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Bitcoin: quotazione in USD ancora in sofferenza

La quotazione di Bitcoin in USD è ancora in forte sofferenza. 

Dopo aver concluso il mese di novembre sopra i 91.000 USD ieri è scesa prima sotto i 90.000 USD e poi anche per un breve momento sotto gli 84.000 USD. 

Oggi si è leggermente ripresa, ma rimane in forte sofferenza. 

Le cause della sofferenza

Il fatto è che, in teoria, ieri sarebbe stato un buon momento per un rimbalzo. 

Infatti il Dollar Index è sceso, passando dai 99,5 punti di fine novembre fino a poco più di 99 punti, e questo avrebbe potuto favorire una risalita della quotazione di Bitcoin

Invece è avvenuto l’esatto opposto, a causa di una vera e propria anomalia. 

Tale anomalia però viene da lontano e non ha a che fare direttamente con Bitcoin o con i mercati crypto

Il vero problema di fondo è lo shutdown del governo USA. Sebbene sia terminato ormai da tre settimane, le sue conseguenze continuano a farsi sentire. 

Stando ai dati ufficiali della Fed, a fine settembre prima dell’inizio dello shutdown risultavano esserci in deposito sui conti governativi poco più di 800 miliardi di dollari. 

Durante lo shutdown il governo USA ha continuato ad incassare dollari, ma senza avere la possibilità di spenderli, se non in minima parte. E così nel giro di sole quattro settimane i depositi sono schizzati ad oltre 950 miliardi di dollari, il livello più alto dal 2021. 

Una volta terminato lo shutdown questa cifra ha iniziato a scendere, ma molto lentamente. Durante la prima settimana dopo la fine dello shutdown si è ridotta di soli 12 miliardi di dollari, e durante la seconda settimana è scesa a poco più di 900 miliardi. I dati della terza settimana saranno disponibili solo giovedì in tarda serata. 

Tutto ciò ha causato una piccola crisi di liquidità che ha avuto un impatto negativo su tutti i mercati americani, compresi quelli azionari, perlomeno fino alla seconda decade di novembre compresa, mentre ora a soffrire sono soprattutto i mercati crypto. 

Il problema dell’argento

Ieri sembrava che con la discesa del Dollar Index la quotazione di Bitcoin in USD potesse rimbalzare un po’. 

Invece, a causa del fatto che la piccola crisi di liquidità dovuta allo shutdown non è ancora del tutto esaurita, il rimbalzo non è avvenuto in particolare a causa dell’argento. 

A partire da lunedì 24 novembre il prezzo dell’argento ha iniziato a salire. 

Qualcosa del genere era già avvenuto a partire da fine settembre, ed era terminato a metà ottobre con una mini-bolla speculativa scoppiata il 17 dello stesso mese. 

Allora la risalita era partita dai 44$ l’oncia, e si era conclusa con un nuovo massimo storico a quota 52,5$ l’oncia. 

Stavolta invece la mini-bolla ha iniziato a gonfiarsi a partire da quota 50$ l’oncia, e si è palesata soprattutto una volta superati i 56$. 

Ieri il prezzo dell’oro ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 58,5$ l’oncia, e questo piccolo rally ha drenato liquidità da altri mercati, soprattutto da quello di Bitcoin. 

Per questo motivo il rimbalzo della quotazione di BTC atteso per ieri non è avvenuto. 

Oggi però sembra che questa recente mini-bolla speculativa sull’argento stia scoppiando, come avvenuto il 17 ottobre per quella precedente. 

Le previsioni sulla quotazione di Bitcoin

In teoria se la liquidità in uscita dal mercato dell’argento si riversasse su quello di Bitcoin, la sua quotazione ora potrebbe salire. 

Vi sono però almeno due fattori che rendono difficile in questo momento immaginare un forte miglioramento di questa situazione sul breve termine. 

Il primo è che la piccola crisi di liquidità di cui sopra in realtà è ancora in corso. È vero che circa un terzo del volume dei dollari accumulati sui conti governativi USA durante lo shutdown è già stato rilasciato sui mercati, ma è anche vero che i due terzi restanti sono ancora fermi lì. 

Al ritmo attuale ci potrebbero volere tra le due e le quattro settimane prima che tale piccola crisi di liquidità venga del tutto esaurita. 

Il secondo fattore riguarda la concorrenza. 

Così come ieri è stato il mercato dell’argento a drenare liquidità da quello di Bitcoin, non è detto che nelle prossime due/quattro settimane possano accadere altri fenomeni simili che coinvolgano altri asset, come ad esempio l’oro. 

Anche il prezzo dell’oro è in risalita da lunedì scorso, ma stavolta non si è gonfiata una mini-bolla speculativa sul suo prezzo, come invece accadde nella prima metà di ottobre. Se la liquidità in uscita dall’argento si riversasse sull’oro, il problema per Bitcoin rimarrebbe. 

Non va però dimenticato che la piccola crisi di liquidità di cui sopra è destinata inevitabilmente ad esaurirsi, anche se non si sa bene quando. Inoltre a ciò va aggiunto che il Dollar Index potrebbe continuare la sua discesa anche per il resto del mese di dicembre, e forse anche persino a gennaio 2026. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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