Nel corso del 2025, secondo un report di CoinGecko, il numero delle criptovalute morte ha raggiunto livelli senza precedenti, segnalando una saturazione estrema del mercato.
Summary
Oltre la metà dei token lanciati negli ultimi 5 anni è già inattiva
Negli ultimi cinque anni, più della metà dei nuovi asset digitali è scomparsa. Secondo un report di CoinGecko pubblicato il 12 gennaio, oltre il 50% delle criptovalute lanciate nel periodo considerato risulta oggi inattivo.
In particolare, sulle 20,2 milioni di quotazioni di token registrate su GeckoTerminal tra la metà del 2021 e la fine del 2025, ben 11,6 milioni, pari al 57,4%, sono morte nel solo 2025.
Detto ciò, questo dato evidenzia quanto il mercato sia stato invaso da asset di breve durata, privi di reale progettualità e destinati a esistere solo per poche ore o giorni.
Il 2025 concentra oltre l’85% dei fallimenti di progetto
Secondo il report, il 2025 è responsabile di oltre l’85% di tutti i fallimenti di progetti crittografici avvenuti negli ultimi cinque anni. Ciò significa che in dodici mesi si è consumata una vera e propria selezione di massa.
Rispetto al 2024, il numero di token falliti è stato superiore di oltre otto volte. Questo andamento coincide con l’esplosione di meme coin a bassissimo sforzo, schemi di pump and dump e token generati in automatico che hanno invaso reti come Solana (SOL), Base e BNB Chain durante il ciclo del 2025.
In questo contesto, il fenomeno delle criptovalute morte è diventato un indicatore chiave della qualità complessiva del mercato, ormai affollato da iniziative speculative e di brevissimo respiro.
Launchpad e token factory hanno abbassato drasticamente la soglia di ingresso
L’analista Shaun Paul Lee attribuisce il boom di lanci effimeri soprattutto alle piattaforme di lancio automatizzato, come pump.fun, che hanno abbassato in modo drastico la barriera tecnica ed economica per creare un token.
In altre parole, questi launchpad hanno spalancato le porte a una marea di progetti puramente speculativi, molti dei quali hanno registrato solo pochissimi scambi prima di scomparire, senza alcuna traccia di sviluppo successivo.
Inoltre, la facilità con cui è possibile utilizzare vere e proprie “token factory” ha contribuito alla proliferazione di asset fantasma, spesso privi di documentazione, community o casi d’uso concreti.
Un quarto trimestre 2025 da record negativo
L’ultimo trimestre del 2025 è stato il peggiore in assoluto. In soli tre mesi sono falliti 7,7 milioni di token, pari a circa il 35% di tutte le morti di criptovalute registrate dal 2021.
Tra i principali fattori scatenanti figura il crollo seguito alla cascata di liquidazioni del 10 ottobre 2025, quando posizioni a leva per 19 miliardi di dollari sono state azzerate in una sola giornata.
Secondo Lee, si è trattato del più grande evento di deleveraging mai osservato nel settore, con effetti a catena sia sulla liquidità sia sulla fiducia degli investitori nei progetti di nuova emissione.
Confronto con gli anni precedenti: da poche migliaia a milioni di fallimenti
Il contrasto con gli anni passati è netto. Nel 2021, lo stesso report segnala solo 2.584 fallimenti di progetto, un dato che appare quasi marginale rispetto all’ondata successiva.
Nel 2024, invece, il numero di token falliti è salito a circa 1,3 milioni. Tuttavia, è stato il 2025 a segnare la vera svolta, con un’esplosione di asset effimeri che ha sollevato serie preoccupazioni sulla qualità complessiva del mercato.
Inoltre, questi numeri suggeriscono che lo spazio crittografico è stato sempre più occupato da schemi opportunistici, mentre l’attenzione si è spostata progressivamente dai progetti strutturati a iniziative mordi e fuggi.
Preoccupazioni sulla qualità del mercato e il ruolo degli investitori retail
Le cifre del report hanno alimentato timori tra i trader riguardo alla reale solidità del settore. L’impressione diffusa è che l’ecosistema sia stato invaso da progetti senza utilità, creati soprattutto per sfruttare fasi di euforia speculativa.
Questa dinamica si riflette anche nel comportamento degli investitori al dettaglio. La partecipazione del pubblico è in calo e diversi segnali di mercato mostrano una crescente disillusione verso le promesse di arricchimento rapido.
Tuttavia, la selezione naturale indotta dall’alto tasso di fallimento potrebbe, nel medio periodo, favorire una maggiore attenzione verso progetti con fondamentali più solidi e modelli di business sostenibili.
Calano anche le visualizzazioni crypto su YouTube
Il cambiamento di sentiment è visibile anche nell’ecosistema dei contenuti online. Le visualizzazioni dei canali crypto su YouTube sono scese ai livelli più bassi dai primi mesi del 2021.
Secondo il report, una delle ragioni principali è la stanchezza degli utenti verso bot e pratiche predatorie, che spesso mettono in evidenza contenuti sensazionalistici a discapito di analisi più approfondite e informative.
Nel complesso, il 2025 emerge come un anno di svolta: un picco di sperimentazione, ma anche di fallimenti, da cui il mercato dovrà trarre lezione per puntare su qualità, trasparenza e reale utilità dei progetti.

