Le nuove previsioni Bitcoin diffuse da Standard Chartered riducono drasticamente le aspettative di prezzo per questo 2025, riflettendo il rallentamento della domanda istituzionale e dei flussi sugli ETF spot.
Summary
Standard Chartered taglia le stime di prezzo per il 2025
La banca multinazionale britannica Standard Chartered ha dimezzato il proprio obiettivo sul valore di Bitcoin per il 2025 a 100.000 dollari, rispetto ai precedenti 200.000 dollari indicati nei report precedenti. Contestualmente, il target di lungo periodo a 500.000 dollari è stato rinviato dal 2028 al 2030.
La revisione, contenuta in un rapporto pubblicato martedì, arriva dopo il brusco rallentamento del rialzo del mercato nel quarto trimestre. Inoltre, secondo l’analisi della banca, mancano al momento catalizzatori convincenti in grado di riportare rapidamente la principale criptovaluta su una traiettoria fortemente rialzista.
Al momento della pubblicazione del report, il prezzo di Bitcoin oscilla intorno a 90.600 dollari, in calo di circa l’1,3% nelle ultime 24 ore, stando ai dati di CoinGecko. Il quadro descritto è quello di un mercato in fase laterale, con volatilità compressa e scambi concentrati in un intervallo ristretto.
La fine della domanda corporate e il ruolo degli ETF
Alla base del downgrade c’è una revisione profonda delle aspettative di domanda, come sottolinea l’analista di Standard Chartered Geoffrey Kendrick. Secondo il suo scenario, una delle principali fonti di acquisto, ossia le tesorerie aziendali specializzate in asset digitali, ha ormai esaurito la propria spinta.
Kendrick evidenzia in particolare il caso di società come Strategy, ritenendo che la fase di acquisti aggressivi di Bitcoin da parte di queste entità “abbia fatto il suo corso”. Detto ciò, la banca stima che i futuri rialzi dei prezzi saranno di fatto sostenuti da un solo pilastro: la domanda proveniente dagli ETF spot quotati sul mercato statunitense.
Di conseguenza, l’andamento del mercato dipende sempre più dai flussi verso i fondi negoziati in borsa. Tuttavia, i dati più recenti mostrano un forte rallentamento: nel trimestre in corso gli afflussi netti si attestano intorno a 50.000 BTC, il livello più basso dalla nascita degli ETF spot negli Stati Uniti.
Rallentamento marcato dei flussi sugli ETF Bitcoin
Il quadro odierno appare in netto contrasto con quanto osservato a fine 2024, quando la domanda combinata di ETF e tesorerie digitali superava i 450.000 BTC per trimestre. Questo ridimensionamento, secondo Standard Chartered, giustifica un approccio più cauto sulle traiettorie di prezzo attese.
Nel complesso, la banca descrive un ecosistema in cui il potenziale degli strumenti regolamentati rimane intatto, ma con una fase di digestione dopo il boom iniziale. Inoltre, l’assenza di nuovi grandi acquirenti aziendali contribuisce a ridurre la pressione strutturale al rialzo sulla quotazione della principale criptovaluta.
In questo contesto, le previsioni Bitcoin della banca per i prossimi anni si basano soprattutto sulla capacità degli ETF di attrarre capitali freschi da parte di investitori istituzionali e retail, più che su ulteriori mosse straordinarie da parte delle tesorerie corporate.
Fed, politica monetaria e impatto sugli asset rischiosi
Il rapporto dedica ampio spazio anche al contesto macroeconomico e al ruolo della Federal Reserve. Secondo Standard Chartered, le pressioni politiche sull’istituto guidato da Jerome Powell stanno influenzando l’intera classe di asset rischiosi, criptovalute incluse.
Gli investitori puntano su un taglio dei tassi di un quarto di punto nella prossima decisione del FOMC. Tuttavia, la banca sottolinea che la reazione dei mercati dipenderà in larga misura dalle indicazioni fornite sulla traiettoria dei tassi nel corso del prossimo anno.
Inoltre, l’eventuale nomina di Kevin Hassett nel board del FOMC potrebbe favorire una linea di politica monetaria più accomodante. Un orientamento di questo tipo, ricorda il report, tende storicamente a sostenere gli investimenti in beni percepiti come “hard asset”, fra cui rientra anche Bitcoin utilizzato come copertura dall’inflazione e dall’incertezza monetaria.
Le previsioni di Bitcoin basate sui dati Fed
Sulla piattaforma di scommesse Myriad, una chiara maggioranza di utenti si aspetta che Hassett venga nominato Presidente della Fed entro marzo 2026. Questo scenario, se confermato, potrebbe rafforzare ulteriormente l’ipotesi di una politica meno restrittiva.
Detto ciò, Standard Chartered evidenzia come la visibilità sul quadro regolatorio e monetario resti limitata. Le decisioni dei prossimi mesi, soprattutto in termini di comunicazione ufficiale da parte della Fed, saranno quindi cruciali nel determinare il sentiment degli investitori verso gli asset digitali.
Inoltre, la banca sottolinea che l’attuale fase di mercato è particolarmente sensibile alle sorprese macroeconomiche. Una deviazione significativa dalle aspettative sui tassi potrebbe innescare movimenti improvvisi e anche violenti su Bitcoin e sull’intero comparto crypto.
Le previsioni di Bitcoin oltre i modelli storici dei cicli di halving
Nel suo commento, Kendrick afferma che “questa volta è davvero diverso”, prendendo esplicitamente le distanze dai tradizionali modelli basati sui cicli di halving. Secondo l’analista, il settore è ormai entrato in una fase in cui le dinamiche macro e regolamentari prevalgono sugli automatismi storici dell’offerta.
“Pensiamo che i crypto winter appartengano al passato”, scrive Kendrick, indicando che la banca non prevede più lunghi periodi prolungati di mercato ribassista come quelli osservati nei cicli precedenti. Tuttavia, ciò non esclude fasi di correzione o consolidamento, come dimostra l’andamento recente della principale criptovaluta.
In parallelo, la piattaforma Myriad mostra una valutazione del rischio coerente con questa visione: gli utenti attribuiscono soltanto una probabilità del 6% a un nuovo inverno delle criptovalute entro la fine di febbraio 2026, segnalando aspettative relativamente resilienti sul medio periodo.
Previsioni di breve termine per Bitcoin
Nelle ultime due settimane, Bitcoin ha testato più volte l’area dei 90.000 dollari, senza però riuscire a innescare un breakout deciso al rialzo. Il movimento laterale suggerisce un mercato in attesa di indicazioni più chiare sul fronte macroeconomico e regolamentare.
La banca ritiene che l’evoluzione di breve termine dipenderà in larga parte dall’esito della prossima riunione del Federal Open Market Committee e dalle parole del presidente della Fed in merito al percorso dei tassi nel 2025. Inoltre, eventuali sorprese sui flussi degli ETF spot potrebbero rapidamente cambiare il sentiment di mercato.
Nel complesso, Standard Chartered continua a immaginare uno scenario di apprezzamento di lungo periodo, pur con obiettivi più diluiti nel tempo. Il raggiungimento di quota 100.000 dollari entro il 2025 e di 500.000 dollari nel 2030 resta legato alla capacità del mercato di assorbire nuova domanda istituzionale e di convivere con un contesto macro in continua trasformazione.

