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Binance controlla l’89% della stablecoin USD1 legata alla famiglia Trump

Nell’ecosistema delle valute digitali, la crescente concentrazione della stablecoin USD1 su Binance solleva interrogativi su liquidità, rischi di controparte e implicazioni politiche negli Stati Uniti.

Binance arriva a custodire l’89% di USD1

Secondo la piattaforma di analisi on-chain Arkham, l’exchange Binance custodisce oggi circa l’89% dei token USD1 in circolazione. Si tratta di una quota senza precedenti per una stablecoin di grandi dimensioni, che evidenzia il ruolo centrale dell’exchange nella gestione e nella liquidità del token.

USD1 è un token ancorato al dollaro statunitense emesso da World Liberty Financial, venture crypto sostenuta dalla famiglia dell’attuale presidente degli Stati Uniti. In base ai dati di DefiLlama, sono in circolazione circa 5,4 miliardi di USD1.

Un portavoce di Binance, Jessica Jung del team PR globale, ha spiegato a DL News che la presenza di così tanti token sulla piattaforma riflette soprattutto la domanda degli utenti. Secondo Jung, la liquidità segue i volumi e l’exchange lavora per soddisfare le esigenze della propria base clienti.

La concentrazione senza precedenti su un singolo exchange

La custodia presso Binance dei token USD1 non implica che l’exchange ne sia il proprietario economico. Gli asset appartengono agli utenti, mentre la piattaforma svolge il ruolo di depositario, come avviene spesso anche nei mercati finanziari tradizionali attraverso servizi di custodia esterni.

Tuttavia, nessun’altra stablecoin di rilievo presenta una quota così elevata concentrata su un solo intermediario. Questo elemento sottolinea la dipendenza dell’ecosistema di USD1 dalle infrastrutture di Binance, in termini di liquidità, distribuzione e sicurezza operativa.

Nel complesso, una concentrazione così marcata solleva questioni di rischio sistemico. Se Binance dovesse affrontare problemi tecnici, normativi o reputazionali, l’operatività quotidiana di USD1 potrebbe risentirne in modo significativo rispetto ad altre stablecoin più diversificate.

Il programma di incentivazione e il modello di garanzia

Nel mese di dicembre, Binance ha lanciato un programma per incentivare l’uso del token, offrendo fino al 20% di rendimento sulle giacenze di USD1 fino a un massimo di 50.000 dollari per utente. L’iniziativa mira a stimolare l’adozione, soprattutto tra investitori al dettaglio e operatori alla ricerca di rendimenti in dollari.

La collaborazione con World Liberty Financial, ha spiegato Jung, si limita ai servizi standard che Binance offre a molti progetti. Tra questi rientrano la quotazione del token, la fornitura di infrastruttura per gli scambi e l’accesso al mercato, in linea con condizioni applicate in modo uniforme.

Secondo il whitepaper del progetto, il valore di USD1 è coperto da un paniere di attività tradizionali, che comprende titoli di Stato statunitensi, depositi in dollari e altre equivalenti posizioni di cassa. Questo schema è simile a quello adottato da altre grandi stablecoin ancorate al dollaro.

Espansione regolamentare e obiettivi strategici

A gennaio, World Liberty Financial ha presentato domanda per ottenere una licenza bancaria negli Stati Uniti. Si tratta di un passaggio rilevante in termini di supervisione regolamentare, che potrebbe avvicinare il progetto agli standard del settore bancario tradizionale.

Il cofondatore Zak Folkman, intervistato da DL News, ha dichiarato che l’obiettivo è rendere USD1 il principale strumento di pagamento stabile per grandi istituzioni, imprese e consumatori. Secondo Folkman, questo è il percorso migliore per favorire l’adozione nelle transazioni quotidiane.

Inoltre, l’integrazione con partner istituzionali viene vista come elemento chiave per accrescere la credibilità della stablecoin rispetto a concorrenti consolidati, sia nel comparto crypto sia nei sistemi di pagamento più tradizionali.

Crescita di USD1 e posizionamento nel mercato

La circolazione del token è aumentata rapidamente. USD1 è diventata la quinta stablecoin al mondo per ammontare in circolazione, dopo una crescita di oltre il 50% registrata nell’ultimo mese. Questo ritmo supera quello di diversi concorrenti storici del settore.

La concentrazione della stablecoin USD1 su Binance, unita a questa espansione accelerata, è al centro del dibattito tra analisti e osservatori di mercato. Da un lato, indica una domanda robusta; dall’altro, alimenta il timore di eccessiva dipendenza da un singolo intermediario.

Detto ciò, il posizionamento come quinta stablecoin per valore in circolazione avvicina USD1 al gruppo ristretto dei principali emittenti, con potenziali ricadute sulla struttura competitiva dell’intero comparto.

Le crescenti critiche politiche negli Stati Uniti

La crescita del token avviene in un contesto politico sempre più teso. Le critiche verso il coinvolgimento della famiglia del presidente nel settore crypto sono in aumento, in parallelo con l’espansione di USD1 e con il ruolo crescente di Binance.

Alcuni esponenti del Partito Democratico alla Camera accusano il presidente, che ha 79 anni, di conflitto di interessi, influenza straniera e ostruzione alla giustizia in relazione alle attività crypto della sua famiglia. Queste accuse si inseriscono in un quadro di forte polarizzazione politica.

Inoltre, l’ascesa di USD1 rafforza il collegamento percepito tra la politica statunitense e i grandi operatori globali del settore, sollevando dubbi su indipendenza decisionale e potenziali pressioni da parte di investitori esteri.

Il caso Binance, Abu Dhabi e il presunto legame con il perdono presidenziale

Nel novembre 2023, un’inchiesta della trasmissione 60 Minutes ha collegato un investimento da 2 miliardi di dollari tra Binance e la società di Abu Dhabi MGX al perdono presidenziale concesso al cofondatore dell’exchange, Changpeng Zhao.

Secondo i critici, l’operazione, condotta in USD1, sarebbe stata strutturata come forma di favore in cambio del perdono. Questa interpretazione, tuttavia, è stata respinta con decisione dai diretti interessati.

Il CEO di Binance Richard Teng e l’avvocato di Zhao, Teresa Goody Guillen, hanno negato qualunque collegamento tra la crescita del token e la decisione della Casa Bianca. Entrambi sostengono che non vi sia stata alcuna pressione indebita o accordo occulto.

La posizione della Casa Bianca e le prospettive future

La Casa Bianca ha ripetutamente respinto ogni accusa di illecito. A gennaio, la vice addetta stampa Anna Kelly ha ricordato a DL News che i beni del presidente sono detenuti in un trust gestito dai figli. A suo dire, questo assetto esclude conflitti di interesse.

In prospettiva, resta aperta la questione su come le autorità di vigilanza statunitensi interpreteranno la combinazione tra concentrazione di mercato, collegamenti politici e ruolo degli exchange globali nella gestione delle stablecoin. Eventuali nuovi requisiti normativi potrebbero influenzare sia il modello di business di USD1 sia l’operatività di Binance.

Nel complesso, l’evoluzione di USD1 rappresenta un banco di prova per il rapporto tra finanza decentralizzata, potere politico e regolazione internazionale. La dinamica tra crescita di mercato e scrutinio pubblico continuerà presumibilmente a intensificarsi nei prossimi mesi.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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