Nelle prossime settimane la legge sulle criptovalute potrebbe tornare al centro del dibattito a Washington, con un tentativo di mediazione diretto dalla Casa Bianca tra settore crypto e banche.
Summary
Trump rilancia il negoziato sul disegno di legge CLARITY
Secondo Reuters, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump punta a sbloccare il disegno di legge sul mercato crypto, noto come CLARITY Act, finora fermo al Congresso. Il 2 febbraio la Casa Bianca incontrerà aziende del settore e istituti bancari per cercare un compromesso che consenta di far avanzare il testo.
Il nodo centrale riguarda i rendimenti stablecoin, che hanno contrapposto i due comparti e rallentato l’iter parlamentare. Le tensioni su questo punto hanno già eroso il consenso bipartisan che aveva inizialmente sostenuto il provvedimento.
Il ritiro di Coinbase e lo stop in Commissione bancaria
Il disegno di legge ha subito una battuta d’arresto a metà gennaio, quando Coinbase ha ritirato il proprio sostegno, parlando di “troppi problemi” nel testo. Tra questi, la società ha indicato in particolare il divieto esplicito di ricompense sulle stablecoin e sulle securities tokenizzate.
Di conseguenza, il previsto voto sul testo in seno al Senate Banking Committee è stato rinviato, lasciando la riforma in sospeso. Da allora lo scontro tra settore finanziario tradizionale e industria crypto si è intensificato, rendendo più complessa la ricerca di un accordo.
Secondo indiscrezioni, anche la Casa Bianca avrebbe espresso insoddisfazione per la rottura e avrebbe invitato Coinbase a tornare al tavolo negoziale. Tuttavia, le distanze sui punti chiave del provvedimento restano significative.
Priorità politiche e rischio di stallo
Nel frattempo, al gruppo della Commissione bancaria del Senato è stato chiesto di concentrarsi con maggiore urgenza sulle politiche per l’edilizia residenziale a prezzi accessibili. Questo ha relegato il dossier crypto in secondo piano rispetto ad altre priorità legislative.
Il contesto generale è reso ancora più complesso da una tempesta invernale in corso, dal rischio di shutdown del governo federale e dall’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato di novembre. Per questo molti osservatori temevano che il disegno di legge potesse finire definitivamente in un vicolo cieco.
Detto ciò, il nuovo impulso negoziale da parte dell’amministrazione ha riacceso l’ottimismo. Se il compromesso su stablecoin e banche dovesse riuscire, potrebbe nascere la più importante iniziativa di regolamentazione stablecoin dai tempi del quadro normativo definito con il GENIUS Act.
L’incontro alla Casa Bianca e la ricerca di compromesso
L’appuntamento del 2 febbraio alla Casa Bianca è stato presentato come un tentativo di trovare un punto di equilibrio sui rendimenti offerti dalle stablecoin tra operatori crypto e istituti di credito. In questa fase, la legge sulle criptovalute rappresenta un banco di prova per la cooperazione tra i due mondi.
Summer Mersinger, amministratrice delegata della Blockchain Association, organizzazione che rappresenta tra gli altri Coinbase, Kraken e Ripple, ha dichiarato che il gruppo guarda con favore al confronto. L’obiettivo, ha spiegato, è lavorare con i legislatori di entrambi i partiti per approvare norme stabili sul mercato e mantenere gli Stati Uniti come “capitale mondiale delle crypto”.
Anche Cody Carbone, alla guida del trade group The Digital Chamber, ha lodato la decisione della Casa Bianca di “riunire tutte le parti al tavolo delle trattative”. Inoltre, i commenti dei principali attori del settore indicano una forte volontà di ottenere regole chiare senza sacrificare l’innovazione.
Il peso politico della lobby crypto negli Stati Uniti
Durante la campagna del 2024, Trump ha ricevuto un forte sostegno da imprese e investitori legati alle valute digitali, promettendo in cambio maggiore chiarezza regolamentare per l’industria. Questo legame politico contribuisce oggi a tenere alta l’attenzione sul dossier.
Qualunque sia l’esito del negoziato sul CLARITY Act criptovalute, il settore non sembra intenzionato a restare spettatore. Il Super PAC del comparto, Fairshake, ha annunciato un tesoretto da 193 milioni di dollari in vista delle elezioni di metà mandato di novembre negli Stati Uniti.
Josh Vlasto, portavoce di Fairshake, ha ricordato che con l’avvicinarsi del voto il comitato è “unito” nella missione di contrastare i politici ostili alle crypto e sostenere i candidati favorevoli. Inoltre, il gruppo punta a mantenere un ruolo di primo piano nel dibattito regolatorio a Washington.
I finanziamenti record di Fairshake
Dallo scorso luglio Fairshake ha raccolto ulteriori 74 milioni di dollari, consolidando il proprio peso nella lobbying industria crypto statunitense. Tra questi, 25 milioni di dollari arrivano da Coinbase e altri 25 milioni di dollari da Ripple, mentre 24 milioni di dollari sono stati versati dalla società di venture capital a16z.
Secondo diversi analisti, con questi numeri Fairshake è ora il secondo Super PAC per entità dei fondi disponibili negli Stati Uniti. Nel complesso, ciò conferma la crescente influenza politica del comparto delle valute digitali sul processo legislativo federale.
Prospettive per la regolamentazione del mercato crypto
Nel complesso, il negoziato guidato dalla Casa Bianca potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per definire il quadro normativo di stablecoin e servizi collegati. Un accordo su rendimenti e tutele per gli investitori sarebbe un segnale importante per mercati e operatori internazionali.
Resta da capire se il compromesso riuscirà a soddisfare tanto le esigenze di innovazione delle aziende crypto quanto le richieste di sicurezza e stabilità avanzate dalle banche. Tuttavia, l’attivismo politico e finanziario del settore indica che la partita sulla regolamentazione del mercato digitale è tutt’altro che chiusa.

