Nell’ultima analisi di Ran Neuner emerge un’idea scomoda: il ciclo di Bitcoin non sarebbe guidato dall’halving, ma da un fattore molto più freddo e potente, la liquidità globale.
Summary
Il mito rassicurante dei cicli quadriennali
Nel suo programma Crypto Insider, il conduttore di YouTube Ran Neuner smonta la narrativa più amata dal settore: il presunto ritmo quadriennale perfettamente scandito dall’halving di Bitcoin. A suo giudizio, non è mai stato il vero metronomo del mercato.
Neuner avverte che chi vende ora credendo che il recente ciclo sia finito rischia di diventare la “smart money al contrario”, cedendo monete a sconto alle istituzioni. Ammette che negli ultimi tre cicli, dopo l’halving, il prezzo ha effettivamente toccato un massimo e subito correzioni anche dell’80%.
Questa sequenza ha alimentato l’idea di un ribasso quasi “programmato” nel primo anno post-halving. Tuttavia, sottolinea come si tratti di appena tre osservazioni statistiche: una base troppo ridotta per costruire un modello affidabile sull’andamento di un asset globale.
Dall’halving all’analisi macro: un solo modello
Invece di accettare il pattern acriticamente, Neuner racconta di aver integrato dati macroeconomici, di liquidità, mercati azionari e fattori politici in “un solo grafico, un solo modello”. Il risultato, a suo dire, è chiaro: l’halving ha un ruolo, ma marginale.
Secondo questa lettura, il vero motore dei rialzi non è stato il semplice dimezzamento dell’emissione. A determinare i grandi movimenti è stata una variabile molto più ampia e potente, presente in tutti e tre i cicli precedenti e, finora, assente in quello attuale.
Questo “fattore nascosto” sarebbe l’elemento che spiega perché i mercati non avrebbero ancora imboccato la fase esplosiva che molti si attendevano subito dopo l’ultimo halving.
La liquidità globale come driver principale
Il fulcro dell’argomentazione è l’espansione della liquidità attraverso il quantitative easing e, più in generale, la crescita della massa monetaria globale. Neuner rilegge così la storia dei rialzi più eclatanti di Bitcoin negli ultimi dodici anni.
Dopo il primo halving a fine 2012, la corsa da circa 10 dollari a oltre 1.250 dollari coincide, ricorda, con una fase in cui la Federal Reserve immetteva nel sistema circa 85 miliardi di dollari al mese, aggiungendo oltre 1.000 miliardi al proprio bilancio.
Quando la Fed ha iniziato a rallentare e poi chiudere il QE, il prezzo di Bitcoin è sceso da circa 1.000 dollari fino a 150 dollari. Il movimento temporale si sovrappone bene al ciclo dell’halving, ma, nella lettura di Neuner, la vera causa è il ritiro della liquidità.
I boom del 2017 e del Covid riletti attraverso la liquidità
Lo stesso schema viene applicato al 2017. In quell’anno, la salita da circa 1.000 dollari a quasi 20.000 dollari avviene mentre la BCE porta avanti uno dei maggiori programmi di acquisto titoli, la Bank of Japan compra bond ed ETF a ritmi storici e la Cina attiva “il più grande impulso di credito della storia”.
Nel 2020–2021, la fiammata che ha spinto il prezzo da circa 4.000 dollari a un massimo vicino a 69.000 dollari si sovrappone a quella che Neuner definisce “la più grande iniezione di liquidità globale nella storia della finanza”.
In quella fase, la Federal Reserve ha espanso il proprio bilancio di oltre 5.000 miliardi di dollari, mentre anche le altre grandi banche centrali implementavano programmi straordinari. In parallelo, i mercati crypto segnavano nuovi massimi.
PMI come bussola quantitativa dei cicli
Per dare al modello un ancoraggio misurabile, Neuner introduce il Purchasing Managers’ Index (PMI), indicatore che sintetizza se l’economia globale è in espansione o contrazione. È, nella sua lettura, la chiave per capire i cambi di regime.
Quando il PMI tocca un minimo e torna sopra 50, “è lì che la liquidità ricomincia a fluire” e Bitcoin tende storicamente a trovare un pavimento. Valori sopra 55 avrebbero segnato l’inizio dei veri bull market, mentre letture vicine a 60 sono associate a quelle che Neuner chiama “altcoin super cycle”.
Nel 2017 e nel ciclo iniziato nel 2020, il superamento di queste soglie è avvenuto mentre le banche centrali stavano di nuovo ampliando i propri bilanci e il comparto crypto accelerava in maniera quasi verticale.
Quando gli orologi di halving e liquidità si scollegano
In questo ciclo, però, la situazione è diversa. Neuner sottolinea che la fase di politica monetaria restrittiva, con quantitative tightening e drenaggio di liquidità, non si è affatto allineata con il calendario dell’halving.
Negli ultimi due anni la Fed ha ridotto il bilancio e il PMI globale è rimasto piatto o leggermente in calo. Secondo Neuner, questo spiega perché “avrebbe dovuto essere un mercato rialzista, ma non lo è stato”, nonostante la forte narrazione legata al dimezzamento dell’emissione.
In altre parole, il ciclo di Bitcoin basato sull’halving e quello scandito dalla liquidità hanno viaggiato insieme per tre volte, ma in questo giro si sarebbero scollegati. Chi continua a seguire solo il calendario rischia quindi di ignorare le condizioni sottostanti.
L’avvertimento agli investitori retail
La conclusione di Neuner è netta: “Non siamo mai entrati in un bear market in un periodo in cui la liquidità stava espandendosi. Mai, nemmeno una volta nella storia”. Per questo, invita gli investitori retail a guardare agli stessi parametri osservati dalle istituzioni.
Con la Federal Reserve che segnala la fine della stretta, tassi in probabile discesa e una futura inversione verso nuove misure espansive, l’analista si aspetta che il PMI “inizi a volare” e che gli algoritmi istituzionali passino di nuovo in modalità “risk on”.
Nel suo ragionamento, i grandi player come Larry Fink non costruiscono strategie su grafici arcobaleno o leggende sul “quattro anni”. Guardano piuttosto alla liquidità, al bilancio della Fed e al PMI globale per definire i timing di ingresso.
Un ciclo che, per Neuner, non è ancora partito
La fase di debolezza attuale viene interpretata come una trappola psicologica: chi vende oggi, spaventato da un “fantasma del ciclo quadriennale”, potrebbe cedere monete proprio in prossimità del minimo, a vantaggio degli attori istituzionali.
Neuner arriva a definire “una bugia” l’idea che il mercato segua un rigido schema di quattro anni. Secondo lui, questo ciclo non sarebbe affatto concluso, anzi: sotto il profilo della liquidità globale, non sarebbe nemmeno davvero iniziato.
Nel complesso, la sua analisi invita a spostare lo sguardo da un semplice calendario predefinito a un intreccio più complesso di politica monetaria, indicatori macro e dinamica della liquidità, che potrebbe ridefinire i futuri cicli delle criptovalute.


