Oggi la quotazione di Bitcoin ha recuperato perlomeno i 111.000$.
Si tratta di una cifra ancora inferiore rispetto a quella da cui è partita la correzione, ma superiore alla soglia critica dei 110.000$.
Occorre però un po’ di analisi per comprendere bene cosa significhi davvero questo recupero.
Summary
Il flash-crash
Dopo aver toccato il valore massimo storico, il 6 ottobre scorso,sopra i 126.000$, per la quotazione di Bitcoin è iniziata una correzione.
A dire il vero però, sebbene la correzione sia iniziata già il giorno seguente, in un primo momento si era fermata a circa 121.000$. Conviene prendere questo come punto di riferimento per le analisi attuali, e non il picco anomalo ad oltre 126.000$.
Infatti venerdì 10 c’è poi stato un flash-crash, che in poche ore ha fatto precipitare il prezzo ben sotto i fatidici 110.00$, tanto che a partire da quel giorno sui mercati crypto si è diffusa un po’ di paura.
Ad esempio, l’indice della paura e dell’avidità di CMC in quei giorni è sceso da 58 punti (leggero entusiasmo) a 30 punti (paura).
Tuttavia già lunedì 13, alla riapertura delle borse tradizionali dopo il week-end, la quotazione di Bitcoin era già risalita a 115.000$, con l’indice della paura tornato in zona neutra sopra i 40 punti.
La seconda correzione
A partire però dal giorno successivo si è innescata una seconda correzione, che sebbene non abbia fatto segnare un picco tanto profondo come quello momentaneo del flash-crash, ha finito per riportare il prezzo di BTC addirittura per un breve momento sotto i 104.000$ venerdì 17.
Se il flash-crash era dovuto alle liquidazioni forzate delle posizioni long in leva, ed è quindi stato molto veloce ma recuperato anche molto velocemente, la seconda correzione è stata più naturale, non forzata.
Infatti in questo caso la quotazione di Bitcoin ci ha messo tre giorni a scendere sotto i 110.000$, e poi circa 24 ore a scendere sotto i 104.000$.
Molto probabilmente c’è stato lo stesso un flash-crash dovuto a nuove liquidazioni forzate di posizioni long in leva, ma è stato davvero contenuto, visto che è partito proprio da 108.000$ ed è stato recuperato nel giro di meno di sei ore.
Successivamente però il prezzo si era riposizionato leggermente sotto i 107.000$, fino a ieri.
Il rimbalzo
Ieri è iniziato un rimbalzo che in teoria potrebbe anche essere ancora in corso.
In un primo momento la quotazione di Bitcoin ha recuperato quei famosi 108.000$ da cui era partito il secondo piccolo flash-crash di venerdì 17, ma nel giro di otto ore aveva già anche recuperato i 109.000$.
In questo periodo però la soglia chiave è costituita da quei 110.000$ che avevano retto per ben cinque giorni dopo il primo grosso flash-crash. Tuttavia stanotte anche questa soglia è stata recuperata.
Anzi, oggi nel giro di circa due ore la quotazione è salita anche sopra i 111.000$, e per ora il rimbalzo non sembra ancora definitivamente concluso.
L’importante è che, in questa fase, continui a mantenersi sopra perlomeno ai 110.000$.
Dollaro e oro
Quella che si era formata sul prezzo di Bitcoin tra il primo ed il 6 ottobre era a tutti gli effetti una mini-mini-bolla speculativa non giustificata da fondamentali.
Il vero motivo per cui è esplosa è solo quello, anche se molto probabilmente l’innesco è arrivato dall’oro.
Infatti in quei giorni il prezzo dell’oro è salito per la prima volta nella storia sopra i 4.000$, tanto che a quel punto è proprio sull’oro che si è innescata una mini-bolla.
I capitali speculativi si sono allora spostati in parte da Bitcoin all’oro, facendo sgonfiare la mini-mini-bolla su Bitcoin, e contribuendo a far gonfiare la mini-bolla sull’oro.
Da notare che il 14 ottobre da un lato è iniziata una piccola discesa del Dollar Index, mentre dall’altro il prezzo dell’oro è salito per la prima volta nella storia anche sopra i 4.100$ l’oncia.
La discesa del dollaro si è fermata venerdì, perlomeno per ora, e tale stop sembra aver fatto arrestare anche il rally dell’oro, dopo un nuovo massimo storico molto oltre i 4.300$ l’oncia.
Oro e Bitcoin
Se dovesse scoppiare definitivamente la mini-bolla sull’oro, sebbene da un lato questo potrebbe anche significare solo un ritorno del suo prezzo attorno ai 4.000$ l’oncia o poco meno, dall’altro però potrebbe anche significare un nuovo spostamento di capitali, stavolta del mercato dell’oro a quello di Bitcoin.
In effetti tra ieri ed oggi sembra abbia iniziato di nuovo a gonfiarsi una mini-mini-bolla speculativa su Bitcoin, ma in maniera molto più lenta, e per certi versi naturale, rispetto a quanto accaduto il primo di ottobre.
Se davvero in questi giorni dovesse scoppiare la mini-bolla sull’oro, i capitali speculativi in uscita dal mercato dell’oro ed eventualmente in entrata su quello di Bitcoin potrebbero alimentare questa nuova mini-mini-bolla su BTC.
Non va dimenticato che nell’ottobre del 2017, quando le condizioni per certi versi erano simili, il 19 del mese la bullrun di Bitcoin ripartì, proprio con un nuovo formarsi di una mini-bolla. Anche quella mini-bolla iniziò come una semplice mini-mini-bolla, salvo poi trasformarsi in una vera mini-bolla che scoppiò poi nella prima decade di novembre.
Poco prima della metà di novembre però la bullrun ripartì una terza volta, ed a quel punto nel giro di pochissimi giorni si gonfiò una nuova mini-bolla, che poi si trasformò in una vera e propria bolla, tanto a dicembre da trasformarsi addirittura in una grande bolla speculativa scoppiata nella seconda metà del mese.
Non è da escludere che possa accadere qualcosa di simile anche in questa fine di 2025.

