Nel terzo trimestre 2025 il report VaNOM fotografa l’evoluzione degli operatori nodi Lido, tra crescita dei moduli decentralizzati, adozione DVT e nuovi meccanismi di proposta dei blocchi.
Summary
Come sono evoluti stake e operatori nel Q3 2025?
Nel Q3 2025 sia il Simple DVT Module sia i Community Staking Modules hanno raggiunto i rispettivi limiti di quota, pari al 4% e al 3% dello stake nel protocollo. Insieme rappresentano circa 600.000 ETH depositati su Lido. Al 1° ottobre 2025 questi due moduli decentralizzati coprivano l’1,67% dell’intera quantità messa in staking su Ethereum.
Questo sviluppo segna un avanzamento nella strategia di diversificazione e coinvolgimento permissionless all’interno del set di operatori del protocollo. Nel trimestre, inoltre, si è registrato un aumento del 9,46% degli operatori di nodi unici, con 59 nuovi soggetti, in prevalenza provenienti dal Community Staking Module.
Qual è stata la dinamica del Community Staking Module?
Nel periodo analizzato il Community Staking Module è stato il segmento con la crescita più marcata tra gli Staking Modules di Lido. La sua quota di stake è aumentata di 0,99 punti percentuali, pari a +72.448 ETH, fino a raggiungere il tetto del 3%. Il 2 ottobre 2025, con l’aggiornamento CSM v2, questo limite è stato alzato al 5%.
Cosa è successo nel Simple DVT Module?
Il Simple DVT Module ha registrato un incremento di 32.224 ETH, equivalente a +0,61 punti percentuali. Alla fine del trimestre tutti i cluster risultavano allocati: 36 cluster Obol standard, 36 SSV Network standard e 10 Super Cluster, suddivisi in cinque su Obol e cinque su SSV Network. Il modulo ha così toccato il limite del 4% fissato dalla Lido DAO.
Quali cambiamenti hanno interessato il Curated Module?
Il Curated Module, il principale Staking Module di Lido, ha registrato una riduzione di 1,59 punti percentuali, pari a 680.032 ETH, poiché la maggior parte dei prelievi è transitata da qui. Circa un terzo di tali uscite, ovvero 223.456 ETH, è stato effettuato in via precauzionale a seguito dell’incidente di sicurezza di Kiln, che ha comportato l’uscita di 6.983 validator gestiti dal team Kiln.
Per riequilibrare la distribuzione interna, Pier Two, che gestiva in precedenza 1.000 validator attivi, ha ricevuto l’assegnazione di ulteriori 2.766 validator, raggiungendo complessivamente quota 3.766 entro fine terzo trimestre. Questo intervento ha contribuito a una migliore ripartizione dello stake nel Curated Module.
Come avanza l’adozione della Distributed Validator Technology?
Fino al trimestre precedente, solo il Simple DVT Module e il Community Staking Module utilizzavano la Distributed Validator Technology tramite le soluzioni Obol, SafeStake e SSV Network. Con la progressiva maturazione di queste tecnologie su Ethereum, i contributor hanno proposto di estenderne l’uso anche al Curated Module, consentendo agli operatori interni di adottare configurazioni DVT intra-operatore.
La proposta è stata approvata dagli holder di LDO nello slot di voto di giugno 2025, segnando un passaggio rilevante verso una maggiore decentralizzazione del protocollo e una superiore tolleranza ai guasti. Al 1° ottobre 2025 risultano complessivamente 547.968 ETH, pari a 17.124 validator, alimentati da implementazioni DVT basate su Obol, SafeStake e SSV Network.
Dopo un’estesa fase di test sulla testnet Hoodi, nel Q3 2025 i primi cinque operatori del Curated Module, A41, Blockscape, Ebunker, RockX e Stakin, hanno migrato con successo 4.900 validator, pari a 156.800 ETH, verso configurazioni Obol e SSV Network. Ne è derivato un aumento complessivo dell’utilizzo DVT a 17.124 validator, con una crescita del 57,65% rispetto ai 10.862 validator del Q2 2025.
Qual è la diffusione della DVT nei diversi moduli?
Nel Simple DVT Module operano 5.300 validator su Obol e 5.342 su SSV Network, in aumento di 80 e 1.087 unità sul trimestre precedente, gestiti rispettivamente da 217 e 229 operatori. Inoltre, nel Community Staking Module, dove l’uso di DVT è del tutto volontario, l’adozione è cresciuta con 332 validator aggiuntivi su SSV Network.
In questo stesso modulo, 66 validator gestiti da otto operatori sono supportati da Obol, mentre SafeStake, impiegato esclusivamente nel CSM, mantiene stabili otto validator in capo a quattro operatori. Nel complesso, questa espansione della tecnologia distribuita lungo tutti i moduli di staking dimostra come l’architettura DVT stia diventando un elemento standard nell’infrastruttura dei validator del protocollo.
Detto ciò, la progressione dal modello permissionless fino al Curated Module riflette una traiettoria chiara verso una rete di validator più decentralizzata, diversificata e resiliente. La combinazione di più provider DVT contribuisce infatti a ridurre il rischio di singoli punti di fallimento.
Come si presenta la diversità dei client di consenso nel Curated Module?
L’integrazione di DVT tramite Obol e SSV Network nel Curated Module ha ampliato ulteriormente la diversità dei client di consenso, riducendo la probabilità di rischi da supermaggioranza e problemi di finalità. A partire dal Q3 2025, queste configurazioni alimentano 5.900 validator del modulo, con l’1,94% ora basato su SSV Network, corrispondente a 4.800 validator, e 100 che utilizzano Obol.
Oltre alle configurazioni legate alla DVT, un ruolo chiave nella diversificazione è svolto da Vouch, sviluppato da Attestant. Questo strato, pensato per operare con molteplici Beacon Node, aggiunge flessibilità e sicurezza ed è impiegato dal 22,59% dei validator del Curated Module. Rispetto al panorama complessivo di Ethereum, dove Lighthouse mantiene una posizione dominante con il 48,57% nel Q3 2025, il set curato di Lido mostra una distribuzione più bilanciata.
Lighthouse e Vouch rappresentano all’incirca un quarto dei validator del Curated Module, con il 26,70% e il 22,59% rispettivamente, soggetti a lievi variazioni trimestrali. A seguire si collocano Teku, con il 18,52%, e Prysm, con il 15,44%. Inoltre Nimbus è cresciuto moderatamente fino all’11,77%, mantenendo una quota allineata agli altri client nel perimetro curato.
Questa costante diversificazione rispecchia l’impegno degli operatori nel ridurre i rischi di supermaggioranza e di failure correlate. In prospettiva, una distribuzione equilibrata fra diversi client di consenso contribuisce alla salute complessiva di Ethereum, migliorandone robustezza e resistenza a eventi critici.
In che modo Lido utilizza i meccanismi proposer ausiliari?
Il framework degli Auxiliary Proposer Mechanisms consente al protocollo di esplorare in modo sicuro nuovi strumenti legati alla proposta dei blocchi su Ethereum, preservando i requisiti di decentralizzazione e sicurezza. Questi meccanismi mirano a migliorare efficienza, affidabilità e flessibilità nella produzione dei blocchi e possono generare benefici economici per chi mette in staking e nuove efficienze operative per gli operatori.
I dati del Q3 2025 mostrano come gli operatori del Curated Module adottino le varie infrastrutture disponibili. Un esempio noto è la Proposer-Builder Separation, che separa la costruzione del blocco dalla sua proposta per ridurre la censura delle transazioni e rendere più equa la distribuzione delle ricompense. La sua implementazione più diffusa, MEV-Boost, è oggi utilizzata da circa metà dei validator collegati al protocollo.
Tra gli altri meccanismi in uso figurano Vouch, adottato dal 22,6% degli operatori, e il PBS Module di Commit Boost, impiegato dal 19% degli operatori. Inoltre, le funzionalità native dei client di consenso per l’interazione diretta con il protocollo MEV Boost vengono sfruttate solo dal 2,8% dei validator, poiché offrono capacità più limitate rispetto alla configurazione esterna tramite sidecar.
Nel complesso, questa composizione riflette l’approccio prudente dei contributor nel valutare ogni soluzione APM. L’obiettivo è restare in prima linea nell’evoluzione dell’infrastruttura di proposta dei blocchi, senza compromettere i presidi di sicurezza o gli standard etici che regolano l’ecosistema.
Quali sviluppi sono attesi verso il 2026?
I mesi che precedono il 2026 dovrebbero portare ulteriori miglioramenti all’insieme dei validator collegati al protocollo. Il 2 ottobre 2025 è stato attivato su mainnet l’aggiornamento CSM v2, che ha aumentato il limite di quota al 5%, introdotto parametri differenziati per le diverse tipologie di operatori e reso disponibile il framework opzionale Identified Community Staker.
Quest’ultimo rappresenta un passaggio rilevante nella roadmap, perché abilita un numero maggiore di operatori indipendenti a partecipare alla validazione su Ethereum. Nei prossimi trimestri si prevede che tali modifiche si riflettano in modo tangibile sulle metriche legate al CSM e sui grafici relativi ai validator.
Parallelamente, è prevista la continuazione dell’adozione DVT all’interno del Curated Module, secondo gli impegni presi dagli operatori coinvolti. Questo percorso dovrebbe rafforzare ulteriormente la resilienza del set di validator e ampliare il grado di diversificazione tecnica.
Infine, i prossimi upgrade Lido V3, Staking Router v3 e Curated Module v2 ridisegneranno il modo in cui gli operatori interagiscono con il protocollo, ampliando la flessibilità e migliorando la modularità dell’architettura. Insieme, questi step configureranno la fase successiva dell’evoluzione dello staking su Ethereum.
I contributor della Lido DAO continueranno ad aggiornare metriche e dashboard per riflettere la crescente complessità del protocollo e garantire accountability basata sui dati. Per un monitoraggio più puntuale sono disponibili il Lido Node Operator Portal, la sezione Validator Set Updates e il più recente report VaNOM Q3 2025.

