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ETF Bitcoin spot USA: afflussi record a inizio 2026 fino a 150 miliardi l’anno

Nei primi giorni di gennaio 2026 gli ETF Bitcoin spot statunitensi hanno registrato afflussi istituzionali robusti, accompagnando il recupero del prezzo di BTC dopo il rimbalzo di inizio anno.

Afflussi record: 1,2 miliardi di dollari in due giorni

I nuovi ETF quotati negli Stati Uniti hanno raccolto circa 1,2 miliardi di dollari di afflussi complessivi nei primi due giorni di contrattazioni del 2026. Il movimento ha coinciso con il recupero del prezzo di Bitcoin a inizio anno.

Nel dettaglio, il 2 gennaio i veicoli spot hanno registrato afflussi netti per 471 milioni di dollari, mentre il 5 gennaio i flussi giornalieri sono saliti a 697 milioni. Tuttavia, il 6 gennaio si è verificata una brusca inversione con deflussi netti per 243 milioni di dollari, in parallelo a una fase di consolidamento del prezzo.

La lettura di Bloomberg: ritmo da 150 miliardi l’anno

Secondo l’analista ETF di Bloomberg Eric Balchunas, il ritmo di raccolta osservato a inizio 2026, se annualizzato, corrisponde a circa 150 miliardi di dollari l’anno. Balchunas ha definito questi afflussi «da leone», sottolineando la forza della domanda nonostante un contesto non ancora euforico.

L’analista ha ricordato come gli ETF avessero già attratto 22 miliardi di dollari in condizioni di mercato difficili nel 2025. Inoltre, ha ipotizzato che, in uno scenario più favorevole per gli asset di rischio, la dinamica dei flussi potrebbe rafforzarsi ulteriormente rispetto ai livelli osservati finora.

ETF Bitcoin spot e dinamica dei flussi tra 2025 e 2026

Nel finale del 2025, diversi analisti avevano collegato i deflussi dagli ETF a smontaggi di posizioni di hedge fund, soprattutto quelle legate alle strategie di arbitraggio sul differenziale tra spot e future. In particolare, molti operatori avevano puntato con aggressività sulle cosiddette operazioni di basis trade.

Uno dei segnali più evidenti è stato il forte calo della leva sulla Chicago Mercantile Exchange (CME). Il rendimento del basis trade, cioè il differenziale tra prezzi dei future e spot su BTC, si è dimezzato, passando da circa +10% a intorno al 5%. Questo ridimensionamento ha reso meno attraente la strategia per le controparti più speculative.

Open interest CME e posizionamento di lungo periodo

All’inizio del 2026, l’analista James Van Straten ha evidenziato come i nuovi afflussi verso gli ETF non fossero accompagnati da un balzo dell’open interest sui future della CME. Secondo la sua lettura, l’assenza di un aumento marcato delle posizioni aperte indica maggiore convinzione di lungo periodo rispetto a semplici operazioni a leva.

Van Straten ha sottolineato che il prezzo di BTC stava segnando massimi crescenti senza che l’open interest tornasse sui livelli massimi precedenti. Inoltre, questo suggerisce che molte esposizioni sarebbero detenute senza coperture complesse, con flussi orientati direzionalmente al rialzo e non guidati da arbitraggi a somma zero.

In ogni caso, l’open interest alla CME resta inferiore ai picchi del 2025. Secondo i dati citati, le posizioni aperte risultavano ancora in calo di circa 10 miliardi di dollari, rispetto al massimo compreso tra 19 e 20 miliardi registrato nel corso del 2025.

Afflussi ETF e scenario di prezzo sopra 94.000 dollari

Se i flussi in ingresso dovessero stabilizzarsi su livelli elevati, senza un parallelo aumento delle scommesse a leva sulla CME, potrebbe delinearsi uno scenario costruttivo per la fase successiva del ciclo di BTC. In questo caso, un superamento deciso delle attuali resistenze tecniche diventerebbe più plausibile.

Il prezzo si è temporaneamente fermato intorno a 94.000 dollari dopo il rimbalzo di inizio anno, proprio in coincidenza con la giornata di deflussi dagli ETF del 6 gennaio. Tuttavia, in presenza di afflussi regolari e poco legati a strategie di arbitraggio di breve termine, un recupero sopra tale soglia potrebbe assumere maggiore solidità.

Oltre gli ETF: domanda retail e investitori sofisticati

La dinamica dei prezzi di BTC non dipende però solo dal comportamento degli ETF statunitensi. Oltre alla componente istituzionale, incidono anche la domanda da parte del retail, le scelte delle società che detengono BTC in tesoreria e l’operatività di investitori individuali più sofisticati, spesso attivi su più piattaforme.

Secondo i dati di CryptoQuant, nonostante il ritorno di flussi significativi sugli strumenti quotati, la domanda complessiva per BTC rimaneva negativa a inizio 2026. Inoltre, questa debolezza di fondo contribuisce a limitare l’ampiezza del rimbalzo di prezzo e a frenare tentativi di rally più estesi.

Resistenza chiave tra 94.000 e 96.000 dollari

Dal punto di vista tecnico, il cambio BTC/USDT su TradingView mostra che l’area compresa tra 94.000 e 96.000 dollari rappresenta una zona di resistenza particolarmente rilevante. Questa fascia di prezzo ostacola i rialzisti fin dalla fine di novembre e continua a essere il principale ostacolo lungo la strada.

Solo una rottura netta e confermata di questa barriera renderebbe più probabile un allungo verso la soglia psicologica dei 100.000 dollari. Detto ciò, l’eventuale superamento dipenderà non solo dalla prosecuzione degli afflussi, ma anche da un miglioramento tangibile della domanda complessiva sul mercato spot.

Prospettive: flussi, domanda effettiva e sostenibilità del rally

Nel complesso, le prime sedute del 2026 mostrano un quadro misto: afflussi consistenti nei prodotti quotati, ma con una giornata di deflussi e una domanda aggregata ancora debole. In questo contesto, gli ETF rappresentano solo una parte dell’equazione che determina l’andamento del prezzo.

Una ripresa più robusta e sostenibile potrebbe concretizzarsi solo se la domanda apparente tornasse stabilmente in territorio positivo, affiancando i flussi verso gli strumenti quotati. Per il momento, l’area dei 94.000–96.000 dollari resta una soglia tecnica determinante da monitorare nelle prossime settimane.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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