescita dei capitali, l’uso delle stablecoin presenta un’adozione non omogenea tra diverse blockchain, con migrazioni verso reti caratterizzate da costi inferiori e strumenti di rendimento regolamentati.

Quadro regolatorio: cosa cambia tra USA, UE e Australia

Negli Stati Uniti, proposte normative come il GENIUS Act e lo Stable Act puntano a introdurre requisiti relativi a riserve, audit e controlli AML per i payment stablecoin.

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) sta anche esaminando l’uso dei token come collateral. In Australia, sono state introdotte esenzioni mirate per i distributori di stablecoin (dettagli in corso di definizione [dato da verificare]).

In Europa, i regolatori rimangono cauti, evidenziando i rischi legati alle emissioni cross‑border e alla concentrazione della liquidità, elementi che potrebbero influenzare i modelli di riserva e il passaporto dei token.

Tendenze d’uso e stime al 2030

I dati di mercato mostrano afflussi robusti, ma anche segnali di contrazione nell’uso: gli indirizzi attivi mensili hanno registrato un calo del 22%, attestandosi a 26 milioni, mentre i volumi di trasferimento sono diminuiti dell’11%, a $3,17 trilioni (stime disponibili a settembre 2025).

Inoltre, Citi ha stimato che il mercato delle stablecoin potrebbe raggiungere $1,9 trilioni in uno scenario base, con la possibilità di arrivare fino a $4 trilioni in uno scenario rialzista (stime pubblicate da istituzioni finanziarie, da verificare nei report ufficiali).

Implicazioni per le aziende: perché conta

  • Liquidità: gli scambi one‑for‑one tra stablecoin riducono gli attriti iniziali e facilitano l’adozione da parte degli utenti.
  • Compliance: le funzioni integrate per KYC/AML, audit e policy facilitano l’integrazione con i sistemi finanziari esistenti.
  • Rischi: rimane il rischio di dipendenza da pochi custodian e asset manager, oltre alla possibilità di vincoli regolatori transfrontalieri.

Procedure per mint/burn e sicurezza operativa

Open Issuance integra workflow per operazioni di mint e burn assieme a controlli di accesso, approvazioni multi‑ruolo e registri di attività per garantire il rispetto delle normative.

I moduli di KYC/AML, la segregazione delle riserve e gli audit continui sono funzionali a ridurre errori operativi e rischi di controparte.

La responsabilità relativa all’economia del token – incluse le regole di riscatto e la trasparenza delle riserve – resta in capo all’emittente, mentre la governance del protocollo e i rapporti con i partner di custodia sono fondamentali per consolidare la fiducia del mercato.

Rischi e incognite

Nonostante la rete di liquidità condivisa possa mitigare l’effetto “cold start”, la concorrenza dei leader consolidati resta una sfida.

Persistono incertezze relativamente alle necessarie autorizzazioni, al trattamento prudenziale delle riserve e all’interoperabilità tra diverse giurisdizioni.

Centralizzare le riserve presso pochi grandi gestori potrebbe invece introdurre rischi di concentrazione, motivo per cui sarà essenziale verificare l’allineamento tra requisiti regolatori, audit indipendenti e disclosure periodiche.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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