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Tokenizzazione dei diamanti: Billiton e Ctrl Alt spostano 280 milioni on-chain su XRP Ledger

Nell’ambito della crescente tokenizzazione dei diamanti, Billiton Diamond e Ctrl Alt hanno trasferito oltre 280 milioni di dollari in pietre lucidate certificate su XRP Ledger negli Emirati Arabi Uniti.

Diamanti lucidati per oltre 280 milioni di dollari portati on-chain

Le società Billiton Diamond e Ctrl Alt hanno annunciato di aver movimentato più di 280 milioni di dollari in diamanti lucidati certificati su una infrastruttura on-chain negli Emirati Arabi Uniti.

Gli asset fisici sono custoditi tramite le soluzioni enterprise di Ripple, mentre i relativi token vengono emessi e gestiti sul XRP Ledger, creando un collegamento diretto tra inventario reale e rappresentazione digitale.

In totale, il progetto ha già tokenizzato oltre 1 miliardo di AED (circa 280 milioni di dollari) in inventario di diamanti lucidati detenuti negli Emirati, secondo quanto riferito dalle due società.

Un’infrastruttura istituzionale per la tokenizzazione dei diamanti

L’iniziativa viene presentata come un’infrastruttura di livello istituzionale per la tokenizzazione dei diamanti lucidati, con l’obiettivo di standardizzare il passaggio da pietre fisiche a rappresentazioni digitali scambiabili.

Secondo i promotori, la pipeline mira a ridurre i tempi di regolamento e a migliorare i dati di provenienza dei diamanti, grazie a registri on-chain più trasparenti e facilmente verificabili dagli operatori.

Detto ciò, il progetto colloca Ripple principalmente nel livello infrastrutturale: la società fornisce gli strumenti di custodia e il framework di token, ma non gestisce direttamente il marketplace o la negoziazione dei token.

Ruolo di Ripple tra custodia e infrastruttura token

Le imprese coinvolte hanno spiegato che le soluzioni di custodia Ripple a livello enterprise sono utilizzate per mettere in sicurezza l’inventario tokenizzato, garantendo la segregazione e il controllo degli asset fisici sottostanti.

Al tempo stesso, il XRP Ledger gestisce l’emissione e il trasferimento dei token, fungendo da livello “plumbing” dell’operazione, ovvero l’infrastruttura tecnica su cui poggia l’intero flusso di token.

Tuttavia, gli aspetti realmente critici per la riuscita di un mercato di commodity tokenizzate non riguardano solo la creazione dei token, ma la loro effettiva negoziabilità con spread contenuti, prezzi affidabili e meccanismi di riscatto chiari.

Questioni aperte su prezzi, lotti minimi e riscatti

Le società hanno anticipato una serie di funzionalità di “ciclo di vita” dei token, tra cui custodia, trasferimenti e preparazione a un eventuale mercato secondario per diamanti tokenizzati, ma senza fornire ancora una documentazione operativa dettagliata.

Inoltre, non sono stati resi noti i meccanismi di riscatto dei diamanti tokenizzati, ossia le modalità concrete con cui un detentore di token potrà richiedere la consegna delle pietre fisiche corrispondenti.

Restano da chiarire anche la dimensione dei lotti minimi negoziabili e i criteri di formazione dei prezzi per le singole pietre, elementi fondamentali per valutare la reale liquidità e scalabilità del progetto oltre una fase pilota controllata.

Approccio regolamentare e ruolo di Dubai

La prosecuzione dell’iniziativa dipende in modo significativo dalla approvazione VARA per la tokenizzazione: qualsiasi lancio esteso della piattaforma e un’eventuale distribuzione più ampia richiederanno il via libera dell’autorità di vigilanza di Dubai.

In questo contesto, il Dubai Multi Commodities Centre (DMCC) ha dichiarato di aver svolto un ruolo di coordinamento, collegando i diversi stakeholder e sostenendo lo sviluppo dell’ecosistema legato alla tokenizzazione delle commodity.

Inoltre, l’emirato punta a trasformare i real world asset in una vera linea di business, utilizzando progetti come questo per consolidare il proprio posizionamento come hub globale per la finanza digitale regolamentata.

Prospettive per la tokenizzazione dei diamanti

Nel complesso, il progetto di Billiton Diamond e Ctrl Alt rappresenta un test di scala istituzionale per integrare inventari di pietre preziose nel mondo on-chain attraverso una infrastruttura standardizzata.

Tuttavia, la capacità di attrarre investitori e operatori di mercato dipenderà dalla chiarezza su prezzi, lotti, governance e diritti di riscatto, oltre che dagli sviluppi regolamentari a Dubai.

Se questi elementi verranno definiti in modo trasparente e conforme, l’esperimento potrebbe diventare un modello di riferimento per future iniziative di tokenizzazione di asset fisici nel settore dei metalli e delle gemme.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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