Con il nuovo servizio di prestiti Coinbase punta a sbloccare liquidità per gli utenti che partecipano allo staking di Ether, utilizzando il token cbETH come garanzia.
Summary
Prestiti Coinbase con cbETH: come funziona il nuovo servizio
La piattaforma statunitense Coinbase ha introdotto una funzione che consente agli utenti idonei di ottenere fino a 1 milione di USDC utilizzando il token di Ether in staking cbETH come collaterale. In questo modo è possibile accedere a liquidità senza dover interrompere lo staking.
I fondi presi in prestito vengono accreditati direttamente sull’account Coinbase del cliente subito dopo l’approvazione della richiesta. Contestualmente, la garanzia in cbETH viene trasferita on-chain a un protocollo terzo, che gestisce il finanziamento tramite smart contract.
Il prestito è strutturato come finanziamento sovra-garantito, con tassi di interesse variabili. Inoltre, l’importo massimo effettivamente ottenibile dipende dall’ammontare di criptovalute idonee depositate a garanzia e dal rapporto prestito/valore applicato.
Ruolo di Morpho e meccanismo del rapporto LTV
Il nuovo servizio è alimentato da Morpho, un protocollo di lending decentralizzato che opera on-chain e consente prestiti contro collaterale attraverso contratti intelligenti. Tuttavia, il controllo dell’idoneità dei clienti e l’interfaccia utente restano in capo a Coinbase.
Secondo la documentazione pubblicata dall’exchange, i mutuatari devono mantenere un rapporto loan-to-value inferiore all’86% per evitare la liquidazione automatica del collaterale e le relative penali. Un calo marcato del prezzo di Ether potrebbe avvicinare rapidamente il rapporto LTV a tale soglia.
Detto ciò, rispetto a un prestito in valuta fiat, il rischio di volatilità del collaterale in criptovaluta è più elevato. Per questo il sistema richiede una sovra-garanzia, aumentando la sicurezza del protocollo ma riducendo la leva effettiva per l’utente.
Chi può accedere al prestito garantito da cbETH
Il servizio è disponibile per clienti negli Stati Uniti, con l’esclusione dello Stato di New York. Nel Regno Unito l’accesso è limitato, in linea con le restrizioni locali sui prodotti crypto, come specificato sul sito dell’azienda.
Gli utenti possono utilizzare i fondi in USDC per acquisti di importo elevato, per ribilanciare il portafoglio o per spese occasionali, continuando al contempo a percepire le ricompense da staking su cbETH. Inoltre, la nuova funzione estende la gamma dei servizi di lending rispetto ai tradizionali prestiti istituzionali offerti dagli exchange.
Nel complesso, la possibilità di utilizzare cbETH come collaterale consente di aumentare la liquidità dello staking di Ether, trasformando un’attività tipicamente passiva in uno strumento più flessibile di gestione del capitale digitale.
Espansione dei servizi di staking di Coinbase negli USA
Coinbase ha avviato i servizi di staking di criptovalute nello Stato di New York verso la fine dello scorso anno, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal Department of Financial Services. Attualmente la piattaforma offre staking in 46 stati USA, con alcune eccezioni rilevanti.
In particolare, California, New Jersey, Maryland e Wisconsin hanno limitato o bloccato i programmi di staking al dettaglio, rendendo il servizio non accessibile per i residenti. Tuttavia, Coinbase continua a espandere la propria presenza regolamentata nelle altre giurisdizioni federali.
In un comunicato, la società ha attribuito il via libera di New York alla leadership del governatore Hochul, sottolineando come la maggiore chiarezza normativa permetta ai residenti dello Stato di accedere a opportunità economiche già disponibili per la maggior parte degli altri americani.
Prestiti Coinbase e tensioni regolamentari sul Clarity Act
Il lancio del nuovo prodotto avviene mentre Coinbase affronta un contesto regolatorio complesso a Washington, tra controversie sui rendimenti delle stablecoin e l’iter ancora incerto del cosiddetto Clarity Act, il disegno di legge sulla struttura dei mercati crypto.
Come riportato la scorsa settimana, il CEO di Coinbase ha ritirato il proprio sostegno alla bozza del provvedimento. Il settore risulta ora diviso: attori come Andreessen Horowitz sostengono il testo, mentre l’exchange statunitense contesta alcune disposizioni considerate penalizzanti.
Inoltre, il CEO di Robinhood ha dichiarato che lo staking è tra le funzionalità più richieste dagli utenti della piattaforma. Ha invitato i quattro stati che lo vietano a riconsiderare la propria posizione sulla finanza decentralizzata, ribadendo la necessità di norme che tutelino i consumatori senza bloccare l’innovazione.
Clarity Act, iter legislativo e centralità delle stablecoin
Il dirigente di Robinhood ha scritto su X che gli Stati Uniti hanno bisogno di una legislazione in grado di coniugare protezione degli investitori e sviluppo tecnologico. “Sosteniamo gli sforzi del Congresso per approvare la legge sulla struttura dei mercati. C’è ancora lavoro da fare, ma vediamo una strada percorribile e siamo qui per aiutare”, ha affermato.
La Senate Banking Committee ha rinviato il voto sul disegno di legge dopo l’annuncio, da parte di Coinbase, del ritiro del supporto, comunicato anch’esso su X. Le stablecoin rappresentano quasi il 20% dei ricavi della società, pari a 355 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2025, secondo la lettera agli azionisti.
Un osservatore delle politiche di Washington, coinvolto nel dibattito, stima al 40% la probabilità che la legge di struttura dei mercati venga approvata. Tuttavia, si interroga su quanto il testo potrà essere modificato senza comprometterne gli equilibri.
Le critiche di Coinbase sulla concorrenza e il quadro futuro
In un’intervista rilasciata a FOX Business, il CEO di Coinbase ha spiegato che la principale obiezione dell’exchange al Clarity Act riguarda l’equità concorrenziale. A suo avviso, la normativa rischia di favorire un singolo grande operatore bancario.
Secondo il dirigente, sarebbe “profondamente ingiusto” consentire a una sola banca di effettuare quella che definisce una forma di “regulatory capture” per escludere i concorrenti dal mercato. Invece, tutti dovrebbero competere su un piano paritario.
Nel complesso, il lancio del prestito fino a 1 milione di USDC con cbETH come garanzia evidenzia come Coinbase stia cercando di ampliare l’utilità dello staking, pur muovendosi in un quadro normativo statunitense ancora in fase di definizione.

