Nell’iter del Clarity Act in Senato si registra un passo avanti decisivo, dopo il ritiro di un emendamento contestato sulle commissioni applicate alle carte di credito.
Summary
Il ritiro dell’emendamento sulle swipe fee
Il senatore repubblicano Roger Marshall ha ritirato un emendamento politicamente sensibile che avrebbe imposto maggiore concorrenza sulle commissioni di transazione delle carte di credito, le cosiddette swipe fee. Secondo Politico, la misura rischiava di bloccare l’intero pacchetto legislativo sulle risorse digitali.
L’emendamento, depositato da Marshall la scorsa settimana, puntava a intervenire sui costi a carico degli esercenti. Tuttavia, nel fine settimana, il senatore ha comunicato l’intenzione di rinunciare alla proposta, secondo quanto riferito da fonti anonime citate da Politico.
Altri esponenti repubblicani si preparavano a contrastare il testo sulle commissioni, creando una frattura interna che avrebbe potuto rallentare in modo significativo l’iter della legge sulle criptovalute.
Obiettivi e portata del Clarity Act
Il Clarity Act gode di un sostegno trasversale tra repubblicani e democratici. La proposta di legge punta a rafforzare la legittimazione degli asset digitali da parte del Congresso e dell’amministrazione del presidente Donald Trump.
L’obiettivo è integrare in modo più organico gli strumenti basati su blockchain e le tecnologie correlate nel sistema finanziario tradizionale. Inoltre, il testo è considerato un tassello chiave per ridurre l’incertezza normativa che da anni grava sul settore.
Detto ciò, la rimozione dell’emendamento sulle commissioni carte elimina un ostacolo, ma non chiude il dibattito politico attorno alla regolamentazione complessiva delle criptovalute.
L’opposizione di Coinbase sulla questione stablecoin
Il percorso della legge si è complicato all’inizio del mese, quando il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha ritirato in modo improvviso il proprio sostegno al disegno di legge. La decisione ha colto di sorpresa molti operatori del settore.
Armstrong contesta in particolare il divieto per i clienti di ottenere rendimento sui stablecoin previsto dal testo. Secondo lui, questa restrizione limiterebbe in modo eccessivo uno dei principali casi d’uso degli asset ancorati a valute fiat.
La presa di posizione del numero uno di Coinbase ha innescato tensioni con altri leader del mondo crypto, che continuano a sostenere la normativa. In questo contesto, il Clarity Act in Senato resta un banco di prova per i rapporti di forza interni all’industria.
Un settore sotto pressione tra prezzi e regolamentazione
Le divisioni sulla legge si inseriscono in una fase complicata per l’intero comparto. Negli ultimi mesi, i principali asset digitali hanno registrato ribassi significativi rispetto ai massimi recenti.
Bitcoin è in calo di circa 31% rispetto al record storico raggiunto in ottobre. In parallelo, Ethereum perde circa 40% dai massimi dello scorso anno, mentre Solana segna un ribasso di circa 50% sullo stesso periodo.
Questo arretramento è avvenuto nonostante un atteggiamento più favorevole della Casa Bianca. In luglio, Trump ha firmato il Genius Act, che ha introdotto un quadro regolatorio dedicato alle stablecoin, alimentando inizialmente l’ottimismo sui mercati.
Dalla Genius Act al nuovo quadro per gli asset digitali
Dopo la firma del Genius Act, le principali criptovalute hanno toccato nuovi massimi storici nei mesi successivi. Tuttavia, a partire da ottobre, i prezzi hanno iniziato a scendere e non sono ancora riusciti a tornare sui livelli precedenti.
Nel complesso, il Clarity Act viene visto come un possibile completamento del lavoro avviato con il precedente provvedimento sulle stablecoin. Inoltre, molti operatori sperano che una cornice normativa più chiara possa ridurre la volatilità di medio periodo.
Ciononostante, la combinazione tra mercati in calo e disaccordi interni all’industria tende a rallentare il consolidamento di un consenso ampio sulla riforma.
Prossime tappe: voto della Commissione Agricoltura
La Commissione Agricoltura del Senato dovrebbe esprimersi sul disegno di legge nella mattinata di giovedì. Il voto rappresenta un passaggio cruciale nella traiettoria del provvedimento.
Se il testo supererà questo snodo, la normativa potrà procedere nel percorso parlamentare, offrendo al settore delle criptovalute una prospettiva più definita dopo mesi di incertezza.
In definitiva, il voto in Commissione darà una prima indicazione concreta sulle possibilità di approvazione del Clarity Act e sul futuro quadro regolatorio per gli asset digitali negli Stati Uniti.

