Nel segmento delle soluzioni su Ethereum arriva privacy layer Payy, una nuova rete di secondo livello che punta a rendere riservati per impostazione predefinita i trasferimenti di token ERC-20 da wallet come MetaMask.
Summary
Payy porta la privacy di default sui trasferimenti ERC-20
Il progetto Payy, già noto per il suo wallet orientato alla privacy e per una carta crypto collegata al circuito Visa, ha annunciato mercoledì su X il lancio di un nuovo layer 2 su Ethereum. Questa rete può essere integrata direttamente in MetaMask e rende i trasferimenti di token ERC-20 privati di default, senza richiedere modifiche agli smart contract esistenti.
Payy sottolinea come, in passato, le soluzioni per la riservatezza comportassero compromessi significativi: user experience complessa, liquidità frammentata e compatibilità limitata. Con la nuova infrastruttura, secondo il team, la privacy diventa «invisibile» per l’utente finale.
Come funziona il nuovo layer 2 di Payy
Secondo il sito ufficiale del progetto, l’obiettivo è rendere l’uso delle stablecoin privato per impostazione predefinita, mantenendo al contempo il supporto per tutti i token ERC-20. Inoltre, l’architettura è pensata per integrarsi con gli strumenti esistenti, riducendo al minimo gli interventi tecnici da parte degli sviluppatori.
La rete di secondo livello instrada le transazioni attraverso pool ERC-20 privati. In questo modo, quando gli utenti utilizzano wallet tradizionali come MetaMask, le operazioni vengono automaticamente veicolate in questi pool, nascondendo di fatto la destinazione finale dei fondi che, sulla mainnet pubblica, sarebbe invece visibile a chiunque.
Quando l’utente interagisce con protocolli di finanza decentralizzata tramite smart contract, i fondi vengono prima prelevati verso un nuovo indirizzo appena generato. Tuttavia, questa logica resta interamente gestita dall’infrastruttura, senza modificare il flusso abituale di utilizzo delle dApp.
Target: istituzioni, fintech e utenti attenti alla privacy
Payy dichiara di rivolgersi in particolare a due segmenti di mercato. Da un lato, le istituzioni e le società fintech interessate a portare flussi on-chain «senza il timore di analisi e sfruttamento» dei dati di transazione. Dall’altro, gli utenti orientati alla riservatezza che desiderano strumenti semplici, senza gestire più wallet in parallelo.
Secondo il team, i cosiddetti crypto native continueranno a usare i loro wallet e applicazioni abituali, mentre fintech e operatori della finanza tradizionale verranno supportati tramite partner distributivi. Detto ciò, l’enfasi resta sulla possibilità di attivare la privacy senza cambiare abitudini operative.
Privacy layer Payy e gestione dei dati off-chain
Un elemento centrale dell’architettura è rappresentato dai cosiddetti Privacy Vaults off-chain. I dati relativi alle transazioni private non restano integralmente on-chain, ma vengono inviati a questi depositi di informazioni esterni, riducendo l’esposizione pubblica delle attività degli utenti.
Gli utilizzatori possono scegliere di interagire solo con determinate applicazioni o contratti intelligenti, bilanciando il proprio livello di riservatezza con le esigenze di compliance regolamentare. Inoltre, questa modularità consente a soggetti istituzionali di impostare policy personalizzate nella gestione dei flussi.
Bootstrap della rete e adozione iniziale
Per avviare l’ecosistema, Payy prevede di effettuare il bootstrap del nuovo layer 2 partendo da una base di 100.000 utenti che già utilizzano il suo servizio di wallet. Inoltre, il team ha anticipato il coinvolgimento di «alcuni dei maggiori operatori nel settore delle stablecoin», i cui nomi saranno comunicati nelle prossime settimane.
In un ulteriore post su X, Payy ha affermato di considerare la privacy come «l’ultima barriera» all’adozione di massa delle criptovalute. Secondo il progetto, rimuovere questo ostacolo potrebbe aprire la strada alla migrazione on-chain dell’economia globale dei pagamenti, stimata in 2 quadrilioni di dollari, senza trasformare ogni transazione in una potenziale fuga di dati.
Contesto di mercato: il ritorno degli strumenti di privacy
Il lancio di Payy si inserisce in una fase in cui la domanda di strumenti per la tutela della riservatezza torna a crescere. Nel corso del 2025, diversi token focalizzati sulla privacy, tra cui Monero e Zcash, hanno registrato una nuova ondata di interesse, in contrasto con il raffreddamento osservato in altre fasi di mercato.
Parallelamente, anche l’ecosistema Ethereum sta lavorando su funzionalità di privacy a livello di wallet, ad esempio tramite l’iniziativa Kohaku. Inoltre, a settembre la Ethereum Foundation ha presentato una roadmap dedicata alla privacy, con l’obiettivo dichiarato di evitare che la rete diventi «l’infrastruttura portante della sorveglianza globale».
Prospettive per la privacy on-chain
Nel complesso, soluzioni come il nuovo layer 2 di Payy e l’evoluzione degli strumenti nativi di Ethereum indicano una convergenza verso una maggiore riservatezza dei flussi on-chain. La sfida principale resta conciliare privacy, regolamentazione e usabilità.
In questo quadro competitivo, privacy layer Payy punta a differenziarsi offrendo trasferimenti di token ERC-20 schermati per impostazione predefinita, integrabili nei wallet esistenti e con un modello di gestione dati off-chain pensato per utenti retail, fintech e investitori istituzionali.

