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Migliori piattaforme DeFi per ottenere rendimenti sulle crypto

In ambito DeFi ci sono molte piattaforme che consentono agli utenti di guadagnare rendimenti sui propri asset digitali senza dover passare per intermediari tradizionali come banche o broker. 

Il settore nel 2025 è ulteriormente evoluto, ed ora le piattaforme DeFi offrono opportunità sempre più sofisticate per generare reddito passivo attraverso meccanismi come il lending, lo staking, la fornitura di liquidità e lo yield farming. 

Come la DeFi genera rendimenti

La DeFi (finanza decentralizzata) è un ecosistema di applicazioni finanziarie basate su blockchain che, a differenza della finanza tradizionale (CeFi), è permissionless. Questo significa che chiunque può approfittarne con il proprio wallet anonimo e non-custodial. 

I rendimenti generati dai protocolli DeFi derivano da diverse attività, come ad esempio quella di prestare asset crypto per guadagnare interessi, oppure fornire liquidità agli exchange decentralizzati (i DEX), o raccogliere le fee, o fare staking per supportare la sicurezza della rete ricevendo in cambio delle ricompense.

I principali meccanismi sono: 

  • il lending, ovvero i prestiti crypto in cambio di interessi attivi
  • lo staking, ovvero la partecipazione alla validazione delle transazioni 
  • la fornitura di liquidità, ovvero l’aggiunta dei propri asset crypto ai pool dei DEX per facilitare gli swap 
  • lo yield farming, ovvero l’immissione di liquidità su protocolli DeFi per ricevere in cambio ricompense sotto forma di interessi, fee  o token di governance. 

A volte queste strategie possono anche essere combinate tra di loro, come ad esempio lo staking liquido che consente di mantenere la propria liquidità anche immobilizzando i token per lo staking.

Nel 2026 ormai i rendimenti medi variano dal 3% al 20% all’anno per asset stabili come le stablecoin, ma possono arrivare anche in alcuni casi a superare il 100% in pool ad alto rischio. 

Tali tassi però possono essere molto influenzati dalla volatilità del mercato e dagli incentivi dei differenti protocolli, ed includono rischi come l’impermanent loss, hack e fluttuazioni di prezzo. 

Il lending

Per quanto riguarda il lending decentralizzato, la piattaforma più usata è Aave.

Si tratta di uno dei protocolli DeFi più consolidati, con un TVL di oltre 4,5 miliardi di dollari e supporto per ben 9 chain, inclusa ovviamente Ethereum. 

È una piattaforma esistente da diversi anni (dal 2017), e permette di prestare asset come ETH, USDC e DAI, guadagnando interessi. Nel 2026 introdurrà nuove funzionalità come flash loans e liquid leverage, ideali per strategie avanzate.

Per usare Aave bisogna connettere il proprio wallet (tipicamente MetaMask), depositare asset in un pool di lending e guadagnare APY dinamici basati sulla domanda. 

Ad esempio, prestando USDC si può ottenere un APY (Annual Percentage Yield) dal 3,5% al 6%, mentre per ETH si arriva al 5-10%. 

I rischi che si corrono sono quelli legati genericamente alla vulnerabilità degli smart contract, ma anche nello specifico a liquidazioni se il collaterale cala. 

Risulta essere buona anche per i principianti grazie ad un’interfaccia user-friendly e supporto multi-chain. 

Altre piattaforme di lending sono Compound, per il lending autonomo, e Morpho per l’ottimizzazione del lending.

Compound è simile ad Aave, ma con tassi autonomi basati su algoritmi, mentre Morpho ottimizza i prestiti su Aave/Compound con vault blue-chip.

Fornitura di liquidità

Il DEX più utilizzato è sicuramente Uniswap. Le sue recenti versioni V3 e V4 ottimizzano i rendimenti con liquidità concentrata e hook personalizzati.

Per ottenere rendimenti su Uniswap bisogna fornire liquidità su specifiche coppie di scambio, come ad esempio ETH/USDC, per raccoglere fee comprese tra lo 0,05% e l’1% per swap. 

I rendimenti tipici sono compresi tra il 5% ed il 20% per pool stabili, ma su pool volatili come ad esempio USDC/WBTC su Optimism si può arrivare fino all’80. 

Il rischio specifico principale, oltre a quelli generici, è legato alle impermanent loss, nel caso in cui i prezzi divergano. Questo rischio però si può ridurre di molto evitando pool con token speculativi.

Uniswap ha un’elevata liquidità e integrazioni con vari wallet, ed è buono anche per yield farming su pair popolari.

Staking

Lo staking liquido su Ethereum è dominato da Lido Finance, con un TVL di 13,9 miliardi. Consente di fare staking di ETH la ricevendo in cambio stETH per usarli in DeFi.

Infatti è possibile mettere a rendimento stETH, ad esempio facendo lending o farming, ma continuando a fare anche staking di ETH. 

I rendimenti tipici sono compresi tra il 4% e l’8% su ETH, ma con un boost sul wrapping (wstETH).

Il rischio specifico è lo slashing (perdite per validator offline), ma è raro.

Yield farming 

Yearn Finance è una delle piattaforme più utilizzate per lo yield farming.

Infatti sposta gli asset tra differenti protocolli per massimizzare l’APY.

Si effettua un deposito in un vault, e si lascia che il protocollo ne ottimizzi l’impiego.

I rendimenti tipici sono compresi tra il 5% ed il 15%, ma salgono fino al 60% in vault fissi.

I rischi però in questo caso sono maggiori, perchè dipendono dai numerosi protocolli sottostanti.

C’è però anche Pendle Finance per il trading di yield. 

Pendle infatti permette di tokenizzare yield, separando principal (PT) e yield (YT) per strategie fisse o speculative.

Inoltre va citata anche Ethena, che consente gli yield sintetici su USDe. 

Le stablecoin

Infine occorre citare anche Curve Finance, specialista in stablecoin. 

Curve infatti è ottimizzato per swap stabili con slippage minimo, ideale ad esempio per yield farming su stablecoin. 

Si depositano stablecoin in pool, stake e LP e si ricevono ricompense in CRV. 

I rendimenti tipici vanno dal 10% al 30% per le pool stabili, ma possono superare il 100% con leverage su Yield Basis. 

Il maggior rischio è la dipendenza dalla volatilità del token CRV. 

Rischi generali 

La DeFi non è priva di pericoli. 

Gli hack sono relativamente frequenti, soprattutto sui protocolli minori o meno comprovati, e ci sono anche rug pull soprattutto su quelli nuovi. 

Converrebbe utilizzare wallet hardware, e soprattutto verificare gli audit dei protocolli per capire se sono sicuri. Inoltre conviene sempre diversificare e non lasciare tutto in uno o pochi protocolli. Si consiglia anche di iniziare con piccole somme, e di fare attenzione alle fee.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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