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Depositi tokenizzati: la nuova frontiera della finanza digitale secondo il report RWA.io

Il futuro della finanza digitale si gioca sempre più sulla capacità di integrare innovazione tecnologica e solidità istituzionale.

Un recente report di RWA.io, realizzato con il contributo di 15 tra le principali istituzioni finanziarie e tecnologiche mondiali, tra cui Standard Chartered, Citi, BNY, Ondo Finance e Alchemy, mette in luce come i depositi bancari tokenizzati siano destinati a diventare un pilastro fondamentale del sistema finanziario digitale di prossima generazione.

Secondo la ricerca, i depositi tokenizzati potrebbero garantire una resilienza senza precedenti, consentendo regolamenti istituzionali di alto livello direttamente su infrastrutture blockchain.

Questa evoluzione non solo promette di migliorare l’efficienza delle transazioni, ma apre anche la strada a un sistema multilivello in cui stablecoin, CBDC (valute digitali delle banche centrali) e depositi tokenizzati convivono e si integrano.

Il potenziale dei depositi tokenizzati: numeri e opportunità

Il report sottolinea come l’opportunità sia enorme: nel 2024 i depositi dei clienti a livello globale hanno raggiunto circa 103 trilioni di dollari, mentre la massa monetaria globale (M2) ha superato i 140 trilioni di dollari nel 2025.

Anche solo una minima parte di questa liquidità, se trasferita su infrastrutture blockchain, potrebbe generare un mercato dei depositi tokenizzati di dimensioni ben superiori all’attuale settore delle stablecoin.

Marko Vidrih, co-fondatore e COO di RWA.io, evidenzia: “Il sistema finanziario globale si basa ancora sul denaro delle banche commerciali. Portare questi fondi su binari digitali sarà la chiave per la prossima generazione della finanza digitale. Comprendere come i depositi tokenizzati si inseriscano nell’ecosistema digitale, accanto a stablecoin e CBDC, è fondamentale per chi vuole guidare l’evoluzione dei mercati finanziari.”

Adozione istituzionale: casi concreti e sperimentazioni globali

Le principali banche mondiali stanno già sperimentando e implementando depositi tokenizzati per casi d’uso come regolamento FX 24/7, pagamenti transfrontalieri e gestione di asset digitali. Negli Stati Uniti, J.P. Morgan ha lanciato la piattaforma Kinexys per pagamenti programmabili e regolamenti FX in tempo reale.

BNY ha avviato un servizio di depositi tokenizzati per la gestione di collateral e margini, mentre Citi sta sviluppando la propria infrastruttura attraverso Citi Token Services, che consente il movimento istantaneo dei fondi su una blockchain privata e permissioned.

Anche in Europa si sperimenta: il progetto pilota Great British Tokenized Deposit (GBTD), coordinato da UK Finance, coinvolge diverse banche per testare depositi in sterline tokenizzati destinati a pagamenti su marketplace online e regolamento di asset digitali.

In Asia, iniziative come la piattaforma giapponese DCJPY e le soluzioni multi-valuta di Standard Chartered stanno ampliando l’uso dei depositi bancari digitali nei mercati corporate e degli asset digitali.

Ryan Rugg, Global Head of Digital Assets di Citi, sottolinea: “Integrare i token digitali con i conti fiat dei clienti significa unire l’innovazione della blockchain con la fiducia e la stabilità dell’infrastruttura globale di Citi, sbloccando velocità, trasparenza e controllo nei pagamenti transfrontalieri.”

Regolamentazione: chiarezza in crescita, ma non ovunque

Uno degli aspetti chiave per la scalabilità dei depositi tokenizzati è la chiarezza normativa. Negli Stati Uniti, il GENIUS Act distingue tra stablecoin di pagamento e depositi tokenizzati emessi dalle banche, che restano sotto la regolamentazione bancaria esistente.

Nel Regno Unito, la FCA propone un quadro simile, mentre nell’Unione Europea la classificazione resta ancora incerta.

Mahesh Kini, Global Head of Cash Management di Standard Chartered, osserva: “Il quadro regolamentare nei mercati emergenti si sta evolvendo rapidamente. I depositi tokenizzati eccellono nell’aumentare efficienza e trasparenza all’interno di framework regolamentari già esistenti.”

Per le banche commerciali, questa distinzione rappresenta un’opportunità per modernizzare le infrastrutture, innovare l’offerta e rafforzare il proprio ruolo nell’ecosistema dei pagamenti digitali. Al contrario, chi non si adegua rischia di perdere quote di mercato a favore di operatori più innovativi.

Interoperabilità: la sfida infrastrutturale decisiva

Nonostante la crescente adozione, la vera sfida per la diffusione su larga scala dei depositi tokenizzati resta l’interoperabilità. A differenza delle stablecoin, che possono circolare liberamente su blockchain pubbliche, i depositi tokenizzati sono passività di singole banche e la loro utilità dipende dalla possibilità di trasferirli e regolarli tra istituzioni diverse.

Progetti come Partior (fondato da J.P. Morgan, Standard Chartered, DBS e Temasek), il già citato GBTD e l’iniziativa Project Agorá della Bank for International Settlements stanno esplorando modelli per consentire lo scambio di denaro bancario digitale su infrastrutture condivise.

Keith Bear, Fellow presso il Cambridge Centre for Alternative Finance, sottolinea: “La sfida principale è implementare e scalare reti di regolamento interbancario che rendano i depositi tokenizzati effettivamente utilizzabili tra istituzioni. L’adozione istituzionale dipenderà dai casi d’uso supportati e dalla capacità di raggiungere effetti di rete sufficienti.”

Blockchain e infrastruttura: la domanda fondamentale

Un altro interrogativo riguarda la maturità delle infrastrutture blockchain per sostenere attività finanziarie su scala istituzionale. Joe Lau, co-fondatore di Alchemy, avverte: “Molti si concentrano su regolamentazione e interoperabilità, ma la vera domanda è: la blockchain è pronta per il denaro istituzionale? Le istituzioni più lungimiranti vedono l’infrastruttura come un percorso di lungo termine, puntando su soluzioni componibili e conformi che si integrano con i sistemi esistenti.”

Conclusioni: verso un ecosistema digitale multilivello

Il report di RWA.io evidenzia come il futuro della finanza digitale non sarà dominato da una singola forma di moneta digitale, ma da un ecosistema multilivello in cui depositi tokenizzati, stablecoin e CBDC coesistono e si rafforzano a vicenda. La chiave per il successo sarà la capacità di garantire interoperabilità tra istituzioni e piattaforme, oltre a una regolamentazione chiara e condivisa.

Le banche che sapranno cogliere questa trasformazione avranno l’opportunità di ridefinire il proprio ruolo nell’era digitale, offrendo nuovi servizi e rafforzando la fiducia dei clienti. Il percorso è appena iniziato, ma la direzione è chiara: i depositi tokenizzati sono destinati a diventare il cuore pulsante della finanza digitale globale.

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