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Negozi: il 39% dei merchant negli USA accettano criptovalute

Nel commercio statunitense cresce rapidamente la quota di negozi che accettano criptovalute, spinta da clienti sempre più interessati a usare asset digitali nei pagamenti quotidiani.

Crypto nei pagamenti: adozione in forte accelerazione

Una nuova ricerca della National Cryptocurrency Association (NCA), realizzata insieme a PayPal, indica che quasi quattro merchant su dieci negli Stati Uniti (il 39%) accettano già pagamenti in criptovalute al checkout. Inoltre, più di quattro su cinque (l’84%) ritengono che le transazioni in asset digitali diventeranno comuni entro cinque anni.

Lo studio, diffuso da San Jose e Miami, segnala quindi un passaggio delle criptovalute da strumento di investimento a mezzo di pagamento reale. Tuttavia, emergono ancora ostacoli legati a semplicità d’uso e comprensibilità dei servizi da parte delle imprese.

Domanda dei clienti e benefici percepiti per i merchant

La spinta principale arriva dalla clientela: quasi nove merchant su dieci (88%) dichiarano di ricevere richieste per pagare in crypto, e oltre due terzi (69%) affermano che i clienti vogliono usare questi strumenti almeno una volta al mese.

Inoltre, quattro merchant su cinque (79%) ritengono che accettare pagamenti in criptovalute possa aiutarli ad attrarre nuovi clienti, confermando il ruolo delle crypto come leva di crescita e non solo come alternativa ai metodi tradizionali.

Negozi che accettano criptovalute: impatto sulle vendite

Tra le imprese che già integrano asset digitali nei propri sistemi di pagamento, il contributo è rilevante: in media, il 26% delle vendite totali avviene in crypto. Inoltre, circa tre quarti (72%) di questi merchant segnalano un aumento delle vendite in criptovalute nell’ultimo anno.

Questo dato suggerisce che, una volta implementati, i pagamenti crypto per negozi tendono a consolidarsi nell’operatività quotidiana, con una crescita progressiva dell’utilizzo da parte dei clienti abituali.

Chi guida l’adozione: grandi imprese e settori più esposti

L’adozione non è più confinata agli early adopter. Il tasso di utilizzo è massimo tra le grandi aziende con oltre 500 milioni di dollari di fatturato annuo: il 50% accetta già crypto, contro il 34% delle piccole imprese e il 32% delle medie.

Alcuni comparti risultano particolarmente avanzati: ospitalità e viaggi registrano un tasso di adozione dell’81%; digital goods, gaming, lusso e retail specializzato si attestano al 76%; il retail ed e-commerce tradizionale raggiunge il 69%.

Vantaggi competitivi e profilo dei consumatori

I merchant individuano vari benefici nell’accettare crypto. Tra i principali: velocità di transazione (45%), accesso e attrazione di nuova clientela (45%), maggiori funzionalità di sicurezza (41%) e maggiore privacy per i clienti (40%).

Millennial e Gen Z trainano la domanda: il 77% dei merchant segnala il maggiore interesse tra i primi, mentre il 73% indica Gen Z o più giovani. Tuttavia, tra le piccole imprese le richieste da Gen Z salgono all’82%, contro il 67% delle medie aziende e il 65% delle grandi.

Esperienze dei piccoli esercizi: il caso Win Win Coffee

Nikisha Bailey, cofondatrice di Win Win Coffee, sottolinea l’importanza di allineare i metodi di pagamento alle abitudini dei clienti. Secondo Bailey, la possibilità per le piccole imprese di sperimentare nuovi strumenti in modo organico e accessibile è cruciale per crescere insieme alla propria base clienti.

Detto ciò, la flessibilità nei pagamenti è vista come un fattore essenziale per permettere alle realtà indipendenti di non restare indietro rispetto ai consumatori più digitalizzati e ai grandi operatori del settore.

Barriere all’adozione: semplicità e user experience

Nonostante il forte interesse, restano barriere operative. Una quota molto ampia di merchant, pari al 90%, sarebbe disposta a sperimentare i pagamenti in crypto se l’esperienza fosse semplice quanto quella delle carte tradizionali.

Allo stesso modo, il 90% degli intervistati si dichiara propenso a integrare asset digitali nel checkout se il processo di attivazione fosse paragonabile, per facilità, all’accettazione delle carte di credito. Tuttavia, oggi molti operatori percepiscono ancora complessità tecniche e di comprensione.

Il ruolo delle piattaforme e delle partnership

Per Stu Alderoty, presidente della NCA, il problema principale non è la mancanza di interesse, ma la scarsa comprensione di come le crypto possano inserirsi nella vita quotidiana. Troppe persone non vedono ancora un collegamento diretto con i consumi di tutti i giorni.

In questo contesto, Alderoty evidenzia l’importanza di partnership con piattaforme considerate affidabili, come PayPal. L’obiettivo è colmare il gap di conoscenza e dimostrare che gli strumenti digitali possono essere semplici, accessibili e gestibili per aziende e consumatori.

Profilo e missione della National Cryptocurrency Association

La National Cryptocurrency Association è un’organizzazione 501(C)(4) dedicata all’educazione dei consumatori sull’utilizzo delle crypto. Secondo l’associazione, gli asset digitali stanno già migliorando la vita di milioni di americani.

Tuttavia, la disinformazione ha rallentato l’adozione da parte di chi potrebbe trarne maggiore beneficio. Per questo la NCA punta a raccontare storie concrete di persone e imprese, offrendo risorse educative, guide e supporto tramite partnership e servizi dedicati.

PayPal e l’evoluzione dei pagamenti digitali

PayPal da oltre 25 anni sviluppa soluzioni per semplificare pagamenti, incassi e acquisti a livello globale. La società offre esperienze progettate per rendere lo scambio di denaro più semplice, personalizzato e sicuro.

Oggi PayPal supporta consumatori e aziende in circa 200 mercati, consentendo loro di partecipare e crescere nell’economia globale. La collaborazione con la NCA si inserisce in questa strategia di ampliamento dell’uso di tecnologie digitali nei pagamenti.

Metodologia della ricerca e campione analizzato

L’indagine è stata condotta online negli Stati Uniti da The Harris Poll per conto della NCA tra il 21 e il 27 ottobre 2025. Il campione comprendeva 619 decision maker responsabili delle strategie di pagamento.

I partecipanti lavorano a tempo pieno nei settori retail/e-commerce, hospitality/viaggi, lusso/specialty e digital goods/gaming, con ruoli nel C-level, nelle aree e-commerce/digital, finance o marketing. Il margine di errore statistico è di circa ±3,9 punti percentuali al 95% di livello di confidenza.

Prospettive future per i pagamenti digitali

Nel complesso, i dati indicano che i negozi stanno rapidamente integrando le crypto nei propri canali di incasso, guidati dalla domanda dei clienti e dalla ricerca di maggiore efficienza.

Se le soluzioni di pagamento riusciranno a offrire un’esperienza semplice e comparabile alle carte, l’adozione delle criptovalute nel retail fisico e online potrebbe accelerare ulteriormente, trasformando gli asset digitali in una componente stabile dell’infrastruttura dei pagamenti globali.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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