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Escape Velocity lancia un nuovo fondo DePIN da 61,74 milioni

Nonostante il raffreddamento del mercato crypto, un nuovo fondo DePIN guidato da Escape Velocity punta a scommettere sulla prossima generazione di infrastrutture decentralizzate fisiche.

Escape Velocity chiude un secondo fondo su DePIN e crypto

Il venture fund emergente Escape Velocity ha raccolto 61,74 milioni di dollari per il suo secondo veicolo di investimento dedicato alle infrastrutture fisiche decentralizzate e, più in generale, al mondo crypto. Il closing del nuovo fondo è avvenuto a dicembre, in una fase in cui il mercato delle criptovalute si presenta debole e poco favorevole al rischio.

Tra i sottoscrittori figurano nomi di primo piano del venture capital. Hanno partecipato il cofondatore di Andreessen Horowitz, Marc Andreessen, e l’investitore fintech Micky Malka di Ribbit Capital. Inoltre, il fondo di fondi Cendana ha investito 15 milioni di dollari, l’assegno più rilevante del veicolo, come ha spiegato il cofondatore Mahesh Ramakrishnan.

Contesto di mercato: Bitcoin fermo e token DePIN ai minimi

Mentre Bitcoin inizia il 2026 muovendosi lateralmente, il sentiment verso molti segmenti del settore crypto è peggiorato. In particolare, i token legati alla cosiddetta decentralized physical infrastructure hanno sofferto pesanti ribassi.

Progetti come il servizio di telefonia decentralizzato Helium e la rete di mappatura Hivemapper trattano vicino ai minimi storici. Tuttavia, nonostante il quadro sfavorevole, alcuni investitori restano convinti del potenziale di lungo periodo di questo modello.

Cosa sono le infrastrutture fisiche decentralizzate

Il cuore della proposta di valore delle criptovalute è la decentralizzazione. Negli anni sono nate reti finanziarie, valute e asset che non dipendono dal controllo di un singolo attore. Il passo successivo è stato portare questo paradigma oltre il digitale.

Le iniziative DePIN puntano infatti a costruire reti peer-to-peer per servizi fisici, come Wi-Fi, piani telefonici o persino droni. In cambio del contributo di banda, hardware o copertura, gli utenti vengono generalmente remunerati con criptovalute emesse dai singoli progetti.

Perché Escape Velocity punta sul fondo DePIN

Nonostante l’attenzione mediatica, il settore non ha ancora espresso un caso d’uso davvero mainstream. Mahesh Ramakrishnan, definito da alcuni osservatori un “cheerleader di DePIN”, ritiene però che si tratti solo di una questione di tempo prima che emergano progetti di scala.

Secondo l’investitore, negli ultimi tre anni molti team hanno lanciato token quando non avevano ancora un prodotto funzionante. Sono state emesse criptovalute basate soprattutto sull’hype e su idee ancora tutte da dimostrare, con evidenti rischi per la sostenibilità delle reti.

Strategia di selezione: oltre l’hype dei token

In contrasto con questo approccio, Ramakrishnan e il cofondatore Salvador Gala, inserito nella lista Forbes 30 Under 30 nella categoria finanza, sostengono di voler individuare infrastrutture decentralizzate con fondamentali più solidi. L’obiettivo dichiarato è concentrarsi su progetti capaci di generare reale utilizzo, non solo speculazione.

I due si sono conosciuti come stagisti in Goldman Sachs. Gala è poi diventato investitore in Ribbit Capital, il venture fund che ha sostenuto player fintech come Robinhood, Revolut e Coinbase. Ramakrishnan, invece, ha lasciato la banca d’affari per entrare in Apollo Global Management, colosso del private equity.

La nascita del fondo e i primi investimenti

Nel 2022, nonostante un contesto di mercato particolarmente negativo per le criptovalute, i due amici e appassionati di digitale hanno deciso di lanciare il loro primo fondo. Ramakrishnan ha spiegato di essere stato colpito dall’idea di usare incentivi crittografici per creare vere e proprie comunità economiche attorno ai progetti.

Quell’anno Escape Velocity ha raccolto 20 milioni di dollari da alcuni tra i più noti investitori crypto. Fra questi figurano i fondatori di Andreessen Horowitz, Multicoin e Framework Ventures. Con questo capitale, il team ha sostenuto diverse realtà DePIN, tra cui le startup di energia solare Daylight e Glow.

Ritorni, orizzonte temporale e ruolo di Cendana

Per ora il fondo non ha ancora restituito capitali significativi ai limited partner. Gli investitori, però, hanno un orizzonte di 10 anni, tipico dei veicoli di venture capital, e sono consapevoli dei tempi lunghi necessari alla maturazione delle partecipazioni.

Detto ciò, la trazione ottenuta dalle partecipate ha convinto il mercato. Escape Velocity è infatti riuscita a triplicare le dimensioni del primo veicolo con questo secondo fondo. Secondo Graham Pingree, partner di Cendana, la società ha una posizione privilegiata per intercettare alcuni tra i migliori founder e progetti in costruzione nell’ecosistema delle infrastrutture decentralizzate.

Nel complesso, il nuovo veicolo conferma l’interesse di capitali istituzionali verso i modelli DePIN, nonostante la fase di debolezza dei token di settore. La capacità di selezionare progetti con reale utilità e adozione resterà il fattore chiave per trasformare il potenziale teorico delle infrastrutture fisiche decentralizzate in casi d’uso diffusi.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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